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Sei in: webAmbiente / numero 1 - 2011 / Uno zecchino tinto di “rosso”

L'intervista

traduzione: eng | عربي

di Giancarlo Strocchia

Uno zecchino tinto di “rosso”

Ci credereste che il rispettato e rigoroso responsabile dell’ufficio gare e tecnico commerciale di servizi ospedalieri sia stato, non tanti anni fa, “Gugù, bambino dell’età della pietra”? Con questa canzone, infatti, Enrico Zanardi ha sbaragliato tutti i piccoli concorrenti vincendo la 19ma edizione dello zecchino d’oro, nel 1976. Una esperienza che ricorda con affetto e simpatia e che lo ha lanciato nel mondo dei programmi televisivi per i più piccoli, anche oltreconfine. Un’avventura che si tinge stranamente anche di “rosso”, scopriamo perché

A volte gli armadi contengono scheletri, altre volte riconoscimenti e piccole glorie.
È questo il caso di Enrico Zanardi, che vanta un passato da vincitore dello Zecchino d’Oro, per precisione l’edizione del 1976. Il suo buffo “Gugù, bambino dell’età della pietra” si è guadagnato il gradino più alto del podio, con grande gioia di amici e parenti. Meno forse del piccolo Enrico, che ricorda di aver sonnecchiato prima e dopo l’esibizione. “Avevo soltanto 4 anni – racconta Zanardi, che oggi è il Responsabile dell’Ufficio Gare e Tecnico Commerciale di Servizi Ospedalieri - dello Zecchino d’Oro ricordo molto poco, mi hanno comunque raccontato che dormii tutto il tempo, quando venne il mio turno di cantare, mi svegliarono, io cantai, poi mi rimisi a dormire, dopo un po’ mi richiamarono per dirmi che avevo vinto”.

Ricorda come nacque l’idea della sua partecipazione allo Zecchino d’Oro?
E come le venne annunciato l’evento?

In principio feci l’audizione per entrare nel Piccolo Coro dell’Antoniano, avevo 4 anni e mezzo, ebbi però la fortuna che nello stesso periodo stavano facendo le audizioni per lo Zecchino d’Oro. Ci furono due circostanze che portarono a scegliermi per partecipare al 19mo Zecchino d’Oro (1976): la prima, e le giuro che è la sacrosanta verità, fu alquanto “istintiva”, infatti (beata fanciullezza!) mi misi a sedere in braccio a Padre Berardo Rossi (frate francescano d’altri tempi allora direttore dell’Antoniano e organizzatore dello Zecchino d’Oro) e cantai “Bandiera rossa” (!!) proprio “quella” Bandiera rossa, sicuramente sentita da mio padre comunista tutto d’un pezzo. Ho colpito talmente tanto Padre Berardo che da lì in poi (sono rimasto nel Piccolo Coro dai 4 agli 11 anni) divenni una specie di “mascotte” del coro; la seconda, fondamentalmente una coincidenza, fu che mi vide l’autore della canzone “Gugù bambino dell’età della pietra” Giordano Bruno Martelli (padre di Augusto Martelli, quello degli albori di Canale 5) il quale stava cercando un interprete per la sua canzone (scritta con Enzo Trapani - quello della Rai) che in qualche modo si avvicinasse ai contenuti della canzone. Pare che quando mi vide esclamò “altro che età della pietra, questo è del pleistocene!!”. Come può intuire ero un personaggio molto “naif” e le posso garantire che non fui scelto per le capacità canore o per l’aspetto fisico, ma soltanto perché ero buffo, erano altri tempi...Per quanto riguarda l’annuncio dell’evento, sicuramente fu detto a miei genitori, a me non cambiò nulla, andavo all’Antoniano di Bologna, giocavo con altri bimbi, e ogni tanto mi chiedevano di cantare. L’impegno grosso fu di Mariele Ventre, che mi insegnò a cantare, e di mia madre, che mi insegnò il testo della canzone.

Qual è il ricordo più vivo che conserva di quella esperienza? E quali sensazioni provò (paura, divertimento, emozione)?

