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UGUALI

Tutti i sentieri dello spirito
Il dono di sentirsi “impegnati”

Nicolini

Di Don Giovanni Nicolini
biografia

Uguali

La bellezza misteriosa della parola “impegno” si è nel tempo, almeno in parte, “degradata”. Quando si parla dei propri “molti impegni” ci si riferisce, o come lamento o come vanto, alle troppe cose di cui dobbiamo occuparci.

E anche l’aggettivo “impegnato” ha perso molta della sua antica poesia. L’impegno ha infatti alcune esigenze irrinunciabili per essere tale. Innanzi tutto deve respirare nella libertà. Ma la libertà chiede di non essere disturbata dalla costrizione. E questo è abbastanza chiaro. Ma richiede anche di essere libera da ogni forma di competizione. Altrimenti il rischio è che risultino “impegnati” soprattutto i primi della classe e i vincitori. L’impegno è infatti principalmente una condizione dell’animo.

Una passione interiore. E come tale deve poter accompagnare ogni condizione della vita, ogni età, ogni livello d’istruzione. L’impegno è molto vicino alla bellezza. È desiderio di bellezza. All’impegno non interessa tanto salire sul podio, quanto percepire che la vita arriva ad una sua certa pienezza. Ed è interessante, almeno per la tradizione sapienziale ebraica e cristiana, che l’impegno sia nota caratteristica e privilegiata dei poveri. Con questo termine non si vuole indicare una condizione di miseria, ma una viva esperienza del “dono”. Tutto quello che siamo e che abbiamo, l’abbiamo ricevuto: dal primo sguardo d’amore della nostra mamma alla giornata di luce nella quale mi sono svegliato, tutto è “dono”. L’impegno è difficile chiederlo a chi di doni ne ha ricevuto pochi.

Ed è proprio la consapevolezza dei doni ricevuti che indica l’impegno anche come un dovere di risposta e di gratitudine. Noi purtroppo pratichiamo spesso una pedagogia del “ricatto”: se non studi, bocci… se non dimagrisci non vinci il concorso di bellezza…se non ti fai furbo sarai sempre l’ultimo…! La pedagogia del dono è meravigliosa: “con tutto quello che hai ricevuto, quanto puoi dare!”. Questo è l’orizzonte luminoso dell’impegno!

I principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale chiedono che la società sia impegnata a dare a ciascuno e a tutti la possibilità di vivere degnamente la propria cittadinanza. Quando mi portano dei bambini da battezzare, al momento del congedo raccomando solo una cosa ai papà e alle mamme: di riempirli di baci e di carezze più che di regole, perché solo se saranno pieni di baci e di carezze potranno cercare di obbedire alle troppe “regole” della vita. E qui scopriamo che l’impegno è vicinissimo, quasi intrecciato, all’amore. Il dono è fondamentalmente “dono d’amore”. E il bello dell’amore è che, più se ne riceve, più si desidera anche restituirlo.

L’amore è l’unica cosa che cresce se la si dà: Il mio primo grande maestro d’amore è stato mio padre, che faceva il notaio. Per anni, dopo la sua partenza per il cielo, mia mamma ha ricevuto visite di persone che volevano dirle tutto il bene che da lui avevano ricevuto! E questo è il vero segreto di un impegno libero e persino felice. La fede cristiana è tutta raccolta intorno a questo Gesù Figlio di Dio che dona la sua vita per ogni uomo e donna della terra. Non solo per quelli bravi, ma anche per quelli che come me, e magari come qualcuno che legge queste parole, ha bisogno di essere salvato. “Ti voglio un bene da morire” si dice o si diceva nel nostro linguaggio popolaresco. E qui si può provare a concludere questo nostro balbettio citando un’altra parola molto vicina all’impegno. Ed è la passione!

Normalmente citata in un clima di sospetto, la passione è una grande seduzione, fin quasi a perdere la testa! Un innamoramento. Una parola della Bibbia dice dell’amore: “Dare per esso tutti i beni della casa, sarebbe ancora come disprezzarlo!”. È bello sperare che tutti, persino un vecchio prete come me, siano sempre in qualche modo “innamorati”.
Ed è bello sperare questo, e curarlo e sollecitarlo, in tutti quelli e quelle che la vita ci ha accostato. Anche perché sembra che il paradiso sia una grande volersi bene per sempre. L’impegno lo fa cominciare fin da qui.

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