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Levorato

di Rita Nanni - Ufficio Personale Gruppo Manutencoop

Assenti per malattia

traduzione: eng | عربي

La vita “d'azienda” prevede regole e prescrizioni che spesso sfuggono anche ai più “esperti”: Per questo abbiamo pensato di affrontare una serie di argomenti che riguardano da vicino il personale e chiarire alcuni “immancabili” dubbi. Iniziamo affrontando il tema dei diritti e dei doveri di tutti i lavoratori in caso di assenza per stato di malattia.

Volendo affrontare la tematica delle assenze dal lavoro per malattia è necessario far riferimento alla fonte normativa primaria, ossia l'art. 2110 del codice civile che stabilisce alcuni punti importanti di cui riportiamo di seguito un approfondimento:

Cosa si intende per “malattia”

Per malattia si di deve intendere uno stato patologico che comporti l'incapacità lavorativa assoluta; incapacità intesa in senso ampio, ossia, anche la necessità di sottoporsi a particolari terapie non compatibili con l'attività lavorativa e che addirittura ne comprometterebbero la guarigione (convalescenza).

Obbligo di comunicazione dell'assenza e obbligo di invio della certificazione medica

Il lavoratore ha l'obbligo di avvisare immediatamente l'azienda della sua assenza per malattia e comunque prima che inizi il proprio orario di lavoro. Deve inoltre inviare all'azienda e all'Inps (competente per il proprio comune di domicilio) idonea certificazione medica entro due giorni dal suo rilascio. Ai fini del calcolo dei giorni, occorre far presente che il giorno di rilascio di tale documentazione non è computabile nei suddetti due giorni. Ad esempio, se il certificato viene rilasciato il lunedì, il termine per l'invio all'Inps e all'azienda è il mercoledì.
Nel caso in cui il secondo giorno coincida con una giornata festiva (Domenica o altra festività infrasettimanale) il termine di consegna slitta al giorno successivo.
Ad esempio, se il certificato viene rilasciato il giovedì il termine per l'invio sarà il sabato, mentre nel caso in cui il certificato venisse rilasciato il venerdì la scadenza per la consegna verrebbe rinviata al lunedì successivo.
Di norma il certificato medico viene rilasciato dal medico di base ovvero, nei casi in cui non sia possibile, dalla guardia medica o dal pronto soccorso se il lavoratore è ricorso alle sue cure.
Il certificato deve essere rilasciato in duplice copia: quello contenente la diagnosi deve essere inviato all'Inps, mentre al datore deve essere inviato quello contenente la sola prognosi. Il certificato di malattia deve contenere le seguenti informazioni obbligatorie:

Nel rilasciare il certificato di malattia il medico può dichiarare che la patologia ha avuto inizio non oltre il giorno precedente il rilascio. Ad esempio se il rilascio del certificato riporta la data del 29 l'inizio della malattia può decorrere al massimo dal giorno 28.
Il certificato deve essere spedito al datore di lavoro e all'Inps per raccomandata, ovvero presentato presso la relativa sede esibendo una copia affinché possa essere rilasciata apposita ricevuta. Non è mai il caso di inserirlo nella cassetta postale o consegnarlo a terzi che si impegnano a farlo avere al destinatario (azienda o Inps).

IN BREVE

In caso di malattia:

  • avvisare l'azienda prima dell'orario di lavoro
  • inviare il certificato all'azienda e all'Inps entro 2 giorni dal suo rilascio
  • i lavoratori dell'agricoltura devono conservare copia del certificato
  • sono 180 i giorni indennizzati dall'Inps
  • il lavoratore deve rimanere a casa tra le 10 e le 12 e tra le 17 e le 19, comprese domeniche e festivi
  • le ferie vengono generalmente sospese
  • il lavoratore conserva il posto di lavoro per un periodo fissato dal CCNL

Qualche specificazione per il personale del settore agricoltura e gli operai a tempo indeterminato

Per i lavoratori del settore Verde inquadrati con il CCNL Cooperative Agricole ricordiamo che una copia del certificato inviato al datore di lavoro deve essere conservata dal lavoratore e deve essere poi allegata alla richiesta di rimborso dell'indennità di malattia da presentare alla apposita Cassa CIMAV.
Il mancato invio del certificato (all'azienda e all'Inps) comporta l'assenza ingiustificata dal lavoro e la perdita del diritto alla retribuzione. Il ritardo nell'invio del certificato o il rilascio in ritardo comportano la perdita del diritto al pagamento per i giorni di ritardo.

