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Viaggi


Una Romagna tutta da riscoprire

traduzione: eng | عربي

Stefano Baffè

Articolo a cura di Andrea M. Campo


Viaggi

Non solo riviera meta di fragorosi vacanzieri estivi, l’area tra le province di Ravenna e Ferrara presenta angoli di grande interesse paesaggistico come l’Oasi di Vallesanta, un ambiente d’acqua dolce dove ascoltare tantissime specie di uccelli delle zone boschive e degustare tipici prodotti locali accompagnati da due ottimi vini: il Sangiovese di Romagna e l’Albana dolce. Stefano Baffè, coordinatore Bilancio e Contabilità di Smail, ci guida alla scoperta di una Romagna diversa.

L’estate è ormai lontana. C’è chi sogna cieli azzurri al caldo di mari tropicali e chi le metropoli oltre l’oceano e chi, invece, cerca solamente una piccola oasi dove fuggire dalla frenesia della vita moderna. Stefano Baffè, coordinatore Bilancio e Contabilità SMAIL società del Gruppo Manutencoop Facility Management, specializzata nelle attività di progettazione e gestione della pubblica illuminazione, ci accompagna in un breve viaggio attraverso i suoi rifugi romagnoli partendo dall’Oasi di Vallesanta.

Abito a Lavezzola in provincia di Ravenna, sull’Adriatica, circa a metà strada tra Ravenna e Ferrara – spiega Stefano – È un paese legato all’agricoltura, ma negli ultimi anni sono sorte alcune importanti industrie del settore agroalimentare. Il paese si trova ai margini del Parco Regionale del Delta del Po, proprio a due passi dall’Oasi della Vallesanta. Camminando lungo i sentieri, si possono osservare e ascoltare tantissime specie di uccelli delle zone boschive e quelli tipici degli specchi d’acqua dolce. C’è anche una torretta di osservazione che domina la valle dove è possibile sostare e osservare con un potente cannocchiale l’avifauna e guardarsi attorno alla ricerca di lepri, volpi e dei numerosissimi abitanti dell’oasi..

SE FOSSE
UNA CANZONE...

“Romagna mia” (1954)

di Secondo Casadei

Inizialmente chiamata “Casetta mia”, la canzone portata al successo da Raoul Casadei, nipote di Secondo, conta innumerevoli rivisitazioni.

Per chi ama le due ruote Stefano raccomanda i percorsi ciclabili. L’oasi è visitabile anche in bici attraverso dei percorsi che si snodano attorno alla Cassa di Espansione di Campotto. Costeggiando il bosco si arriva in prossimità degli argini del Reno, da dove è possibile ammirare il sistema di canali e chiaviche che regola il flusso delle acque. Il percorso è tutto su terreno sterrato e dura circa due ore e mezza ed è lungo circa tredici chilometri.
La bici, l’aria pulita e le lunghe scarpinate stimolano l’appetito per questo Stefano propone una sosta per la degustazione tipici prodotti locali accompagnati da due ottimi vini: il Sangiovese di Romagna e l’Albana dolce.

STEFANO BAFFÈ

È coordinatore di Bilancio e Contabilità di Smail, società del Gruppo Manutencoop Facility Management. Assunto nel 1996 ha lavorato fino al 2007 in BSM (Gestione Amministrativa del Patrimonio Immobiliare dell’INPDAP), dal 2007 al 2009 alla Contabilità e Bilancio di Manutencoop Società Cooperativa e infine dal 2010 al 2013 in Contabilità e Bilancio di Manutencoop Servizi Ambientali.

Dopo aver visitato l’oasi di Campotto è bene fermarsi per assaggiare l’anguilla, il pesce gatto e i ranocchi; per chi ama la carne consiglio i piatti a base di anatra, di folaga, di lepre e di cinghiale. Nel comune di Argenta io vado spesso al Ristorante “Patuelli” dove fanno un’ottima anguilla ai ferri.
Quando il clima e la stagione lo permettono, Stefano si dirige verso il mare evitando il caos dei più popolari siti turistici della Riviera Romagnola.

“Dalle valli, in poco più di mezz’ora, si arriva a Ravenna con i suoi mosaici e le sue spiagge. Una delle località meno conosciute è Marina Romea che io trovo molto bella perché immersa nel verde. L’abitato è situato tra la Piallassa della Baiona e la pineta che costeggia la spiaggia per quattro chilometri, dove è possibile fare lunghe passeggiate. Se si vuole mangiare dell’ottimo pesce bisogna andare verso nord a Porto Garibaldi, dove c’è il Ristorante “da Pierino”. Proseguendo invece verso sud, nella zona collinare, ci si può inoltrare nelle vallate faentine e imolesi fino al confine con la Toscana e attraversare Brisighella, Riolo Terme, Casola Valsenio, Palazzuolo e Castel del Rio dove c’è Ristorante “Il Gallo” che offre ottimi piatti a base di funghi o tartufi.

Stefano Baffè è un romagnolo verace e ci tiene a sottolinearlo ama i passatelli “rigorosamente in brodo”, il cotechino con puré e l’anguilla ai ferri e i sabadoni.

Chi viene in Romagna deve assolutamente assaggiare i Sabadoni, ravioli ripieni di marmellata di farina di castagne annegati nella saba, uno sciroppo dolce che si ottiene da una lunga bollitura del mosto..

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