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Dimissioni presidente

di Chiara Filippi

traduzione: eng | عربي

Una scelta per il bene di Manutencoop

Le dimissioni di Claudio Levorato da presidente del consiglio di gestione di Manutencoop Facility Management, formalizzate lo scorso 29 febbraio, rappresentano un gesto di responsabilità dettato dalla necessità di tutelare l’azienda da possibili ripercussioni negative legate ad una vicenda giudiziaria in corso. Una situazione complessa ma che ha contribuito ancora una volta a mettere in luce un esempio di lealtà e abnegazione imprenditoriale, da sempre alla base di un successo che ancora oggi rimane un “unicum” del settore cooperativo.

Claudio Levorato ha rassegnato le proprie dimissioni da Presidente del Consiglio di Gestione di Manutencoop Facility Management. Per il Gruppo Manutencoop si tratta, senza correre il rischio di esagerare, di un passaggio storico: sotto la sua guida il Gruppo si è “trasformato” da piccola cooperativa di pulizie locale nell’impresa leader in Italia nel facility management, è passato da un fatturato che nel 1984 era pari a circa 32 miliardi di lire (circa 16 milioni di euro), a ricavi consolidati che hanno superato il miliardo di euro, da poche centinaia di dipendenti ai circa 20.000 attuali. La scelta di Levorato, “sofferta e meditata”, per usare le sue stesse parole, è stata formalizzata lo scorso 29 febbraio ed è maturata con l’obiettivo di consentire al Gruppo una effettiva discontinuità nella gestione ed evitare che il procedimento giudiziario che lo vede coinvolto a Brindisi, pur in assenza di alcun pronunciamento, possa influenzare il percorso di crescita aziendale.

Un passo indietro necessario
A Brindisi è, infatti, in corso un processo per presunte irregolarità in una gara bandita dall’Asl: nonostante il dibattimento sia solo alle primissime battute (quindi in assenza di qualsiasi grado di giudizio) Telecom Italia, a fine febbraio, ha comunicato l’intenzione di interrompere il contratto con Manutencoop in virtù di una clausola contrattuale che prevede la facoltà di recesso qualora il rappresentante legale di una società fornitrice venga anche solo rinviato a giudizio.

“La scelta di Telecom, seppur basata su una clausola a mio avviso illiberale, mi ha fatto riflettere e anche se ritengo che una persona si debba considerare innocente fino alla condanna definitiva, ho deciso di lasciare le cariche operative - è il commento di Levorato - Sono sicuro che nel processo si chiarirà la mia estraneità ai fatti e ritengo profondamente ingiusto che una società venga penalizzata da inchieste che, nel nostro Paese, sappiamo quanto sono facili e quante volte si riducono ad una bolla di sapone. Tuttavia, questi sono i fatti e con profonda sofferenza sacrifico il mio orgoglio e scelgo di portare avanti questa scelta nell’interesse dell’azienda e dei lavoratori tutti”.

“Levorato manterrà la carica di presidente di Manutencoop Società Cooperativa, holding di controllo e “luogo” della partecipazione dei soci lavoratori.”

“È per me inaccettabile – ha aggiunto – che si possa anche solo correre il rischio di vedere compromessa la reputazione di una società, sana, come Manutencoop. Ho deciso, quindi, di fare un passo indietro”.

Levorato ha rimesso tutte le deleghe operative in Manutencoop Facility Management, la società operativa del Gruppo. Mantiene, tuttavia, la carica di Presidente di Manutencoop Società Cooperativa, holding di controllo e “luogo” della partecipazione dei soci-lavoratori.

Spetterà ora al Consiglio di Sorveglianza gestire le procedure previste statutariamente, per arrivare, nel tempo minimo necessario, alla nomina dei nuovi Consiglieri, visto che insieme a Levorato si sono dimessi anche gli ulteriori 3 consiglieri espressione di Manutencoop Società Cooperativa e successivamente ulteriori 4 consiglieri con l’obiettivo di arrivare al rinnovo dell’intero Consiglio.

Dopo la comunicazione formale al Consiglio di Sorveglianza, Levorato ha voluto informare immediatamente, in videoconferenza, i lavoratori ed i soci in tutta Italia.