Ho solo un vago ricordo della gioia di mia sorella, urlava dalla felicità. I ricordi più belli che ho sono legati alla mia esperienza nel Piccolo Coro. Sono ricordi ed esperienze che mi hanno veramente segnato per tutta la vita (in positivo naturalmente): sono convinto che oggi sono come sono, in funzione dell’esperienza passata nel Piccolo Coro, non tanto per aver vinto lo Zecchino d’Oro.

Come visse quella esperienza? Come un gioco o come una vera competizione?

Assolutamente come un gioco, c’erano tanti bimbi, mi divertivo come un matto.

Fu difficile imparare la canzone?

Dai racconti di mia madre, non ero uno scolaro provetto...

Dopo la vittoria cosa successe? Come visse i mesi successivi se ricorda ancora quei momenti?

Dopo aver vinto lo Zecchino d’Oro, ero diventato un personaggio del mondo under 10. Ricordo per esempio due cose in particolare, una trasmissione della rai condotta da Giampiero Albertini dal titolo “A spasso con Gugù”, nella quale, tutto lo storyboard della trasmissione ruotava attorno al personaggio naif che ero.

“Non fui scelto per le capacità canore o per l’aspetto fisico, ma soltanto perché ero buffo, erano altri tempi... e pensare che dormii prima e dopo l’esibizione”

L’altra cosa è legata alla Spagna, infatti, il mio personaggio piacque molto ai bimbi spagnoli tanto è che feci una versione spagnola della canzone (mia madre si ricorda ancora la fatica ad insegnarmi lo spagnolo) e feci una serie di “video” per la tv dei ragazzi spagnola. Di questa esperienza ho un ricordo meraviglioso, anche perché andai quasi un mese alle isole Canarie.

Le fa piacere sapere che su Youtube è possibile vedere la sua esibizione? La rivede mai? Se si, che sensazioni le offre?

Mi fa un enorme piacere! Consideri che ho inseguito quel video per circa 30 anni, in quanto, per un errore di archiviazione, era andato disperso!!! Una decina di anni fa sono riuscito a recuperarlo tramite l’Antoniano e la Rai, e quando l’ho visto (tenuto conto che non mi ero mai visto prima), mi sono commosso come un bambino. Non so chi lo abbia caricato su Youtube, ma la cosa non mi disturba.

Da genitore, farebbe partecipare suo figlio ad una competizione come lo Zecchino d’Oro o come ai sempre più numerosi programmi in cui i bambini si esibiscono scimmiottando a volte gli adulti?

La differenza sostanziale sta proprio nella parte finale della sua domanda, un bimbo deve fare il bimbo. Quando sento cantare un bambino di 8 anni con una impostazione da tenore, mi fa veramente rabbrividire, mi sembra un’aberrazione. Lo Zecchino d’Oro è passato di moda perché la gente vuole vedere dei bambini che scimmiottano gli adulti, cosa che lo Zecchino non ha mai fatto. Per rispondere alla sua domanda, se avessi un figlio forse lo manderei allo Zecchino d’Oro, ma lo terrei lontano dagli altri tipi di programmi televisivi.

Per concludere, oggi di cosa si occupa in Servizi Ospedalieri? Ha mai rimpianto un po’ di aver abbandonato la via dello “spettacolo”?

Sono in Servizi Ospedalieri da quasi 10 anni, da circa quattro anni sono il Responsabile dell’Ufficio Gare e Tecnico Commerciale di Servizi Ospedalieri, per intenderci faccio le gare d’appalto. Diciamo che ho abbandonato da ormai molti anni la via dello showbiz più che dello spettacolo.

“Lo Zecchino d’Oro è passato di moda perché la gente oggi vuole vedere dei bambini che scimmiottano gli adulti, cosa che lo Zecchino non ha mai fatto”

Dopo l’esperienza del Piccolo Coro ho frequentato gli ambienti televisivi dai 16 ai 26 anni, ho cantato in un paio di gruppi, ho fatto piano bar, ora quando posso qualche serata a cantare la faccio, ma purtroppo con il passare degli anni il tempo sembra calare sempre di più... Rimpianti? Assolutamente no, ringrazio il destino di avermi dato l’opportunità di vivere esperienze meravigliose.

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