YouGenio

Scopri YOUGENIO

VIDEO

Essere Manutencoop #TRAILER

Persone
Massimo Cirri intervista Claudio Levorato - Essere Manutencoop #TRAILER

PLAY

PRONTI A RIPARTIRE

leggi la loro storia

Gente come noi i nostri veri testimonial
Sei in: webAmbiente / numero 1 - 2015 / Il bancone del bar

IL BANCONE DEL BAR

Cirri Massimo

di MASSIMO CIRRI
biografia

due sorsi di confidenze
E tu, di che squadra sei?



- Ciao, come stai? Com’è andata oggi al lavoro?
- Bene, il solito. Niente di particolare. Ma mancava una persona della squadra e allora...
- Ecco, giusto, la squadra. Pensavo proprio a questo. Pensavo: il lavoro in squadra. Per esempio, secondo te, noi siamo una squadra?
- Noi chi?
- Io e te.
- Io e te?
- Si. Secondo te noi, qui, adesso, siamo una squadra?
- No.
- Perché no?
- Perché siamo in due, al bar, con uno comodamente seduto che sorseggia serafico il suo aperitivo e fa domande senza senso all’altro che è appena arrivato invece di chiedergli l’unica cosa che dovrebbe chiedergli se fossimo una squadra.
- Spiegati meglio.
- Cosa prendi?
- Niente, grazie, sto già bevendo un aperitivo. Più precisamente lo sorseggio serafico, come facevi notare tu stesso pochi istanti fa prendendo anche un po’ per i fondelli.
- Non cosa prendi tu; cosa prendo io...
- Tu prendi per i fondelli, sempre.
- Cosa prendo nel senso di cosa prendo da bere. Al bar. Siamo al bar, no?
- Sembrerebbe.
- E allora: cosa prendo da bere, io, al bar?
- E che ne so io cosa prendi tu? Prenderai il solito analcolico dolciastro con la ciliegina che spunta fuori... Quelle cose che bevi tu da uomo senza...
- Devi chiedermelo: “Cosa prendi da bere?” Funziona così, è una specie di regola. Non c’è scritto da nessuna parte, ma è una regola. Chiamiamola una regola della cortesia: quando due persone si incontrano al bancone de bar quello che è arrivato prima e sorseggia serafico il suo maledetto aperitivo chiede a chi arriva, dopo averlo salutato: “Cosa prendi?”.
- Gruff, tutto qui?
- Meglio ancora se riesce a farlo senza grugnire. Ma non si può pretendere troppo.
- E quindi?
- E quindi qui c’è la risposta che volevi: “Siamo una squadra?” No.
- Perché no?
- Perché una squadra, pensaci, è un gruppo di giocatori che partecipa a una gara. Una squadra di calcio, per esempio, o di ciclismo...
- O di pallavolo.
- O di pallavolo. Ma non starei qui a fare tutti gli esempi.
- Non è un esempio, è mia figlia.
- Hai messo al mondo una squadra di pallavolo? Con l’allenatore e la rete? Li hai tutti sullo stato di famiglia?
- Mia figlia: prima faceva nuoto, ma non le piaceva. Adesso gioca a pallavolo e le piace moltissimo. “Per via che siamo una squadra”, dice.
- Allora c’è speranza.
- In che senso?
- Per il futuro dell’umanità. Perché tua figlia capisce più di te. È l’evoluzione umana.
- È che a te piace prendere per i fondelli.
- È che la cooperazione è una dei pezzi dell’evoluzione umana. Lì c’è la differenza che piace a tua figlia tra nuotare, che è sport individuale, e giocare a volley. Uno sport di squadra.
- Ma tu non hai mai fatto uno sport in vita tua. Né individuale né di squadra.
- Lascia perdere e fai lo sport di pensare, allena il cervello: c’è la squadra di volley ma c’è anche la squadra di operai, o la squadra di pronto intervento. Si dice “fare squadra”, no? Vuol dire agire con spirito di gruppo, come una squadra sportiva, seguendo le regole e gli schemi. Avendo presente che quello che fai tu, il tuo lavoro, sta all’interno del lavoro di tutti. Che poi il risultato viene meglio.
- E perché dovrebbe venire meglio?
- Perché certi lavori si possono fare solo in gruppo. Perché adesso il mondo è complicato. E poi, pensaci, stare in gruppo è una cosa umana: ne abbiamo bisogno e ci fa piacere. Stiamo in gruppo da bambini, quando si cresce; stiamo in gruppo quando si gioca, come tua figlia. E così anche quando si lavora. Perché essere parte di una squadra significa condividere. Le cose da fare ma anche altro: emozioni, pensieri, gioie e casini della vita.
- Però tu la metti giù tutta al positivo: ma lo sai benissimo che a lavorare con gli altri, in una squadra ci sono anche degli svantaggi. Ammettilo.
- Tipo?
- Tipo che capita di essere in squadra anche con gente che non sopporti. O capita di dover lavorare con persone che non si impegnano abbastanza e allora a te tocca fare anche il lavoro degli altri. Capita che non si possono seguire i propri metodi di lavoro ma bisogna adattarsi agli altri.
- Capita, lo so. Tocca rispettare i ritmi di lavoro degli altri. Tocca, se si lavora in una squadra, considerare che ognuno può avere i suoi momenti più incasinati, per via delle cose che succedono nella vita e che si ripercuotono poi sul lavoro.
- E su chi lavora con te.
- E su chi lavora con te. Ma se c’è una squadra se ne può anche parlare. E trovare la via d’uscita.
- E se c’è chi se ne approfitta?
- Chi se ne approfitta c’è sempre: siamo umani. Ma in una squadra di lavoro ci sono anche l’altruismo, la cortesia, il supporto e l’aiuto reciproco. Nascono così, come una cosa umana, a titolo gratuito e senza secondi fini. Sono un capitale sociale.
- Basta così. Sennò mi vai in modalità di predicatore che vede tutto bello.
- Non è vero.
- È vero. A volte tu predichi il bello.
- Allora pensa al brutto: anche per avere qualcuno con cui prendertela, il collega stronzo, ti tocca lavorare in squadra.
- A proposito di prendersela: alla fine, che è poi come all’inizio, cosa prendi da bere?
- Prenderei il solito analcolico.
- Più dolce che secco?
- Ma si: dolce.
- Con la ciliegina candita che spunta fuori dal bordo del bicchiere e ti guarda negli occhi e sembra quasi parlare?
- Ma cosa stai dicendo?
- Cosa sta dicendo la ciliegina? Dice: “Non mi lasciate dentro questo intingolo dolciastro. Cosa ho fatto per meritarmi questo?”
- Buona domanda. Che cosa ho fatto per meritarmi questo?

