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Una bocciatrice da medaglia

Otto ore al giorno tra conti e fatture e poi di corsa verso le sue amate bocce. Martina Marchesi, dal 2001 impiegata a Manutencoop Servizi Ambientali, ha un curriculum iridato in uno sport che impropriamente viene considerato da “pensionati”. Lei stessa ci spiega come è nata questa passione e quali sono le sue aspirazioni.

31 anni, dal 2001 impiegata all’ufficio contabilità di Manutencoop Servizi Ambientali, ma con una grande passione nel cuore. Otto ore al giorno con gli occhi verdi vigili sul video, attenta ai numeri, Martina Marchesi, fisico che può definirsi ‘mingherlino’, passa un bel po’ del suo tempo libero extralavoro sui campi da bocce, sport di cui è campionessa pluridecorata. Da quando ha dodici anni “rincorre” quelle sfere che ruzzolano silenziose sulle piste, e soltanto a parlarne gli occhi le brillano. All’Arci Benassi di Bologna la conoscono da quando è una bambina, avendo ereditato questa passione fin da piccola da una famiglia di bocciofili. E già a 14 anni ha vinto un premio importante, arrivando prima al campionato regionale femminile. Da allora, a parte una parentesi di qualche anno, non si è più fermata e continua ad allenarsi almeno tre volte alla settimana, ogni tanto anche nella pausa pranzo. Gioca in gara per i campionati provinciali, regionali e nazionali e ogni tanto gira per l’Italia. Dalla categoria allievi a quelle degli adulti, ora gioca nella C, sia nei tornei maschili (che sono misti) che femminili, individuali, a coppie o in squadra. E’ stata campionessa regionale diversi anni di fila.

Perché, Martina, ti piace tanto questo sport?

Mi diverto, lo conosco bene ed è un bell’ambiente, mi concentro ma nello stesso tempo mi rilasso e scarico qualsiasi tensione. In quelle ore non penso a niente.

Ma questo è uno sport ritenuto generalmente per persone in età avanzata...

Ed è sbagliato, non hai idea di quanti siano i giovani che lo praticano.

Quindi giochi per divertimento…

Beh, certo che mi diverto, ma gioco per vincere, ci metto tutto me stessa, però se perdo sono sportiva, riconosco i meriti degli altri e trovo il modo di rifarmi: la palla è comunque tonda.

E segui una preparazione particolare?

No, chi gioca a bocce non deve avere particolari caratteristiche, serve solo essere resistenti, perché un torneo può durare anche una giornata intera.

Sei più brava a bocciare o ad andare a punto?

Mi piace bocciare, solitamente in una coppia mista è un ruolo da uomini, ma di solito lo faccio io, mi viene bene. è una passione che richiede molto del tuo tempo libero.

Hai qualche rimpianto?

Sì, di avere abbandonato le bocce per qualche anno.

Qualche aspirazione?

Ovvio, arrivare in A1 ed essere scelta per i campionati del mondo.

Un desiderio?

Che il gioco delle bocce venga riconosciuto ed ammesso alle Olimpiadi.

Che dire? Non sarebbe male vederla campionessa del mondo.
Il nome dello sponsor ce l’abbiamo già.

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