Un momento toccante, tra dipendenti smarriti e soci di lungo corso in lacrime, e una fedele raffigurazione di quanto rappresenti Levorato per Manutencoop.

Del resto, la sua storia personale è stata, in questi 32 anni, un tutt’uno con quella della Cooperativa e del Gruppo: un sogno ed una storia di riscatto, come più volte l’ha definita lui stesso. La storia di chi non ha accettato confini ed ha cercato, attraverso l’innovazione nei servizi, un nuovo modello di business ed architetture societarie mai sperimentate prima, coniugando gli obiettivi di impresa con quel riscatto sociale attraverso il lavoro che è alla base del “sogno cooperativo”.

Un cammino di continua crescita
Levorato è il Presidente che, nel giro di due anni, tra l’84 e l’87, è riuscito a portare una cooperativa indebitata e debole a produrre nuovamente utili tra l’incredulità degli impiegati amministrativi di allora (si narra che nel maggio dell’87 uscirono dagli uffici all’alba per rifare i conti, doveva esserci stato un errore, quei risultati non potevano essere così positivi).

È stato il manager che agli inizi degli anni ’90 ha, forse per primo, iniziato a parlare di facility management in Italia, guidando la progressiva diversificazione dei servizi di Manutencoop: non solo pulizie ma tutto l’insieme delle attività utili a “far funzionare” un immobile e a supportare il core business dei clienti, non solo attività singole ma “global service”, non solo la semplice erogazione dei servizi ma anche il loro governo promuovendo gli investimenti in tecnologia e sistemi informativi.

“Sotto la guida di Levorato Manutencoop si è “trasformata” da piccola cooperativa di pulizie locale nell’impresa leader
in Italia nel Facility Management.”

È stato l’Amministratore che tra il ’95 e gli anni 2000 ha portato Manutencoop ad intervenire nel salvataggio di svariate imprese in difficoltà: da Aristea di Modena ad Agricover, la società da cui è nato il settore di Manutencoop dedicato alla gestione del verde, passando per Unicooper di Castelfranco Veneto fino all’ex Fleur, oggi divenuta con il marchio Servizi Ospedalieri una delle società leader in Italia nel settore del lavanolo e della sterilizzazione per la sanità. Anni di crescita “a due cifre” con incrementi di fatturato e margini superiori al 10% anno.

È il cooperatore che ha dato vita, nel 2003, non senza un aspra dialettica interna al movimento cooperativo, al primo esperimento di cooperativa di lavoro che, attraverso il conferimento delle proprie attività in una S.p.A., si è aperta al capitale privato esplorando nuove strade per rispondere all’annoso problema della sottocapitalizzazione della cooperazione.

Sotto la guida di Levorato Manutencoop ha poi concluso, alla fine degli anni 2000, decine di operazioni tra acquisizioni di società specializzate e lanci di start up innovative: l’ex MCB, Omasa, Teckal, Mia, Smail, Sicura solo per citare le maggiori.

E nel 2008, con l’acquisizione del ramo di Pirelli RE dedicato al facility management, è diventata la prima azienda italiana del settore con un fatturato superiore al miliardo di euro (“Ci siamo comprati l’Inter” l’iperbole che circolava nei corridoi all’epoca, quando Pirelli era sponsor dei nerazzurri).

Una realtà solida e proiettata nel futuro
Tutto questo continuando a macinare risultati economici e, soprattutto, continuando a creare opportunità di lavoro per i dipendenti: il numero degli occupati in 32 anni non ha mai subito flessioni. Oggi, nonostante la crisi e nonostante la tempesta di inchieste e preventive condanne mediatiche che hanno segnato gli ultimi 2 anni (al momento, eccetto Brindisi, tutte senza alcun seguito), Levorato lascia un’azienda sana e solida: con un backlog costante pari a circa 3 miliardi, un indice di retention della clientela rimasto tra i più alti del mercato, una redditività lorda che, nonostante le spending review e l’elevata competitività, rimane a doppia cifra, un impresa rafforzata dal punto di vista patrimoniale, che negli ultimi 3 anni ha saputo ridurre la propria esposizione finanziaria di 265 milioni di euro.

