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Attualità

di Chiara Filippi

traduzione: eng | عربي

Un gruppo che cambia

Dopo lunghe e impegnative operazioni finanziarie, il 100% di Manutencoop Facility Management S.p.A. è tornato nelle mani di Manutencoop Società Cooperativa. La conclusione dell’iter è coincisa, inoltre, con la nomina di un nuovo Consiglio di Amministrazione e la riorganizzazione del management aziendale che ha portato molte giovani risorse interne a ricoprire ruoli di responsabilità.

Manutencoop Società Cooperativa è tornata a detenere il 100% di Manutencoop Facility Management S.p.A.. Lo scorso ottobre, infatti, come riportato da varie testate giornalistiche, la Cooperativa si è “ricomprata” il 33% (detenuto dagli azionisti di minoranza) del capitale della società operativa e cuore pulsante del Gruppo. Raccontata così e a distanza di qualche mese sembra un’operazione semplice e lineare, in realtà si è trattato di un processo lungo e complesso conclusosi solo nel febbraio scorso con la nomina dei nuovi vertici aziendali, e che ha impegnato per mesi diverse direzioni aziendali. Qui su “Ambiente” proviamo, in estrema sintesi e nel modo più semplice possibile, a raccontare cosa è successo.

COMINCIAMO DALL’INIZIO

Nell’ormai lontano 2009 un pool di fondi di private equity e di banche d’affari (tra cui MP Venture, 21 Investimenti del Gruppo Benetton, Unipol e Mediobanca solo per citarne alcuni) ha scelto di investire in MFM, allora impegnata nell’acquisizione del ramo d’azienda del Gruppo Pirelli RE attivo nel facility management.
Complessivamente hanno acquistato all’epoca partecipazioni pari al 21% del capitale. Ovviamente fondi e banche investono in un’azienda con l’obiettivo di valorizzare il proprio investimento: in altre parole, “scommettono” sulle performance di una impresa, contano di detenere quote del suo capitale per un periodo definito al termine del quale, nell’ipotesi in cui il valore dell’impresa sia aumentato, potranno “rivendere” le proprie partecipazioni ad un prezzo maggiore di quello d’acquisto.
Di solito l’uscita di un investitore coincide con la quotazione in Borsa dell’impresa e questa sarebbe dovuta essere la “way out” (questo il termine inglese usato appunto per l’uscita) privilegiata anche per i soci di minoranza della Cooperativa.

ACCORDI PER L’USCITA DEI FONDI

Purtroppo, a causa delle difficili condizioni di mercato degli ultimi anni l’uscita tramite quotazione non è stata possibile, nel 2013 prima e nel 2016 poi. Cooperativa e investitori hanno sottoscritto accordi per definire modalità anche alternative per l’exit, visto che prima o poi i fondi, entrati per valorizzare il proprio capitale, sarebbero dovuti rientrare dall’investimento.
Gli accordi del 2016, arrivati dopo una lunga trattativa raccontata anche qui su “Ambiente”, prevedevano, oltre a una maggiore quota in capo ai soci di minoranza, passati a detenere dal 21 al 33% del capitale, e nuove regole di governance, anche nuove modalità di disinvestimento secondo un percorso prestabilito definito in step temporali.
In particolare, tale percorso prevedeva una prima fase, da gennaio 2017 a settembre 2017, in cui la Cooperativa aveva la facoltà di esercitare una call (per farla semplice una specie di diritto di prelazione) per l’acquisto delle quote dei fondi.

Giuliano Di Bernardo

IL PRESIDENTE E AD DI MFM

Giuliano Di Bernardo, un (altro) veneziano al timone

57 anni, indubbiamente veneto a partire dall’accento, è originario di Mirano in provincia di Venezia, una località poco distante da Pianiga, paese natale del Presidente della Cooperativa, Claudio Levorato. Prima di arrivare in Manutencoop ha lavorato negli uffici marketing di primari editori di testate giornalistiche nazionali ed è stato per quattro anni funzionario della Federazione provinciale del PCI di Venezia.
In Manutencoop dal 1999 e socio della Cooperativa dal 2006, ha ricoperto per otto anni il ruolo di responsabile del Servizio Promozione e Sviluppo dell’Area Nord-Est. In un anno di interruzione del rapporto con il Gruppo ha lavorato come responsabile marketing del Casinò di Venezia.
Dal 2008 è Vicepresidente di Manutencoop Società Cooperativa e ha ricoperto, fino allo scorso Dicembre, il ruolo di Responsabile Operations Area Triveneto. Dall’autunno 2016 all’attuale nomina a Presidente è stato Vice Presidente di Manutencoop Facility Management.
Corre ogni giorno, è un “accanito” lettore di classici (si narra che leggesse Proust anche sul tapis roulant in palestra) e tifa Juventus.

IL BOND

Fin da subito la Cooperativa si è attivata per trovare risorse e soluzioni in grado di metterla nelle condizioni di esercitare la call: sono seguiti mesi convulsi di contatti, rumors sulla stampa, roadshow nelle piazze finanziarie.
Ad inizio luglio è stato raggiunto un primo risultato: Manutencoop Società Cooperativa, per il tramite della società controllata CMF a cui sono state trasferite le azioni detenute in MFM, ha collocato un prestito obbligazionario per complessivi 360 milioni ad un tasso del 9% che avrà scadenza nel 2022. Una piccola nota di colore: CMF è l’acronimo di Cooperativa Manovalanze Ferroviarie, il nome con cui nel 1938 era stata costituita quella che poi sarebbe diventata negli anni ’70 Manutencoop.
Una scelta che ha voluto idealmente sottolineare quello che sarebbe stato per il Gruppo un nuovo inizio.

