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IL BANCONE DEL BAR

Cirri Massimo

di MASSIMO CIRRI
biografia

due sorsi di confidenze
Ricominciamo

 

> Hai fatto buone vacanze?
> Si, grazie. Belle. Ma sembrano sempre troppo corte, le vacanze. E presto si ricomincia.
> Su questo ti volevo. Seguimi un po’: siamo tutti d’accordo che l’estate è il tempo delle vacanze. Giusto?
> Giusto.
> Siamo tutti d’accordo che agosto è il mese delle vacanze. In agosto le città si svuotano
… A proposito: lo sapevi che vacanza, come parola, viene da vacus, che vuol dire vuoto?
> Non lo sapevo. Ma se mi guardi negli occhi, a metà pomeriggio di un pomeriggio di metà agosto, quando sono sulla sdraio impegnato a digerire una mezza teglia di melanzane alla parmigiana e mezza anguria ghiacciata, allora, ti assicuro, lì il vuoto lo vedi.
> Ci credo. Anche perché nel tuo sguardoè sempre più facile cogliere un sentore di vuoto piuttosto che la luce tagliente di una raffinata intelligenza.
> Che fai sfotti? Fai il grosso perché sai che vacanza viene da vuoto?
> Ma figurati. Dicevo per dire.
> E allora, tanto per dire, lo sapevi che sdraio, quella del mare, viene da sdraiarsi e lettino, quello che prendi in affitto sotto l’ombrellone, viene da letto?
> In effetti non ci avevo mai pensato.
> E ombrellone? Viene da ombrello. Lo sapevi?
> Non avevo ancora avuto occasione di rifletterci così in profondità. Ti ringrazio. Ma volevo dire questo: dopo agosto, dopo il grande vuoto, a inizio settembre tutto ricomincia. Allora perché non mettiamo lì l’inizio dell’anno?
> In che senso?
> Cambiamo il calendario: invece del 1° gennaio facciamo cominciare l’anno il 1° settembre.
> Capodanno il l° settembre?
> Esatto. Pensaci: il 1° gennaio viene dopo tre o quattro giorni di festa...
> Quando va bene. Se sei riuscito a fare il ponte litigando con i colleghi per prenderti un giorno di ferie.
> Giusto. Allora meglio se l’anno comincia il 1° settembre. Dopo le vacanze. E’ più logico.
> Vero... ma come facciamo per il cenone di San Silvestro?
> Lo facciamo il 31 agosto. La gente è già in vacanza, c’è più voglia, fa caldo, è più festa. Pensa al Capodanno in spiaggia: cenone, si balla, poi a mezzanotte brindisi e fuochi d’artificio.
> E mangiamo il cotechino con le lenticchie? Sulla spiaggia? Ad agosto? Poi ti butti in mare, bagno di mezzanotte, l’acqua è freddina, lo zampone ti si blocca sullo stomaco, congestione, sei morto. Bell’inizio d’anno. Complimenti.
> Casomai cambiamo il menù.
> Sei pazzo. Mia suocera fa un cappone ripieno che è la fine del mondo. E’ insopportabile per il resto dell’anno, ma al cenone di San Silvestro io l’adoro.
> Esci del pensiero unico sul cibo. Tu sei legato ad una vecchia concezione del tempo. Per te l’anno va dal 1° gennaio al 31 dicembre. Ma quello è l’anno solare.
> Che male c’è. A me piace l’anno solare. Tu preferisci l’anno piovoso?
> Non è questo. Rifletti: le cose cambiano. Ci sono già un mucchio di anni diversi...
> Tipo?
> C’è l’anno Giudiziario, quello della magistratura, che comincia a gennaio ma non il
1°. Poi c’è l’anno Accademico, quello delle università. Comincia a metà ottobre e finisce... Non lo so.
> Adesso che mi ci fai pensare: non c’è anche l’anno del Papa? Quello dell’anno prossimo, dai, come si chiama?
> L’anno Santo?
> L’anno Santo. Quello che solo a pensarci al sindaco di Roma gli viene il mal di testa. Figurarsi a farlo. Quando comincia di preciso ‘sto anno Santo?
> Non è l’anno Santo, è il Giubileo. E’ diverso
> Ma al sindaco di Roma gli viene mal di testa uguale.
> Uguale. Ma pensa ad esempio all’anno scolastico. Hai visto come è cambiato?
> Cioè?
> Prima cominciava il 1° ottobre, dappertutto
> Mi ricordo: tutti i bambini di tutta Italia erano tristi tutti insieme perché il 1° ottobre ricominciava la scuola.
> Poi lo hanno spostato in avanti. E la scuola cominciava intorno al 15 settembre.
> Due belle settimane di vacanza perse. Che fregatura.
> Adesso invece la scuola comincia in un giorno diverso in ogni regione.
> E allora?
> E allora se è cambiato l’anno scolastico vuol dire che si può cambiare anche l’anno solare, quello del 1° gennaio.
> Ma tu lo sai che danni ha fatto l’anno scolastico che comincia diverso in ogni regione?
> Che danni ha fatto?
> Ma lo sai che i bambini della Sicilia cominciano la scuola più tardi e allora telefonano ai bambini del Veneto e li prendono in giro?
> Non ci credo.
> Invece si. I bambini sono crudeli.“Pronto sei Toni, il cugino veneto? Ciao, Turiddu sono, tuo cugino siciliano...”
> Toni? Turiddu? Ma che nomi hanno? Il cugino sardo si chiama Gavino?
> Come fai a saperlo? Ma adesso non c’è. “Ciao Toni, sono Turiddu. Ti telefono dalla spiaggia. Perché noi bambini siciliani siamo ancora al mare. Tutti. E tu? Ah, tu no? Tu domani inizi scuola? Ma dai, non lo sapevo, mi dispiace, poverino... Alle 8 del mattino? Ah, io a quell’ora ancora ronfo...
> I bambini siciliani non parlano così...
> Se hanno letto Camilleri si. “Comunque ronfo fino a che mi pare e e poi vado in spiaggia... Come dici, Toni? I primi giorni di scuola, lassù in Veneto, le lezioni finiscono prima... Scusa Toni: cosa vuol dire, di preciso, lezioni? E’ quella cosa che la maestra spiega e tu muori di noia ma non puoi farci nulla? Quella cosa lì? Vero? No, non è che fingo di non saperlo. E’ che me lo sono dimenticato e dato che noi bambini siciliani abbiamo ancora dieci, dico dieci, giorni di vacanza prima di ricominciare, ecco, pensavo di ricordarmene tra nove giorni e mezzo. Dicevi...”
> Ma i bambini non fanno così.
> Lo fanno, dammi retta. ”Dicevi che quella cosa strana lì, le lezioni, quella cosa brutta davvero, i primi giorni durano meno e finiscono a mezzogiorno... Io a mezzogiorno sono ancora al mare... Tu invece sei a scuola... Come dici Toni: stai guardando il calendario e c’è scritto che voi in Veneto, a giugno, finirete la scuola dieci giorni prima di noi dato che noi abbiamo cominciato dopo? E quindi, quando tu sarai al mare io sarò ancora inchiodato sul banco di scuola. E che mi penserai intensamente sulla spiaggia... Non ti sento Toni... non c’è campo...Pronto ... Metto giù ... Ciao Toni”.
> E il bambino siciliano mette giù?
> Si. E ti ha dimostrato che cambiare i calendari è sempre una cosa complicata.
> Lascio perdere?
> Lascia perdere. Lo vuoi un aperitivo
> Si.
> E visto che il primo settembre si avvicina, ci prepariamo al nuovo anno!
> Buon anno allora!

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