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di Giancarlo Strocchia

A Molteplicittà cresce l’Impresa Europa

Lo scorso Luglio a Bologna, nel corso della terza edizione di Molteplicittà, il Piccolo Teatro del Baraccano ha ospitato un convegno dal titolo “Impresa Europa, la sfida dell’integrazione” che ha rappresentato l’occasione per riflettere sul ruolo crescente dei lavoratori immigrati nel nostro paese. Un momento per offrire visibilità ad un universo che partecipa allo sviluppo collettivo contribuendo economicamente e culturalmente. Al covegno ha preso parte anche il presidente del Gruppo Manutencoop, Claudio Levorato.

“Incontri, dibattiti e spettacoli sulla città che cambia”. Nella sua terza edizione, che si è svolta a Bologna tra luglio e settembre scorsi, Molteplicittà, la rassegna promossa da Legacoop, sostenuta anche da Manutencoop e dedicata all’interculturalità e ai “nuovi italiani”, ha confermato il suo ruolo centrale di rappresentazione, impegnata ma anche gioiosa, di una realtà demografica e produttiva in costante evoluzione per la sempre più consistente presenza, nel nostro Paese, di cittadini stranieri divenuti risorsa insostituibile per la nostra e lo loro crescita sociale ed economica.

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    Presentazione del Bilancio Sociale 2009, Milano Convention Centre

Molteplicittà, Piccolo Teatro del Baraccano - Piazza del Baraccano
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In questo contesto, lo scorso 6 luglio, presso il piccolo teatro del Baraccano, si è articolata una approfondita riflessione su lavoro, diritti, identità e relazioni per e con i popoli migranti nella città di Bologna nel corso del convegno dal titolo “Impresa Europa. Cittadinanza, lavoro e comunità nell’Europa delle migrazioni”. Sulla scorta dei dati emersi da una ricerca elaborata da Nomisma e presentata da Anna Lucia Colleo si sono inseriti i contributi di tutti i protagonisti principali di questa iniziativa, moderati dal Massimo Rebotti, giornalista del Corriere della Sera.

Tra i primi il presidente di Legacoop Bologna, Gianpiero Calzolari, che ha sottolineato come “esista un estremo bisogno di persone che vogliono lavorare per migliorare la proprie condizioni di vita in una logica di sostenibilità. Noi rappresentiamo il mondo cooperativo e quindi abbiamo il dovere di guardare al domani con fiducia migliorando le condizioni attuali di tutti i lavoratori, riservando particolare attenzione ai nuovi cittadini di provenienza straniera”.

SE FOSSE
UN FILM...

“Indovina chi viene
a cena?”
(1967)

di Stanley Kramer,
con Spencer Tracy, Katharine Hepburn e
Sidney Poitier

Una cena durante i favolosi Sixties: Matt e Christina genitori di Joey incontrano per la prima volta il genero e i consuoceri. L’amore ai tempi di Martin Luther King.

Un’ottica condivisa e avvalorata dalle parole di Ferruccio Pastore, direttore del Fieri, il Forum di ricerche sull’Immigrazione, secondo cui “l’immigrazione nasce da ragioni demografiche, da una manodopera autoctona che si riduce e da una domanda di servizi di cura che cresce e prestata quasi esclusivamente da lavoratrici straniere”.

Se per il sindaco di Bologna, Virginio Merola, “il contributo dei lavoratori immigrati garantisce anche il nostro futuro economico, non fosse altro per gli oltre 7 miliardi di contributi versati sotto forma di tasse e per i quali non ricevono altrettanti servizi” per il presidente di Manutencoop Claudio Levorato “il lavoro degli immigrati necessario dove non è disponibile la manodopera italiana diventa un fattore di crescita dell’impresa proprio in funzione della volontà di crescita dei lavoratori immigrati stessi che, in qualità di portatori di nuovi bisogni, hanno il diritto di poter disporre delle reti di supporto”.


È anche un problema di rappresentatività sottolinea Anna Lucia Colleo di Nomisma. “Le organizzazioni di rappresentanza devono sforzarsi a venire incontro al nuovo amalgama di cui è composta la nostra società – ha specificato la Colleo – e per questo è necessario orientarsi meglio in questa eterogeneità”.

Al convegno hanno preso parte anche Ivano Dionigi, Rettore dell’Università di Bologna, Luciano Sita, Vicepresidente Nomisma, Angelo Tranfaglia, Prefetto di Bologna e Jean-Paul Makengo, Assessore Comune di Tolosa e Presidente Eccar-European Coalition of Cities Against Racism.

 


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