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Sei in: webAmbiente / numero 2 - 2010 / Uguali

UGUALI

Tutti i sentieri dello spirito
Una comunicazione che libera

traduzione: eng | عربي

Nicolini

Di Don Giovanni Nicolini
biografia

Veicolo di conoscenza e integrazione, la comunicazione trova le sue radici nella tradizione ebraico-cristiana quale strumento di avvicinamento tra dio e gli uomini e messaggio di speranza. oggi il suo significato viene spesso stravolto e strumentalizzato, ma la sua funzione rimane fondamentale per la crescita della società

Il tema della comunicazione è centrale nella cultura del mondo occidentale. E nasce dalla tradizione ebraico-cristiana da cui provengono le grandi luci del suo pensiero e le maggiori ispirazioni della sua cultura e del suo stesso progresso scientifico, sociopolitico, artistico, spirituale. Mentre le grandi tradizioni spirituali dell’Oriente legano la crescita dello spirito umano alla sua capacità di trascendersi, di spiritualizzarsi, di liberarsi da ogni condizionamento con la materia e con la mortale fragilità della storia, l’occidente lega ogni suo progresso all’accoglienza di un “dono dall’alto”, un dono di Dio che non aspetta che noi siamo capaci di arrivare a Lui, ma che scende verso di noi per comunicarci il tesoro infinito della sapienza e della pace.

Mentre le “religioni” ritengono dunque che l’incontro con Dio avvenga in alto e sia legato alla nostra capacità di crescere, la nostra tradizione di fede e di pensiero pensa ad un incontro “in basso”, là dove Dio ci sorprende e ci visita con i tesori del suo amore per noi. Mentre una via verso l’alto è inevitabilmente “in salita” e quindi genera una severa “selezione” che premia solo i più “bravi”, la tradizione ebraico-cristiana invita tutti ad accogliere il dono che non esige doti e capacità speciali, ma è preparato per ogni persone e per ogni condizione. Anzi! Si viene progressivamente a scoprire che nell’elargizione del dono Dio segue un criterio di privilegio e di particolare attenzione che è a beneficio di chi, più piccolo e meno fortunato, sarebbe facilmente perdente in ogni gara della vita. Per questo la comunicazione divina con l’umanità non prevede aristocrazie e oligarchie, ma è veramente destinata a tutti, con la preoccupazione che nessuno ne sia privato. Questo non ha certo risparmiato al nostro pezzo di mondo le lotte per il potere, le guerre sanguinose e persino le violente conquiste imperiali fino ai confini della terra, ma ha custodito, nel profondo del suo spirito una traccia profonda di aspirazione alla giustizia, e alla fraternità, più forte di ogni privilegio e di ogni gerarchia.

Uguali

Quando all’articolo tre della nostra Costituzione leggiamo che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua di religione.” e che “è compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione”, siamo alla visione “laica” di quelle antiche tradizioni che si sono nel tempo incarnate nel pensiero generale e nelle istituzioni.

La “comunicazione” è il cuore di tutto questo. Lo spirito mafioso ne è la radicale contrapposizione e opposizione. La democrazia stessa ha il suo vero cuore nella reale volontà di comunicare, in modo che a tutti i livelli si possano creare le condizioni di una partecipazione diretta alla vicenda storica del paese. Proprio per questo i mezzi sempre più potenti della comunicazione portano con sé il grande problema di una comunicazione che voglia realmente generare relazioni di conoscenza e di partecipazione e non si trasformi in strumento di inganno, di devianza, di mistificazione e quindi di negazione dei diritti e della possibilità di esercitarli. Alle armi della repressione violenta si possono sostituire le armi subdole dei “persuasori occulti”.

Una comunicazione stravolta e strumentalizzata è diventata oggi il drammatico “oppio dei popoli”, e la fonte amara di una dittatura del pensiero e dell’azione, conquistata con l’inganno e la seduzione. Per questo, oggi, e quanto gravemente nel nostro paese, non si può tematizzare il grande valore della comunicazione senza un discernimento severo sulle sue vie, i suoi metodi e soprattutto le sue finalità. La comunicazione può liberare per creare relazioni sempre più responsabili e costruttive, ma può anche ingannare per escludere e asservire. È la sfida che oggi il nostro paese deve affrontare e risolvere con urgenza. E sono certo che, malgrado la pirateria dell’informazione e della formazione gestita dai poteri politici ed economici, alla fine prevarrà la grande luce delle nostre fonte spirituali di pensiero e di azione.

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