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TUTTINGIRO

Torna più avventuroso che mai anche per l’estate 2019 il progetto “Tuttingiro” ovvero i campi residenziali estivi che il Gruppo Rekeep mette a disposizione gratuitamente in tutta Italia per i figli dei dipendenti con età compresa tra gli 11 ed i 14 anni.

Termine per presentare la domanda di partecipazione: 3 maggio 2019.

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CONSIGLI VERDI

A tu per tu con la natura
L’acqua nel verde

Dall'Olio

di Gabriele Dall’Olio
biografia

Se si vuole abbellire un giardino si può pensare di aggiungere... dell’acqua! la sua presenza integra e arricchisce un area verde, donandogli qualcosa in più, sia dal punto di vista estetico che naturalistico.

Le possibilità sono svariate e vanno dall’inserimento di una fontanella, passando per una piccola vasca di pochi metri quadrati, fino a laghetti veri e propri. Ovviamente in questo articolo non mi interesserò della costruzione di laghi o piscine, per queste impegnative realizzazioni ci sono ditte specializzate che le costruiscono, previa specifica progettazione. Al contrario, cercherò di darvi un’idea di cosa si può costruire, a livello hobbistico, per inserire un ulteriore e piacevole elemento all’interno della nostra area verde. Negli ultimi anni è aumentata la tendenza ad utilizzare l’acqua negli spazi verdi, anche sull’onda di una tendenza, sempre più diffusa, a progettare giardini in stile giapponese (Zen) dove l’elemento acqua è importantissimo. Il suo scopo non è solo estetico, ma di contrapporsi alla staticità degli altri elementi, con la sua dinamicità ed il suo continuo fluire. Il rumore dell’acqua scrosciante ha il potere di donare armonia all’ambiente e di far rilassare i sensi.

FONTANE (FIG. 1 E 2)
Questa scelta è obbligata se si tratta di piccolissime aree verdi. Il termine fontane non è da intendere nel senso classico della parole. Parliamo, infatti, di strutture prefabbricate, di svariate forme, ma di modeste dimensioni, dove basta collegare una linea di adduzione idrica ed un cavo di corrente e il gioco è fatto. L’acqua sgorga da un punto e, ricadendo, provoca giochi d’acqua e rumore, o forse dovremmo dire “suono”. Abbiamo forme sferiche, colonnari oppure a vasche sovrapposte. In alcuni modelli si trovano anche tasche dove inserire pianticelle semiacquatiche, che adornano ulteriormente il manufatto. Pur essendo piccole queste fontane danno al giardino un senso di pienezza e di pace. Generalmente il loro montaggio non è complesso e anche i costi sono abbastanza contenuti. In internet se ne trovano decine di modelli e, a meno che non si scelgano cose bizzarre, il budget va dai cento ai duecento euro. Non è tanto per un piacevole e rilassante gioco d’acqua!

VASCHE (FIG. 3 E 4)
Le vasche ornamentali da giardino sono concettualmente molto simili alle fontane, ma si differenziano per il fatto di avere un piccolo bacino di raccolta dell’acqua dove poter ricreare un microambiente con piante e, perché no, pesciolini.
Ovviamente l’ingombro è maggiore di quello di una fontana, anche se per vasca intendo un manufatto con una superficie massima di un paio di metri quadrati. Così come accennato per le fontane, anche per le vasche è possibile trovare, “on line”, delle belle soluzioni di prefabbricati da assemblare. Il costo è un po’ più alto ma pur sempre abbordabile. Come accennato questa soluzione intermedia ha numerosi vantaggi. Coniuga il piacere dato dalla presenza dell’acqua in movimento a quello di poter disporre anche di un piccolo “bacino liquido”, la vasca appunto, in cui inserire alcune pianticelle e animaletti acquatici. Dal punto di vista vegetazionale le piante che si possono utilizzare sono essenzialmente quelle galleggianti, prime fra tutte le Ninfee rustiche dai diversi colori.

LAGHETTI (FIG. 5 E 6)
Quando si decide di arricchire un giardino con un laghetto si apre un mondo davvero vasto e variegato. Anche in questo caso esiste la possibilità di assemblare materiali prefabbricati (stampi in plastica) oppure, in alternativa, scavare l’invaso in opera e posare teli impermeabili sulla superficie dello scavo per impermeabilizzarlo. Come si può intuire questo secondo metodo lascia grande spazio alla personalizzazione: forma, profondità e tipologia di materiali può essere la più disparata, nonché adattata all’ambiente in cui si opera. Per queste realizzazioni ci sono due strade percorribili.
Per gli amanti dell’hobbistica avanzata il fai da te è una sfida possibile e stimolante. Libri e “tutorial on line” possono aiutare a capire come costruirli e le informazioni che si trovano in rete sono davvero tantissime!
Se le ambizioni sono maggiori bisogna, invece, rivolgersi ad aziende di giardinaggio che siano specializzate in questo genere di lavori. Come si potrà facilmente intuire, il budget per la costruzione di un laghetto è molto variabile, a seconda dei casi, da poche centinaia di euro a qualche migliaio!

Prima di partire con la realizzazione è però necessario sapere due cose fondamentali. La prima è che un laghetto costituisce un vero e proprio “ecosistema in miniatura”, che deve essere costruito secondo regole che non vanno assolutamente trascurate (profondità e volume dell’acqua, angolo di pendenza delle superfici della vasca, portata del ricircolo dell’acqua, etc.).
La seconda è la consapevolezza che la costruzione è solo la prima fase, successivamente vi è la necessità di una manutenzione specifica e continuativa. Trasgredendo a queste due regole si va verso un sicuro fallimento che porterebbe, in breve, alla trasformazione del bellissimo laghetto in una pozza di acqua stagnante!
Per un laghetto la scelta delle piante è molto più vasta che non per una vasca, poiché l’ambiente che si va a creare avrà caratteristiche diverse a seconda delle zone.
La profondità dell’acqua e la presenza di ambienti palustri, che contornano lo specchio d’acqua, influenzeranno la scelta delle specie. Oltre alle piante galleggianti e ossigenanti si potranno piantare altre specie lungo i bordi: Calla palustris, Zantedeschia aethiopica, Iris pseudocorus e Gunnera Manicata (per chi ha tanto spazio).

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Si sa, il bon ton prevede che chiedere l’età ad una signora, soprattutto se non più giovanissima, risulti sconveniente. Ma in questo caso il dato anagrafico è utile per comprendere quanta strada, quante vicissitudini ma anche quante vittorie prima la “Cooperativa per le manovalanze ferroviarie”, poi la Manutencoop società cooperativa e Manutencoop Facility Management, e oggi Rekeep, hanno raccolto e superato nel lungo corso della propria storia imprenditoriale.

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Ieri Manutencoop, oggi Rekeep, ma senza abbandonare l’attenzione alle persone e alla loro crescita. Per festeggiare i suoi 80 anni l’azienda ha deciso di girare l’Italia presentando la propria nuova identità ma anche sottolineando l’importanza che riveste la cultura dell’integrazione attraverso l’iniziativa “Siedi, Leggi e Viaggia! La Biblioteca di Rekeep” che ha portato in alcune grandi città oltre 3.000 opere narrative donate alle biblioteche cittadine.

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