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di Giancarlo Strocchia

Flobot, il futuro delle pulizie

Un progetto internazionale, finanziato dal programma Horizon 2020 dell’Unione Europea, ha unito alcune importanti realtà imprenditoriali, tra cui Manutencoop, al fine di sperimentare la creazione di un nuovo prototipo di lavasciuga robotizzata che porterà efficienza e maggiore sicurezza ai servizi di pulizia, senza sostituire l’azione preziosa degli operatori sul campo.

Il nome riporta subito la mente a scenari interstellari, ma la sua anima è molto legata alla terra. Flobot è il nome attribuito ad un progetto internazionale per la realizzazione, entro l’arco di tempo di tre anni, di una nuova generazione di lavasciuga professionale robotizzata con relativa stazione di ricarica. Un supporto che si preannuncia rivoluzionario e che dovrebbe consentire una più veloce e razionale organizzazione delle operazioni di pulizia all’interno di grandi superfici commerciali ed industriali. Manuntencoop, come ci ha spiegato Gabriele Cesari, Responsabile dell’Ufficio Innovazione e Progettazione di Manutencoop dal 2004, “è partner di un Consorzio che raggruppa diverse aziende, Università, Centri di Ricerca a livello europeo per la progettazione, realizzazione e sperimentazione di questa nuova macchina.” Un progetto, Flobot, che per peculiarità e caratteristiche tecniche esula dagli ultimi analoghi prototipi di lavasciuga realizzati o già operativi.

“Oggi esistono già delle soluzioni prototipali, commercializzate sul mercato di lavasciuga robotizzate” ci spiega Cesari. “Quello che il progetto in qualche modo si prefigge è di realizzare una lavasciuga, di dimensioni medio-piccole, che possa essere commercializzata diffusamente, e quindi di buona qualità, efficace, ad un costo appropriato, interessante per il mercato. Inoltre, questa lavasciuga è accompagnata da una stazione automatizzata per la ricarica e lo scarico. L’idea è quella di progettare e realizzare parallelamente un kit che completi la macchina per poter ricaricare e svuotare l’acqua sporca di utilizzo.”

Tempi di realizzazione brevi
Un iter realizzativo che, a scanso di eventuali slittamenti, dovrebbe raggiungere il proprio obiettivo nell’arco di 36 mesi. “Il progetto è partito nel gennaio del 2015 e dovrebbe concludersi entro il Natale del 2017” specifica Cesari. “Flobot si inserisce all’interno dei progetti finanziati dall’Unione Europea attraverso il programma Horizon 2020. La nostra partecipazione all’iniziativa è stata attivata su invito di una società di progettazione che collabora con il gruppo Carrefour, azienda multinazionale per la quale attualmente Manutencoop svolge già servizi di pulizia. Abbiamo accettato con interesse l’invito che ci è stato rivolto perché, nel caso specifico, non si tratta di uno strumento sperimentale e quasi simbolico, di alto costo, ma piuttosto di un supporto di immediata utilità e fruizione, che sostiene gli operatori in una prospettiva di efficientamento delle attività di pulizia, in tal caso dei centri commerciali. Un aspetto per noi assolutamente strategico. Oggi come oggi, la robotica rappresenta uno dei settori di maggior credito e sviluppo, a livello europeo, soprattutto collegato al mondo professionale.”

Il Logo del progetto Flobot

Una partecipazione, quella di Manutencoop al progetto, che ha assunto una connotazione più “partecipata” nel corso del pur breve lasso di tempo trascorso dall’avvio del progetto. “Noi siamo stati inizialmente chiamati in causa come partner soprattutto per quanto riguarda la fase di verifica sul campo della macchina robotizzata, però già dalle prime battute – sottolinea Cesari - abbiamo capito che il nostro ruolo non poteva essere solo quello di spettatore. A Manutencoop sta un po’ stretta l’idea di assumere un ruolo passivo rispetto all’intera operazione. Per quanto possibile, abbiamo cercato subito di collaborare con la società di progetto, una dinamica società di Torino, per far capire quello che, a nostro avviso, è il mondo nel quale il robot lavasciuga deve poter operare. È necessario che i tecnici e i progettisti siano consapevoli del contesto nel quale il robot deve muoversi. Abbiamo cercato di raccontarlo attraverso quelle che sono le attività quotidiane affrontate dagli operatori di Manutencoop.” Nel Consorzio, oltre a FIMAP, che è una società italiana, giovane, dinamica con grandi spunti sull’innovazione che produce lavasciuga ma anche aspirapolveri, macchine per il settore professionale delle pulizie, è presente, in qualità di coordinatore del progetto, la società di ricerca di Cipro CyRIC.

“Il raggruppamento – spiega Cesari - comprende inoltre un’altra società, la Robosoft, specializzata nella realizzazione dei robot, uno dei quali oggi viene utilizzato per la pulizia delle vetrate del Louvre.” “Abbiamo poi l’Università di Vienna, quella di Lincoln, mentre la società Ridgeback S.a.s si è occupata della redazione del progetto. C’è un’altra azienda francese che si chiama GSF e si occupa di servizi di pulizia, una realtà che per dimensioni, fatturato e personale è superiore a Manutencoop. Alcune prove del prototipo si svolgeranno proprio in Francia, altre in Italia ed infine, la valutazione finale della macchina dovrebbe poi portare alla sua messa in produzione che dovrebbe essere realizzata nello stabilimento di San Giovanni Lupatoto (Verona) della FIMAP che ha il compito di assemblare tutte le parti meccaniche ed elettroniche delle macchine.

