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Maurizio Bottaini,
Direttore Servizi Specialistici Manutencoop

Cambio delle caldaie, coibentazione, sostituzione dei corpi illuminanti. Sono solo alcuni degli interventi mirati che possono produrre risparmi energetici anche superiori al 50%. In questa intervista l’Ing. Maurizio Bottaini, Direttore Servizi Specialistici di Manutencoop, ci spiega come è possibile intervenire e quali sono i benefici della “proposta” Manutencoop.

Ingegner Bottaini perché Manutencoop ha promosso questo convegno?

In sintesi perché riteniamo che l’efficentamento energetico degli immobili oltre ad essere un’opportunità imprenditoriale per le imprese del facility management, possa avere importanti e positive “ricadute” per il nostro Paese. È, innanzitutto, una scelta sostenibile: il risparmio energetico è uno degli obiettivi che discendono dal primo protocollo di Kyoto e uno degli obiettivi della direttiva Europa 2020 a livello Europeo. Obiettivi cogenti che prevedono sanzioni per gli stati membri che non si adegueranno, Italia compresa. Questi obiettivi interessano l’universo dei consumi energetici ma è essenzialmente nell’edilizia che non si sta facendo alcunchè con l’unica eccezione delle nuove costruzioni per le quali è ora necessaria la certificazione energetica in classe A. Il tema dell’efficientamento degli edifici è invece cruciale. E c’è di più, la ricerca lo dimostra: rendere il patrimonio immobiliare italiano, pubblico e privato, meno energivoro rappresenta non solo una soluzione per rientrare nei parametri di risparmio richiesti dall’Unione Europea, ma anche una grande occasione di impulso all’economia del nostro Paese.

Levorato

Maurizio Bottaini

Direttore Servizi Specialistici Manutencoop

Manutencoop i benefici della riqualificazione degli edifici li sperimenta “sul campo”…

Manutencoop può sostenere questo, a livello micro, sulla base della propria esperienza di “gestore di immobili”: con una analisi globale del sistema edificio-impianti e con competenze trasversali e specialistiche per realizzare interventi di riqualificazione (si tratti della sostituzione della caldaia, della coibentanzione dell’immobile o dell’inserimento di lampade a basso consumo) si possono produrre risparmi energetici anche superiori al 50%.

Qualche esempio?

È abbastanza semplice: è chiaro che se sostituisco una vecchia centrale termica con una di ultima generazione produco efficienza. Infatti produco la stessa quantità di calore utilizzando meno energia, ma se poi il calore prodotto lo disperdo dalle pareti? Sono diventato efficiente nel produrre qualcosa che poi “getto via”. Ecco allora che è opportuno intervenire coibentando meglio l’edificio affinché trattenga il calore (o il fresco, è la stesso principio) in modo che l’impianto termico ne debba produrre meno per assicurare la stessa temperatura. E posso ridurre ulteriormente i miei consumi intervenendo in maniera combinata anche sull’impianto elettrico, ad esempio, sostituendo i corpi illuminanti. Poi posso dedicarmi agli impianti di sollevamento (studi dimostrano che consumano fino al 5% dei consumi energetici di uno stabile). O ancora realizzare impianti che producano energia da fonti rinnovabili, come il fotovoltaico, il solare termico. Così facendo la minor energia di cui ho bisogno mi costerà meno producendo un ulteriore risparmio nella bolletta energetica.

Ma non vi siete fermati qui e avete chiesto “aiuto” a Nomisma…

Esatto. Fin qui l’esperienza a livello micro ovvero una proposta tecnico-commerciale coerente con l’attuale situazione dei mercati, sia privato che pubblico, caratterizzata da una scarsa disponibilità finanziaria. Ma poi ci siamo chiesti: cosa succederebbe al nostro Paese se si iniziasse ad investire, con formule analoghe a quella illustrata, riqualificando l’intero patrimonio immobiliare? Lo studio di Nomisma punta proprio a rispondere a questa domanda. Stima l’impatto macroeconomico che potrebbe avere in termini di incremento del Pil e ricadute occupazionali un piano integrato di riqualificazione dei soli immobili di proprietà pubblica. E abbiamo dimostrato come tale impatto sarebbe estremamente positivo per il nostro Paese. Il Convegno è stato l’occasione per presentare questi dati in particolare al Governo ed alle Istituzioni competenti affinchè possano mettere in atto politiche che incentivino interventi come quelli proposti.

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