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Sei in: webAmbiente / numero 3 - 2013 / Il mare nel cuore

Innovazione

di Andrea M. Campo

Il mare nel cuore


Le vele nel destino. Non poteva essere altrimenti tra le origini sarde e la residenza lagunare. E Fabrizio Cadeddu, addetto alla sala operativa della filiale di Venezia di Manutencoop, è oggi ufficiale di regata ma soprattutto un grande appassionato di imprese marinare, come la transadriatica che lo ha visto attraccare in notturna a Portorose, in Croazia. Ma il mare può essere anche bizzoso, come la volta che fuori Durazzo lo ha tenuto “prigioniero” per ore.

Con un cognome che tradisce le indubbie origini sarde e un’infanzia trascorsa tra le rive veneziane, Fabrizio Cadeddu, addetto alla sala operativa della filiale di Venezia di Manutencoop, non poteva che essere un appassionato velista e cultore dei piaceri del mare. Ultima impresa di Fabrizio è stata la Transadriatica, una traversata notturna andata e ritorno che parte da Venezia e giunge fino a Portorose, località sita nel comune sloveno di Pirano.

SE FOSSE
UN LIBRO...

“Il giro del mondo in ottanta giorni” (1873)

scritto da Jules Verne

Una scommessa che condurrà il ricco Phileas Fogg in una lunga avventura intorno al mondo.


Iniziamo proprio da quest’ultima avventura.
Raccontaci com’è andata

La Transadriatica è una regata per barche d’altura che dura circa tre giorni. Si parte giovedì e si va verso nord e dopo aver doppiato la boa posta al largo di Grado, si vira verso le coste della Slovenia per Portorose: dopo la pausa, il sabato sera si riparte e si ripercorre il tragitto in senso inverso. La competizione è organizzata secondo alcuni parametri che suddividono le barche in diverse classi e noi siamo arrivati al terzo posto nella nostra categoria. Siamo molto soddisfatti.

Quando ti sei avvicinato per la prima volta al mondo della vela e quali sono le tue prime esperienze in questo sport?

In verità ho cominciato molto tardi quando avevo circa sedici anni. “Bazzicavo” il mare con mio padre ma a un certo punto ho smesso. Ho ricominciato solo cinque anni fa dopo aver visto, casualmente, un volantino e adesso frequento un circolo nautico di cui sono socio. Ogni sabato esco con la barca tranne che nel periodo tra dicembre e gennaio. Nel mondo della vela ci sono le derive e le barche d’altura: io preferisco le competizioni con la deriva, anche se trovo particolarmente stimolante sia la Transadriatica sia le lunghe regate con le barche d’altura perché penso restituiscano il senso del “navigare”.

In cinque anni di regate sul mare ti saranno capitate diverse avventure, qual è stata l’esperienza che più ti ha colpito o l’episodio che più ti ha impressionato?

In uno degli ultimi viaggi con una barca d’altura, alcuni soci del circolo ed io abbiamo affrontato una prova particolarmente difficile. Siamo partiti per la Grecia per andare a prendere l’armatore con l’idea di riportarlo a Venezia nel più breve tempo possibile. Non è stata una gita ma un vero e proprio trasferimento a tappe forzate. Navigavamo circa dieci dodici ore al giorno ma ci siamo imbattuti in una burrasca fuori Durazzo: siamo rimasti in balia del mare per oltre un’ora a sette miglia della costa con un vento che soffiava a 50 nodi e onde che andavamo da quattro a sei metri d’altezza. Lo stesso armatore, che naviga da anni, quando ne abbiamo riparlato ha ammesso che pochissime volte aveva visto un mare così.

Qual è stato il tuo successo più importante o la gara di cui sei più orgoglioso?

Una settimana dopo la Barcolana, una regata storica che si svolge a Barcola, nel golfo di Trieste la seconda domenica di ottobre, alcune delle barche che hanno partecipato alla gara si riuniscono a Venezia. Io ho gareggiato al timone di un J24, una piccola imbarcazione a chiglia fissa di un amico. In quel caso ci siamo classificati 54° nella classifica assoluta su un totale di oltre centoquaranta barche.
È un ottimo risultato considerato che partecipano anche barche di trenta metri e poi lo faccio più per passione che per competere.

In attesa della prossima Transadriatica quali nuove sfide o quali nuove esperienze ti attendono?

Nel mio circolo abbiamo creato un gruppo di amici molto affiatato e ad alcuni di noi piacerebbe fare la 200 miglia, una sfida di barche d’altura che si svolge nell’alto adriatico tra le coste del veneto e la Croazia.

“Trovo stimolante anche le lunghe regate con le barche d’altura perché penso restituiscano un autentico senso del navigare.”

Siamo ancora alla ricerca di un armatore e della barca ma vivendo in un circolo velico capitano sempre diverse opportunità.
L’idea è quella di partecipare ad almeno due regate all’anno. Inoltre vorrei comprare un Laser (natante con un’unica vela e una deriva mobile controllata da cime ndr) per poter gareggiare senza eccessive velleità; in questo momento partecipo con una barca di un amico.
Ci stiamo, inoltre, cercando di organizzare per partecipare alle regate per Master over 35. Personalmente sono un ufficiale di regata zonale della Federazione Italiana Vela (i livelli sono 3: aspirante, zonale, nazionale, internazionale ndr).

Infine, quando sei entrato nel gruppo Manutencoop, qual è il tuo percorso all’interno dell’azienda?

Sono entrato in Manutencoop nel 2001, nella divisione Igiene come tecnico vendite, un tecnico commerciale. Alla guida del settore in quel momento c’era Massimo Guidoboni. Fino a due anni fa ero commerciale di portafoglio del Servizio Igiene ma attualmente sono un addetto della sala operativa della filiale di Venezia di Manutencoop.

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