Assemblea dei Soci

L’Assemblea vola in Rete
Assemblea dei Soci

notizia 1

di Giancarlo Strocchia

Le restrizioni introdotte a seguito della diffusione del coronavirus hanno impedito il classico svolgimento collettivo, e conviviale, dell’Assemblea dei Soci di Manutencoop Società Cooperativa, che invece è stata organizzata con una presenza circoscritta ai vertici aziendali, debitamente distanziati all’interno di una stanza.

LEGGI

Speciale Coronavirus

Orgogliosi di noi
Speciale Coronavirus

notizia 2

di Claudio Levorato

Abbiamo dimostrato di essere una grande Azienda, grande non solo nei numeri ma anche per la capacità di gettare sempre il nostro (grande) cuore oltre gli ostacoli.

LEGGI

Speciale Coronavirus

Per Rekeep una prova senza precedenti
Speciale Coronavirus

notizia 2

di Chiara Filippi

Fuori e dentro le Aziende del Gruppo il periodo di crisi sanitaria ha richiesto, da un giorno all’altro, cambiamenti e interventi speciali per garantire, da un lato, servizi sempre più impellenti e specifici ai Clienti in ambito sanitario, 7 giorni su 7, e sul versante interno la necessaria protezione per scongiurare possibili contagi.

LEGGI