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di Giancarlo Strocchia

Un amore oltre ogni limite

“È solo questione di tempo” è il titolo del libro scritto da Simona Bergamini, dipendente nel settore marketing della società Mia. Una vicenda di profondo amore, dal finale aperto, strutturata secondo ritmi temporali precisi, sull’onda di testi che rievocano la musicalità di alcune canzoni d’autore.

Quante volte lo abbiamo detto: “è solo questione di tempo”. Un dolore, una disavventura, il ricordo di un sentimento non corrisposto. Il tempo è il miglior dottore suggerisce la saggezza popolare. Ma è sempre vero? Oppure alcune traversie possono lasciare un segno difficile da cancellare? “È solo questione di tempo” è anche il titolo dell’opera prima letteraria di una giovane dipendente impiegata nel settore marketing della società Mia, Simona Bergamini. Una passione quella per la scrittura, legata alla tavola da disegno.

Simona, quando hai iniziato a scrivere?

Non so. Prima di laurearmi ho fatto l’istituto d’arte. In realtà ho sempre dipinto e disegnato. La scrittura c’era, ma molto marginale. E anche il libro è iniziato paradossalmente proprio dai disegni. Forse solo perché mi vengono più veloci e immediati.

Il suo libro gioca su un’architettura particolare, strutturata quasi come un diario emozionale, al centro del quale si muove la protagonista Roberta. Lo scorrere del tempo ritmato dalle stagioni dell’anima, in qualche modo.

Le pagine del romanzo mostrano una sorta di simmetria e una tempistica scandita da ritmi ben precisi. Quattro capitoli, ogni capitolo è formato da 3 paragrafi: i 12 mesi. Così come 12 sono le “canzoni”, scritte da Roberta, che chiudono il libro. La narrazione segue il ciclo di un anno, anche se non di un anno solare.

“In realtà ho sempre dipinto e disegnato. La scrittura c’era, ma molto marginale. E anche il libro è iniziato paradossalmente proprio dai disegni”

Roberta è una giovane donna che ama la sua bambina e il suo compagno, una donna normale, ma dal cuore e dalle idee sempre in movimento e in tumulto, pronte ad arrovellarsi e a contorcersi per un nonnulla. Mai quieta, sempre piuttosto passionale in ogni suo sogno, in ogni fantasia, in tutto ciò che sente e vive. Come molti del resto. Come tutti. Questo per raccontare... Niente. Briciole di emozioni e di riflessioni provate da Roberta. Emozioni che portano, a discapito della tanta sicurezza ricercata da ognuno di noi, a un grande punto interrogativo finale, magari posto con giusta causa, o semplicemente senza motivo alcuno. E i punti interrogativi, si sa, destrutturano per definizione ogni certezza. Protagonista assoluto è il Tempo che si alterna fra presente, passato e un futuro che Roberta non vedrà mai.

Lei è cresciuta in Umbria, terra presente anche nelle pagine del suo libro. Che significato ha l’elemento territoriale e autobiografico nella sua narrativa?

Io sono nata a Crevalcore (Bo) da genitori emiliani. Ho vissuto in Umbria per 29 anni... Le persone si portano dietro i dialetti, i colori dei paesaggi che vedono quando si svegliano al mattino o si coricano alla sera, i sapori e i gusti che sono abituati ad amare; credo sia inevitabile. E non a caso gli acquerelli scelti ed inseriti (così come la copertina) raffigurano delle “radici”, un qualche cosa che ti riporta al passato, ai ricordi, a ciò che ti ha fatto diventare la persona che sei. Quanto c’è di autobiografico? Ho “usato” me stessa e parte di ciò che mi circonda in funzione delle riflessioni e delle emozioni che volevo raccontare. A volte ho inventato e a volte no.

“È solo questione di tempo”. Un tempo che si dilata nel dolore, ma anche un tempo che guarisce o che contribuisce a sfumare la sofferenza.

Volevo soffermarmi su ciò che il “tempo” significa e determina. Così nella prima parte del libro la narrazione è in mano a una protagonista femminile. Ma per “dire” che in realtà non è lei la vera protagonista della storia, nella seconda parte del libro è una figura maschile che continua il racconto. Non essendo un giallo, né un romanzo d’amore ho tentato di “tenere” l’attenzione di un eventuale lettore... scoprendo anche i personaggi lentamente, a poco a poco. La fine? Il libro finisce in modo “aperto”... In realtà, se si vuole, prosegue, così come prosegue sempre e comunque il tempo. Chiude con delle “Canzoni” e non con delle “Poesie” per questo stesso motivo: è una non fine, alle canzoni manca ancora la musica per essere realmente “finite”.

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