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Sei in: webAmbiente / numero 3 - 2014 / Parole di gente in Festa

Iniziative

a cura di Teatro dell’Argine

Parole di gente in Festa

La Festa delle Genti è uno storico appuntamento per il Gruppo Manutencoop: da oltre un decennio è un momento di condivisione per festeggiare le tante anime aziendali. negli ultimi anni l’iniziativa si è svolta con la collaborazione del Teatro dell’Argine, compagnia teatrale che oltre ad animare la serata organizza, in parallelo, eventi sul tema della multiculturalità e dell’integrazione. Quest’anno lo spettacolo “le Parole e la Città” ha visto protagonista direttamente Manutencoop.

Questo è il racconto dell’iniziativa di quest’anno, svoltasi il 19 luglio 2014, vista con gli occhi degli amici del Teatro.
Sorrisi, incredulità, emozione: c’era soprattutto questo, e una specie di pudico imbarazzo, nei volti dei figli meritevoli dei dipendenti Manutencoop, che hanno ricevuto le borse di Studio che l’azienda ha messo loro a disposizione presso l’aula di Ingegneria dell’Università di Bologna. E c’era la stessa incredulità, la stessa emozione, e anche un comprensibile orgoglio, nei volti dei loro genitori. Eravamo là, in quattro della Compagnia Teatro dell’Argine, per carpire voci ed impressioni in vista di uno spettacolo che abbiamo realizzato a luglio.

Uno spettacolo, che ha coinvolto attraverso varie microdrammaturgie circa 3000 persone e più di 100 associazioni, ha provato ad incrociare i percorsi di tante realtà con cui abbiamo collaborato in questi anni (Manutencoop tra queste), sorretti da un ideale comune di condivisione, cooperazione e ricaduta sociale delle attività svolte. Le Parole e la Città, si chiamava lo spettacolo: perché dentro la città, dentro questa nostra città, possono essere messe in circolo parole importanti.

Quel giorno, il giorno delle borse di studio, abbiamo raccolto interviste e riflessioni e ci siamo portati a casa, per provare a tradurla nello spettacolo, un bel po’ di emozione. Giovani italiani e non italiani decisi a prendersi il futuro con la determinazione di chi conosce il valore della fatica, e proprio perché lo conosce mostra il massimo rispetto per gli sforzi e i sacrifici dei propri genitori. E genitori che accolgono i risultati dei figli con una commossa, ma composta gioia. Una madre congolese ci ha detto: “Oggi mi sembra di camminare sulle nuvole”.

Ce la siamo portata a casa quell’emozione e abbiamo provato a costruire una piccola scena che raccontasse tutto questo. Che raccontasse la dignità del lavoro e provasse a declinarla nel rapporto tra una madre e un figlio, con il loro legame schivo ma fortissimo, reso ancora più saldo, in alcuni casi, dalla lontananza dal paese d’origine, dalla consapevolezza di essersi costruiti un percorso di crescita in un altrove che è diventato famigliare, e accogliente. In una delle sere in cui una parte della nostra compagnia realizzava lo spettacolo a San Lazzaro, un’altra parte era impegnata, come ormai da qualche anno, ad aiutare Manutencoop a dar vita alla Festa delle Genti. Genti, appunto, che arrivano dai cinque continenti, come i sapori della cena allestita a Palazzo Re Enzo, dove un’animazione teatrale per bambini intratteneva i piccoli ospiti, prima di spostarsi tutti, in un lungo e colorato corteo capeggiato dalla band di percussioni brasiliane Sambaradan, verso i giardini di Filippo Re, per un’ultima parte di serata che ha visto la reunion dei Mau-Mau.

Festa delle Genti: perché stare insieme nella differenza può significare allegria, l’allegria di culture e costumi che si contaminano, l’allegria della musica, della danza, del teatro.