I NOSTRI PARTNER

Raggruppamento del progetto Flobot

  • CY.R.I.C CYPRUS RESEARCH AND INNOVATION CENTER LTD
    18.51% Centro di ricerca privato, specializzato in servizi tecnici professionali in diversi campi dell’ingegneria, inclusa la consulenza tecnica per la certificazione di prodotto, il controllo, la prototipazione, modellazione e simulazione di applicazioni di ingegneria.
  • FIMAP S.P.A.
    20.02% Azienda italiana costruttrice di macchine per la pulizia professionale con sede in Provincia di Verona con forte propensione all’innovazione e alla sostenibilità ambientale.
  • ROBOSOFT SA
    15.84% Società francese specializzata in progettazione e realizzazione di soluzioni avanzate di robotica per il settore dei trasporti pubblici, delle pulizie, dell’industria militare e nella assistenza delle persone.
  • UNIVERSITY OF LINCOLN
    7.27% Università inglese, partecipa attraverso il Lincoln Centre for Autonomous Systems Research (L-CAS) esperto in progetti di ricerca, tra cui robotica.
  • TECHNISCHE UNIVERSITAET WIEN
    12.14% La più grande università tecnica in Austria, rappresentata dall’Automation and Control Institute (ACIN), esperto nei settori della tecnologia di automazione, teoria del controllo, e soprattutto nella visione artificiale per robotica.
  • CARREFOUR IT
    4.97% Secondo più grande operatore al mondo della grande distribuzione e il più grande d’Europa, con più di 9.500 punti vendita, gestiti direttamente o in franchising.
  • MANUTENCOOP FACILITY MANAGEMENT S.P.A.
    5.62%
  • RIDGEBACK S.A.S. DI PAOLO BARATTINI & C.
    10.87% Società privata esperta in ricerca e sviluppo di interfacce fisiche, software uomo-macchina e progettazione di servizi.
  • GSF SA
    4,75% Società francese leader nel Facility Management in Francia e all’estero, con oltre 30.000 dipendenti.

Il Centro commerciale luogo “d’elezione” per Flobot
Una macchina che nasce con l’intento di operare presso grandi superfici commerciali. “Il Centro commerciale rappresenta una situazione perfetta; un luogo dove fino ad un minuto prima che entrino i consumatori si svolgono movimenti continui di personale che rifornisce gli scaffali e che prepara tutti i prodotti da banco. È un movimento di persone tra l’altro molto dinamico, per cui oggi – osserva Cesari - i nostri operatori sono chiamati prima a spazzare e poi a lavare i pavimenti con un po’ di frammentarietà. Questa frammentarietà è uno degli elementi condizionanti per la nostra attività. Spesso siamo costretti ad adattarci ad una dinamica che impedisce una certa fluidità nel nostro lavoro. Noi riteniamo che l’inserimento di una nuova generazione di robot nei cantieri, non possa essere fermato. L’evoluzione che ha già interessato altri settori deve inevitabilmente investire anche le pulizie.”

La macchina affiancherà e non sostituirà gli operatori sul campo. “Oggi l’uso delle lavasciuga nei cantieri prevede che l’operatore debba essere presente e non possa contestualmente occuparsi di altre funzioni. Flobot dovrebbe dar modo a quello stesso operatore di poter fare meglio il proprio lavoro. Noi parliamo di integrazione della forza lavoro con altri supporti, in questo caso i robot, affinché i servizi che noi forniamo possano essere di qualità migliore. La grande sfida che stiamo affrontando con Flobot – dice Cesari - è capire se il supporto di una macchina può contribuire a migliorare le nostre prestazioni a parità di risultato. Riteniamo che l’evoluzione porterà inevitabilmente all’uso delle macchine nel mondo delle pulizie professionali. Per essere leader in un mercato, abbiamo bisogno di sviluppare la componente di sperimentazione, di ricerca ed innovazione. Solo così si mantiene una leadership.”

Flobot sarà un po’ speciale, anche se la mano dell’uomo dovrà inevitabilmente intervenire per la sua programmazione. “Premesso che, ovviamente, la programmazione della macchina sarà curata da un operaio specializzato, la nuova lavasciuga sarà autonoma, capace di evitare gli ostacoli e di fermarsi quando sarà necessario. Potrà comunicare eventuali problemi rilevati durante il percorso, sarà capace di gestire il proprio tempo e la propria autonomia, in modo da tornare a caricarsi in tempo. In futuro sarà possibile che il robot scelga di andare e tornare in cicli diversi – specifica Cesari - in base ad una serie di necessità che saranno gestite dall’uomo. Richiederà necessariamente una capacità del committente di potersi riorganizzare in base alle nuove esigenze che si presenteranno. Bisognerà convincere i clienti a rimodulare gli orari dei nostri servizi in modo da creare efficienza. È auspicabile che questo generi anche un modo di dialogare diverso tra azienda e committente, creando nuove sinergie.”

Luglio 2015

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