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traduzione: eng | عربي

di Giancarlo Strocchia

Il Mondo al centro di Bologna

43.000 residenti stranieri nel capoluogo emiliano, 5.500 dei quali nati in Italia. Possono dirsi oramai sedimentati nell’opinione pubblica cittadina i concetti di interculturalità e di integrazione o siamo ancora lontani da una presa di coscienza comune sul valore che questi “nuovi” cittadini hanno apportato all’interno della comunità sociale e imprenditoriale locale e nazionale? Molteplicittà, l’iniziativa promossa da Legacoop Bologna e sostenuta anche da Manutencoop, ha cercato attraverso convegni, incontri e manifestazioni culturali, dal 2 all’8 luglio scorsi, di metterlo in evidenza. E come “attori” dell’iniziativa erano presenti anche molti dipendenti di Manutencoop.

Due settimane all’insegna della interculturalità. Molteplicittà ha raccolto e sollecitato coscienze e competenze italiane e straniere intorno alla necessità di valorizzare, attraverso il dialogo e la conoscenza, il contributo che i “nuovi” cittadini stranieri presenti a Bologna, e nel resto del paese hanno apportato alla vita, sociale, culturale e imprenditoriale del Paese. Per questo dal 2 all’8 luglio scorsi si sono avvicendati incontri, convegni e workshop a cui hanno preso parte personalità della cultura, delle istituzioni e dell’imprenditoria.

video 18

3 LUGLIO 2010

Molteplicittà
P.zza Santo Stefano, Bologna

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Un programma fitto e movimentato che ha visto, in occasione del convegno d’apertura dal titolo “Domani è un altro mondo”, anche la partecipazione del presidente di Manutencoop Claudio Levorato, intervenuto alla tavola rotonda sul tema “Quale futuro per la nostra comunità” insieme a Donatella Bortolazzi, Assessore Sviluppo delle risorse umane e organizzazione, cooperazione allo sviluppo, progetto giovani, pari opportunità della Regione Emilia-Romagna e agli onorevoli Massimo Livi Bacci del Pd e Fabio Granata del Pdl. Nell’ambito della stessa iniziativa si è svolto l’incontro dal titolo “Richiesti e Respinti – storie di vita, lavoro e respingimenti” a cui hanno portato il proprio contributo Riccardo Staglianò, giornalista de La Repubblica, Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) e Yassine Lafram, membro del direttivo nazionale Giovani Musulmani d’Italia.Altre presenze molto prestigiose hanno caratterizzato i giorni della manifestazione, come l’economista e scrittrice dello Zambia Dambisa Moyo.

Non solo con le parole, comunque, si trasmette il desiderio di comprensione e conoscenza capaci di avvicinare gli individui e abbattere i pregiudizi. Un veicolo efficace in questo senso è la cucina, anzi, le cucine. E proprio su questo concetto che Manutencoop ha puntato per contribuire e sostenere lo spirito di una manifestazione che ha inteso far incontrare tradizioni e culture. Il pranzo allestito dall’azienda nella suggestiva cornice di Palazzo Isolani conduceva in un percorso fatto dei profumi e dei colori delle culture alimentari di paesi lontani. Un menù allegro, pieno di fantasia, che ha permesso ai partecipanti di percorrere un vero giro del mondo culinario. Erano rappresentati tutti i principali continenti e altrettanti menù gustosi. Per l’America si spaziava dal guacamole ai tachos, dal chili alla statunitense Cesar salad. E poi l’Asia con le sue spezie, i gamberoni in agrodolce e la zuppa di cocco. Quindi l’Africa con il tradizionale cous cous e il sapido humus. E poi i dolci sono stati una vera e propria festa per il palato e per gli occhi. Ad imprimere un significato particolare a questa iniziativa una frase di Nelson Mandela stampata sul menù: “Quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, noi, inconsciamente, diamo alle altre persone il permesso di fare la stessa cosa. Quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri”.

Un’altra protagonista di Molteplicittà è stata Piazza S. Stefano, luogo di per sé simbolo di dialogo tra culture e religioni, animata da un ulteriore momento di incontro dal titolo “Viaggio attraverso l’accampamento mondo”. Ai bordi del triangolo tracciato dai portici erano stati allestite alcune tende sul modello di quelle tradizionali africane. Piccole quinte che suddividevano ambienti tradizionali dove si sono susseguite letture, rappresentazioni, racconti e testimonianze interpretate anche da alcuni dipendenti di Manutencoop che hanno frequentato un corso di teatro presso l’Itc di San Lazzaro. Alcuni di essi interpretando se stessi, altri inscenando piccoli siparietti nella parte di cittadini immigrati. Un percorso vivo e partecipato che ha permesso un ulteriore passo verso l’integrazione e la conoscenza, verso un colloquio più consapevole, che esula dal contatto formale per sfociare nella relazione umana, l’unica che consente un autentico progresso di civiltà e di normalizzazione dei rapporti.

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