LE PAROLE E LA CITTÀ

Sono orgoglioso di te

Racconto teatrale di Nicola Bonazzi

Lavare
Spazzare
Detergere
Riordinare
Sciacquare
Risciacquare
Strofinare
Passare lo straccio

Studiare
Leggere
Ripassare
Scrivere
Sbagliare
Riprovare
Riscrivere
Memorizzare

Pavimento
Piastrelle
Bagni
Lavandini
Scrivanie
Cestini
Infissi

Diritto
Economia
Tabelle
Storia
Italiano
Equazioni
Tema

Perché non studi?
Guarda che studio.
Aprilo il libro.
Guarda che è aperto.
Mi sembra che non studi.
Ti sembra male.
Lo studio serve.
Lo so.
Io non ho studiato.
Lo so.
Se avessi potuto l’avrei fatto.
Immagino.
Per questo voglio che studi.
Certo.
Non so niente di te.
Vado a scuola, mangio, studio,
esco con gli amici.
Questa mattina cos’hai fatto?
Ho fatto italiano, scienze
informatiche, economia
aziendale.
E com’è andata?
Ho preso 8.

In cosa?
Economia aziendale. E tu?
Ho fatto tre piani del
Dipartimento di Storia
e gli uffici di una banca.
E com’è andata?
Molta fatica. Ma dopo ho preso
lo stipendio.
Bene.
Per questo puoi studiare.
Grazie.
Oggi è arrivata una lettera.
Per me?
Sarà una multa.
Non ho il motorino.
E sull’autobus?
Lo paghi il biglietto?
A scuola ci vado a piedi.
Non lo sapevo.
Perché non mi vedi.
A quell’ora sono già al lavoro.
Cosa c’è scritto?
Parla di una borsa di studio. Per
i figli meritevoli. Dei dipendenti.
Cosa vuol dire?
Che sono tuo figlio. Che sono
meritevole. E che mi danno una
borsa di studio.
Sei sicuro che parlino di te?
Il nome è quello.
Mi sembra che non studi.
Perché sei già al lavoro.
E invece studi.
Proprio così.
Improvvisamente
mi sento leggera.
Stai volando?
Cammino, ma sulle nuvole.
E da lì sopra urlo a tutti che sei
mio figlio.
La solita casinara.
Scusa.
Di cosa?
Sto piangendo.
Per cosa?
Di felicità. E tu?
Sorrido.
Perché?
Perché piangi di felicità.
Ora vado a lavorare.
E io vado a scuola.
Studia, mi raccomando.
E tu non stancarti troppo.
Ci provo.
Sono orgoglioso di te, mamma
Sono orgogliosa di te,
figlio mio.

 

LE PAROLE E LA CITTÀ

L’alfabeto delle genti di Manutencoop

AFRICA
il continente da cui vengono
i miei genitori.
Amore e Amicizia, sarà
banale, ma senza queste
cose dove si va?

BISOGNO
di darsi una mano a vicenda,
per poter vivere in armonia.

COLLABORAZIONE
tutti insieme si può
costruire qualcosa.

DIVERTIMENTO
perché va bene lavorare,
ma dopo che hai lavorato…

EDUCAZIONE
intesa in tutti i sensi,
per diventare una
persona migliore.

FAMIGLIA
siamo io e mia mamma,
ma siamo molto uniti,
siamo una cosa sola, un
nodo, una famiglia insomma.

GIOVANI
perché sono giovane
e credo di essere
un’opportunità per gli altri.

HO VINTO
una borsa di studio!

IMPEGNO
per creare una città ideale
ci vuole testa, impegno
e voglia di fare qualcosa
per tutti.

LAVORO
perché vorrei ce ne fosse
per tutti

MERITOCRAZIA
perché bisogna faticare
per farsi strada e bisogna
farlo al meglio.

NUVOLA
ci sto sopra da quando ho
saputo che mio figlio ha
vinto la borsa di studio.

ONESTÀ
non so, adesso mi sembra
che rubino tutti…

POSSIBILITÀ
di continuare a fare ciò che
ci piace, o di fare il lavoro
che abbiamo scelto.

QUANDO
è arrivata a casa la lettera
che annunciava la borsa di
studio, mia mamma ha urlato
«Wow, ci sono dei soldini!»

RIDERE
se ripenso alla faccia di mia
mamma, quando ha scoperto
che ho preso la borsa di studio.

SCUOLA
è un vantaggio per tutti quelli
che la frequentano, perché
attraverso lo Studio puoi
avere un futuro migliore.

TALENTO

UNITÀ
nella mia classe c’erano
delle fazioni, dei gruppi che
stavano solo tra loro, e io mi
chiedevo: ma non siamo tutti
sulla stessa barca?

ZERO
mia mamma crede che studi
zero... invece…

 

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