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Sicurezza

traduzione: eng | عربي

di Giancarlo Strocchia

La Mia idea di sicurezza

Quando la creatività costruttiva incontra la competenza. La giornata mondiale sulla sicurezza e la salute sul posto di lavoro ha ispirato un concorso di idee con cui Mia, la società del Gruppo specializzata nella gestione di sistemi di elevazione, ha invitato i dipendenti a proporre nuove soluzioni innovative per elevare i livelli di garanzia e salvaguardia di operatori e utenti. Ed ecco i risultati.

L’invito era di quelli perentori e provocatori: “Sei sicuro di avere un’idea sicura? Inviaci la tua idea e noi ti premiamo”. Un guanto di sfida lanciato nei confronti della creatività e dell’ingegno di dipendenti (e familiari…) che avessero voluto misurarsi con la capacità di prospettare nuove e, a proprio avviso, più efficaci soluzioni per assicurare a chi opera nel campo dell’elevazione livelli sempre più “elevati” di tutela.

SE FOSSE
UN FILM...

“Morire di lavoro” (1924)

di Daniele Segre

Film documentario che indaga la realtà del settore delle costruzioni in Italia, raccontando la vita dei lavoratori morti sul lavoro, attraverso le testimonianze dei familiari.

E siccome l’Italia, oltre ad annoverare un numero incalcolabile di commissari tecnici della nazionale di calcio è un Paese di grandi inventori, allora idee e suggerimenti, adeguatamente sostenuti da evidenze progettuali, non si sono fatti attendere.

Le categorie in cui era possibile cimentarsi erano elencate minuziosamente: miglioramento dei “dpi” (dispositivi di protezione individuali) o nuove strumentazioni/attrezzature che possano agevolare o tutelare la sicurezza dei dipendenti o degli utenti, miglioramento di istruzioni o redazione di nuova documentazione che favoriscano le pratiche di un lavoro sicuro oppure segnalazioni di mancati incidentiche possano evidenziare metodi di lavoro non corretti aiutando a migliorare il proprio lavoro e quello dei propri colleghi.

Una commissione esaminatrice qualificata era pronta a verificare la fattibilità e la potenziale efficacia delle proposte: Claudio Bolognini, Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, Liliana Raddi delle Risorse Umane e Leonida Lorquando, Direttore Tecnico. A sollecitare l’intelletto dei partecipanti anche una sfilza di riconoscimenti a prova di buongustaio: primo premio, cena per 4 persone, secondo premio, cena per 2 persone, terzo premio targa, riservata comunque anche ai più virtuosi. Ventiquattro i partecipanti contati allo scoccare del termine di presentazione dei progetti. Un bilancio, alla fine, più che lusinghiero che dimostra non solo l’estrema sensibilità suscitata dalla prospettiva di una mangiata priva dell’ansia del conto ma, soprattutto, dal desiderio sentito di permettere a tutti, colleghi ed utenti, di sentirsi più protetti e tranquilli.

INGEGNO E FANTASIA CON COMPETENZA
Una sequenza di soluzioni ammirevoli, che spaziano all’interno di un range molto eterogeneo, che varia tra l’estremo tecnicismo e la fantasia più azzardata. E allora via, tra le nuove attrezzature, dal dispositivo per impianti con porte manuali senza chiave di emergenza al “ragno” per il sollevamento, dal maniglione per il posizionamento della funicella nella gola di prova al prototipo “Tiramolla”. Si passa quindi alla sezione DPI dove sono state presentate soluzioni che intervengono direttamente nell’ambito delle attrezzature a disposizione degli operatori, come la fascia proposta per la movimentazione carichi degli addetti al montaggio e alla riparazione o il DPI proposto per la sostituzione del caschetto di sicurezza o i guanti per i prodotti chimici.

La salute e la salvaguardia di operatori e utenti figura come denominatore comune di tutti i progetti proposti. Il Micro-switch presentato da Andrea Caselli di Cofam Ascensori (una delle società del Gruppo Mia), per esempio, prevede il montaggio di questo dispositivo sulla bobina del freno degli impianti a fune in modo da inibire l’apertura delle porte nel caso in cui il freno per qualsiasi motivo rimanga aperto.

Per la sezione “mancati incidenti” sono state avanzate soluzioni per migliorare le segnalazioni sia dei tappeti mobili che dei montacarichi. Infine, libero sfogo alla fantasia e all’inventiva, con un pizzico di emozione, per le idee più creative descritte con vivacità da Marica Vincenzi e Martina Bordignon, figlie di due dipendenti. “Io ho pensato ad un ascensore più sicuro – propone Marica di 10 anni – dei cavi rinforzati per tenere l’ascensore, poi delle corde frenano la caduta. Il paracadute che attutisce e frena. Dei cuscinetti con molle – continua Marica nella sua descrizione – per far rimbalzare l’ascensore senza farlo schiantare al suolo”.

Martina invece ricorda: “Fin da bambina non ho mai avuto timore di salire in ascensore. Forse, anzi, sicuramente, perché ero certa, oltre ogni ragionevole dubbio, che qualunque ascensore io utilizzassi era stato costruito da mio padre. Anche se si fosse bruscamente fermato nella sua corsa sapevo che papà lo avrebbe riparato e che non sarebbe accaduto nulla di spiacevole”. Le due giovani e intraprendenti creative sono state insignite, a ragion veduta, di una menzione speciale.

I PROGETTI “SICURI” DI MARIKA VINCENZI E MARTINA BORDIGNON

I VINCITORI
Ovviamente ogni buon concorso che si rispetti prevede dei vincitori finali. In primis, le menzioni per il contributo al miglioramento della sicurezza nei luoghi di lavoro sono andate a Andrea Caselli (prima posizione) per la proposta del dispositivo acustico visivo, Alberto Coser (secondo piazzamento) per la torcia per casco e Davide Brignoli (terzo riconoscimento) per il progetto dei guanti per prodotti chimici. Infine, i premi ufficiali: terzo classificato il gruppo di lavoro composto da Nunzio D’Aguanno, Emiliano De Angelis, Roberto Di Napoli della filiale di Roma che hanno proposto il sistema di “Segnalazione di mancato incidente per i montacarichi”. Medaglia d’argento al prototipo “Tiramolla” di Emanuele Sforza che permette di sostituire, senza mezzi impropri e quindi non sicuri, le molle di richiamo (chiusura) presenti nelle porte manuali esterne di un impianto. Infine, prima e meritatissima posizione, e vittoria finale, per “Il Ragno” di Francesco Spedalieri, soluzione per agevolare e rendere più sicuro lo smontaggio di motori di impianti oleodinamici in assenza di gancio regolamentare.

Un grande successo quindi, che ha confermato non solo la geniale laboriosità e progettualità di chi, anche quotidianamente, si trova ad affrontare la ricerca di soluzioni efficaci affinché i nuovi sistemi di elevazione installati possano funzionare senza problemi, ma anche la sensibilità verso il delicato problema della sicurezza.

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