L'Indennità di malattia

L'Indennità di malattia è la somma che viene pagata, in sostituzione della retribuzione, ai lavoratori che si ammalano. L'indennità viene erogata in busta paga ed è in parte a carico del datore di lavoro ed in parte a carico dell'Inps, ad eccezione del settore agricoltura per il quale la parte a carico dell'Istituto viene anticipata dal datore di lavoro che opera come sostituto dell'Inps; pertanto l'azienda può operare sulla busta paga eventuali trattenute o conguagli su segnalazione dell'Istituto (ad esempio per assenza alla visita di controllo). L'indennizzo per i primi 3 giorni di malattia è sempre a carico del datore di lavoro, la cosiddetta “carenza”.
L'Inps indennizza (sempre tramite il datore di lavoro) un periodo di 180 giorni. Nell'arco dell'anno solare, anche per periodi frazionati. L'Istituto indennizza solo una parte della retribuzione (dal 4° al 20° giorno di malattia indennizza il 50% e dal 21° al 180° giorno indennizza 66,66%).
Ad esempio, per la malattia continuativa dal 1 gennaio al 31 agosto, l'Inps indennizza fino al 30 giugno. L'integrazione della retribuzione a carico del datore di lavoro è diversificata ed è disciplinata, per quanto riguarda l'ammontare ed il periodo per la quale è riconosciuta, dai singoli Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro applicati al rapporto di lavoro.

Il rientro

Quando si rientra dalla malattia prima della data prevista dal certificato rilasciato dal medico, non è necessario fare nulla, basta riprendere il lavoro e il periodo di malattia si conclude automaticamente.

I controlli

Il lavoratore ammalato deve rimanere a casa a disposizione per eventuali controlli effettuati dai medici dell'Inps, nelle seguenti fasce orarie: dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, comprese le domeniche e i giorni festivi.
L'assenza da casa in caso di malattia può essere giustificato solo per:

Malattia ferie

La malattia che dovesse insorgere durante le ferie ne sospende il proseguimento a meno che il datore di lavoro non provi, attraverso accertamenti sanitari, che la malattia stessa è di fatto compatibile con le finalità delle ferie. Il lavoratore è tenuto a comunicare lo stato di malattia al datore di lavoro e all'Inps.
Il datore di lavoro che intenda verificare l'effettiva incompatibilità della malattia del lavoratore con le ferie, può chiedere un controllo da parte dei medici iscritti alle liste dell'Inps o dell'Azienda Sanitaria Locale, specificando che si tratta di un lavoratore ammalatosi durante le ferie. L'idoneità della malattia ai fini della sospensione deve essere valutata in relazione a quello che viene definito “danno biologico”.
Di conseguenza, l'interruzione del periodo di ferie si verifica solo quando la malattia incida sulla sfera biologica del lavoratore in modo sostanziale, pregiudicando il recupero delle energie psicofisiche, principale scopo delle ferie.

Il comporto

Il lavoratore ha diritto, in caso di malattia o di infortunio, ad un periodo di conservazione del posto di lavoro la cui durata è fissata dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro e può essere diversificato in relazione all'anzianità aziendale o alla qualifica di inquadramento del lavoro. Il contratto può far riferimento alla durata dell'assenza per ogni singolo evento (comporto secco) o alla somma anche di più periodi verificatisi in un determinato periodo di tempo (comporto per sommatoria).

 

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