Ora sarà compito soprattutto delle nuove generazioni cresciute in azienda portare avanti questa storia di successo, Levorato è certo che sapranno cogliere la sfida: “Da tempo abbiamo avviato un percorso di crescita dei manager interni, selezionando i migliori, facendoli crescere con formazione ed esperienza. È con grande soddisfazione che possiamo dire di non invidiare nessuno per capacità e motivazione dei nostri manager. Questo mi conforta ed è per me motivo di grande orgoglio”.

LEGACOOP

Un atto di grande responsabilità

«Desideriamo esprimere il massimo apprezzamento per questo gesto importante. È un atto di grande responsabilità da parte di una persona che ha sempre mostrato passione e competenza, oltre che rispetto per la storia del movimento cooperativo».

È quanto hanno dichiarato, in una nota congiunta, il presidente nazionale di Legacoop, Mauro Lusetti, il presidente dell’Emilia-Romagna, Giovanni Monti, il presidente di Legacoop Servizi Emilia-Romagna Alberto Armuzzi, e la presidente di Bologna, Rita Ghedini appresa la notizia delle dimissioni di Claudio Levorato dal Consiglio di Gestione di Manutencoop Facility Management.

«La scelta di dimettersi da presidente di Manutencoop – proseguono Lusetti, Monti, Armuzzi, Ghedini – è un segno di rispetto verso i lavoratori, la cooperativa e le attività in corso. Il suo operato nel corso degli anni è stato determinante per l’affermazione di un gruppo importante per l’economia del Paese. L’impegno di Levorato, dei soci, dei dipendenti e dei dirigenti di Manutencoop, in sintonia con il movimento cooperativo, ha consentito a un piccolo gruppo del territorio di diventare una grande realtà nei servizi integrati per immobili e territorio in settori che spaziano dalla sanità all’ambiente».

«Siamo convinti – concludono Lusetti, Monti, Armuzzi e Ghedini – che l’operato della magistratura restituirà la dimensione della correttezza e del rigore dell’attività di Levorato al quale, per parte nostra, va il riconoscimento del lavoro svolto».

VERSO UN NUOVO CONSIGLIO

Cosa succede adesso

Facciamo il punto sui tempi e le modalità previste dallo statuto dell’azienda per arrivare alla nomina del nuovo Consiglio di Gestione e del nuovo presidente.

Manutencoop Facility Management adotta un modello di governance dualistico che prevede la presenza di un Consiglio di Gestione (che è responsabile della gestione vera e propria della Società e di tutte le attività operative) e di un Consiglio di Sorveglianza, composto da membri indipendenti, a cui spetta, tra le altre cose, il compito di nominare i consiglieri di Gestione.

Il 29 febbraio scorso, contestualmente a Claudio Levorato (Presidente del Consiglio di Gestione e Consigliere Delegato della Società), hanno rassegnato le proprie dimissioni anche i consiglieri Mauro Masi, Vice Presidente del Consiglio di Gestione, e i consiglieri Giuliano Di Bernardo e Luca Stanzani, tutti espressione dell’azionista di maggioranza, Manutencoop Società Cooperativa.

Il giorno successivo, al fine di consentire il rinnovo del Consiglio, si sono dimessi anche i Consiglieri Marco Canale, Marco Monis, Pier Paolo Quaranta e Stefano Caspani.

Il Consiglio di Sorveglianza, guidato dal Presidente Fabio Carpanelli, ha, dunque, immediatamente avviato le procedure previste statutariamente per arrivare alla nomina dei nuovi consiglieri convocando, in primis, l’Assemblea ordinaria dei soci di Manutencoop Facility Management per il 6 aprile 2016, prima data utile nel rispetto dei tempi di convocazione previsti dalla Statuto e tenuto conto della pausa pasquale.

L’Assemblea è chiamata a discutere e deliberare sull’indicazione non vincolante, ai sensi dell’articolo 50 dello Statuto Sociale, relativa alla composizione del nuovo Consiglio di Gestione della Società. A seguito dell’indicazione dell’Assemblea, il Consiglio di Sorveglianza, sulla base di quanto previsto statutariamente, dovrà quindi riunirsi, con l’obiettivo di arrivare, nel tempo minimo necessario per l’esaurimento delle procedure, alla nomina dei nuovi Consiglieri di Gestione.

I nuovi Consiglieri, una volta insediatisi, definiranno l’attribuzione delle deleghe operative ai vari membri e nomineranno il Presidente del Consiglio.

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