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CONSIGLI VERDI

A tu per tu con la natura
Giocare con le piante

Dall'Olio

di Gabriele Dall’Olio
biografia

La tecnica della potatura è nota da tempo, la si utilizza per contenere all’interno di determinati volumi la chioma delle piante, per eliminare parti secche, per aumentare la fruttificazione oppure, semplicemente, per ricavarne legna.

Ci sono casi, invece, in cui l’uomo si impegna a dare una forma molto definita ed obbligata alle piante che coltiva cosicché questa tecnica diventa un’arte. È solo in questi casi che prende il nome di “Arte topiaria” (Ars topiaria).
Per ottenere buoni risultati è fondamentale utilizzare essenze vegetali con fogliame fitto e minuto, che sopportino senza problemi frequenti potature nel corso dell’anno come ad esempio Buxus sempervirens, Ligustrum sinensis e Taxus baccata.

Nei casi più semplici la potatura in forma obbligata riguarda degli arbusti che vengono modellati a palla, cono, trapezio, etc. Molto suggestiva risulta poi la realizzazione di siepi caratterizzate da profili dentellati, diritti, ondulati o mossi. Aumentando il grado di difficoltà si può arrivare a costruire figure complesse come animali, uomini oppure oggetti di vario tipo. In questo caso sono necessarie impalcature e fili che aiutino a mantenere nel tempo la forma alla scultura vegetale che si è realizzato. In quest’ultimo caso è assolutamente necessario, per chi volesse cimentarsi, partire da piante già impostate da un vivaista esperto che richiedano solo cure manutentive. Esistono vivai specializzati in questo genere di produzione soprattutto nel pistoiese, dove è possibile reperire piante già avviate alla coltivazione in ars topiaria. Le forme disponibili sono le più svariate, dalla macchina di formula uno al violoncello!

Esiste un altro metodo di coltivazione, meno conosciuto, ma che necessita anch’esso di potature in forma obbligata, prendendo spunto dalla volontà dell’uomo di modellare le piante secondo forme precise. In questo caso il fine non è estetico bensì ludico, mi riferisco alla tecnica che permette di creare dei veri e propri “Giochi vegetali”.
L’idea parte dal nord Europa ed è senz’altro rivoluzionaria, viene generalmente utilizzata nelle aree ludiche attrezzate dei parchi e delle scuole, ma può essere fonte di grande soddisfazione e divertimento anche se realizzata nel giardino di casa! Per capirci meglio chiarisco che parliamo di tunnel, casette, barriere ed altro ancora, costruite con piante... vive e vegete.

“La costruzione dei giochi vegetali richiede l’utilizzo di essenze che abbiano un rapido accrescimento e si prestino ad essere modellate in modo plastico.”

I giochi, costruiti con materiale vegetale, ricostruiscono un “ambiente ludico”, quindi un modo di giocare, simile a quello che si può immaginare facesse da contorno ai giochi dei bambini nei giardini e nelle campagne fino a qualche decennio fa. L’idea è quella di utilizzarle la pianta come materia prima, per la costruzione di un gioco “vivo”, da manipolare e costruire.
Utilizzando quindi le specie giuste, e con un lavoro di manutenzione capace e frequente, l’effetto è decisamente apprezzato dai bambini... e non solo. La costruzione dei giochi vegetali richiede l’utilizzo di essenze, per lo più arbustive, che abbiano un rapido accrescimento e si prestino ad essere potate e modellate in modo plastico. Principalmente vengono utilizzate piante appartenenti al genere Salix e, all’interno di questo gruppo, il Salix viminalis è senz’altro una delle più adatte poiché particolarmente flessibile. Questa essenza è molto diffusa nel nostro clima e fin dall’antichità viene utilizzata per fare cesti e suppellettili varie, in agricoltura la si utilizza come cordame vegetale per legare i tralci di vite ed di altre piante. La si riconosce per il colore giallo rossastro dei suoi giovani rami. La tecnica di realizzazione è relativamente semplice ed economica utilizzando rami giovani di salice (talee) di diverse dimensioni, reperibili in ogni argine fluviale o ai bordi di un fosso.

Queste talee vengono poi piantate nel terreno più o meno geometricamente a formare il perimetro e l’intelaiatura del gioco che si vuole realizzare e, successivamente durante il primo anno di crescita, devono essere messe in forma attraverso legature ed intrecci.

SE FOSSE
UN FILM...

“Edward mani di forbice” (1990)

di tim Burton

Pellicola esordio del trio Burton-Depp-Elfmann sull’incompleto Edward, icona malinconica di un mondo senza favole.

Se il terreno in cui si vuole piantare è lavorato, quindi tenero, si può procedere all’infissione diretta del ramo nella terra, la grande facilità di radicazione delle talee di salice garantirà il ricaccio primaverile. Per il loro mantenimento vi sarà poi bisogna di almeno tre/quattro interventi di potatura, nel corso della stagione vegetativa, che si curino di tagliare i rami fuori sagoma a intrecciare quelli utili a chiudere e rifinire il gioco, il tutto nel rispetto della vigoria della pianta. Oltre a questo ci sarà bisogno di eseguire quelle normali manutenzioni di cui ogni cespuglio del nostro giardino ha bisogno e cioè, principalmente, concimazioni ed irrigazioni le quali devono essere abbondanti, soprattutto nel primo anno.

 

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