L’ESERCIZIO DELLA CALL

Qualche mese dopo, in autunno, finalmente il “lieto fine”. CMF, il 13 ottobre, ha completato l’operazione utilizzando i proventi derivanti dalla nuova emissione obbligazionaria, insieme all’impiego di parte della dotazione di cassa disponibile in MFM e al Subordinated Shareholder Funding (che per semplificare possiamo qui considerare alla stregua di un prestito) per circa € 50 milioni concesso dalla Cooperativa a CMF.
CMF ha, cioè, ritirato l’obbligazione di 300 milioni residui (con cedola del 8,5%) emessa da MFM nel 2013, pagato parte dei “debiti” della Cooperativa verso gli azionisti di minoranza (ovvero parte di quello che tecnicamente si chiama “vendor loan” definito negli accordi del 2016), saldato la quota azionaria detenuta dai fondi di private equity stessi acquisendo quindi il 100% di MFM. Per parte loro gli azionisti di minoranza hanno concesso una dilazione su una porzione del vendor loan per un importo pari a circa 26 milioni di euro che la Cooperativa dovrà rimborsare dopo la scadenza del prestito obbligazionario (ovvero dopo il 2022).
La Cooperativa dunque, dopo circa 8 anni, è tornata ad essere l’azionista di controllo di Manutencoop Facility Management attraverso CMF di cui detiene l’intero capitale sociale, come puntualmente previsto dall’offerta pubblica del Bond.

UNA NUOVA GOVERNANCE

Nello stesso giorno in cui si è completata l’operazione i Consiglieri di Amministrazione designati dagli azionisti di minoranza si sono dimessi, e, come previsto dallo Statuto, è decaduto l’intero C.d.A.
L’Assemblea dei Soci ha nominato un nuovo Consiglio composto da Giuliano Di Bernardo, Aldo Chiarini, Rossella Fornasari, Paolo Leonardelli, Giuseppe Pinna, Gabriele Stanzani e Matteo Tamburini. Il nuovo C.d.A. ha poi nominato nuovo Presidente Giuliano Di Bernardo, mentre Aldo Chiarini è stato confermato Amministratore Delegato.

Maria D’Amelio

COOPERATIVA

Maria D’Amelio, vicepresidenza in rosa

Maria D’Amelio è la nuova vice presidente di Manutencoop Società Cooperativa. La nomina è avvenuta ad opera del Consiglio in seguito alle dimissioni rassegnate dalla stessa carica da Giuliano Di Bernardo, designato recentemente Presidente ed Amministratore delegato di Manutencoop Facility Management.
Nata a Budrio, in provincia di Bologna, nel 1973, Maria D’Amelio vive ora con la famiglia a Molinella, sempre nel bolognese. Ha iniziato a lavorare in Manutencoop oltre 25 anni fa, nel 1993, come addetta alle pulizie in ambito sanitario. Dopo qualche anno ha assunto il ruolo di Responsabile Gruppo Operativo (RGO) ed attualmente è Responsabile del Servizio Igiene di tutta l’Area Emilia- Romagna.
È socia dal 2003. È Consigliere di Amministrazione di Manutencoop Società Cooperativa dal 2014. Alla nuova Vice Presidente i migliori auguri di buon lavoro.

UNA NUOVA ORGANIZZAZIONE CHE GUARDA AL FUTURO

Il complesso percorso, iniziato sostanzialmente con gli accordi per l’exit dei soci di minoranza nel 2016, si è concluso lo scorso 23 febbraio quando in seguito alle dimissioni di Aldo Chiarini, conseguenza e completamento del cambio di governance societario intervenuto dopo l’uscita degli Investitori dalla compagine azionaria di MFM, Giuliano Di Bernardo, già Presidente della Società, è stato nominato anche Amministratore Delegato e contestualmente è stato adottato un nuovo modello organizzativo.
In sostituzione di Aldo Chiarini è entrata in Consiglio di Amministrazione di MFM Laura Duò mentre Andrea Gozzi, già Chief Operating Officer, è stato nominato nuovo Direttore Generale. A Gozzi riportano le Direzioni Acquisti, Personale e Organizzazione, Commerciale, Progettazione e Miglioramento Continuo, Marketing ed Innovazione, Business Digital Solutions, oltre a tutte le aree di operations.
La ridefinizione dell’organizzazione del Gruppo punta sulla centralità dello sviluppo delle linee interne, con la crescita delle risorse formatesi nella società, la valorizzazione del personale più giovane, con l’attribuzione di ruoli dirigenziali a numerosi dipendenti al di sotto dei 45 anni, oltre che su una sempre più estesa presenza femminile ai vertici societari, con la nomina di 9 donne alla guida di Direzioni e funzioni di staff.
Si tratta, in sostanza, di una struttura organizzativa che testimonia l’impegno del Gruppo nella formazione e valorizzazione delle proprie persone, da sempre fondamentali per il successo di una realtà dinamica e in crescita costante come MFM.
Sono davvero orgoglioso di assumere questo nuovo incarico in Manutencoop Facility Management, - ha commentato il neo AD Giuliano Di Bernardo - realtà che conosco dall’interno, avendo maturato un lungo percorso professionale che mi ha portato ad assumere ruoli sempre più importanti e ad affrontare con successo sempre nuove sfide. Vorrei ringraziare tutto il Consiglio di Amministrazione, oltre che il nostro azionista Manutencoop Società Cooperativa, per la fiducia accordatami: mio impegno sarà proseguire lungo il percorso di crescita e di sviluppo del Gruppo che lo hanno portato ad essere il leader italiano nel facility management”.

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