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di Chiara Filippi

Bond, con licenza di investire

MFM ha emesso un prestito obbligazionario per reperire sul mercato nuova liquidità e far fronte ai ritardi nei pagamenti da parte dei clienti. Riccardo Bombardini, responsabile IR, ci racconta “come funziona” questo nuovo strumento finanziario.

Si chiama Bond e non ha niente a che vedere con il famoso James. Chi lavora nella sede centrale di Zola ne ha sentito parlare a lungo in quest’ultimo anno e probabilmente anche a quanti lavorano in giro per l’Italia è arrivata qualche eco, complici i giornali o il web. In italiano si traduce in “prestito obbligazionario” ed è lo strumento finanziario a cui Manutencoop Facility Management ha dovuto ricorrere per trovare liquidità. Detto così può sembrare un noioso argomento per specialisti in finanza, in realtà è stata un’operazione complessa e importante per il Gruppo, con risvolti significativi per il futuro di soci e dipendenti. Visto che l’argomento è ostico abbiamo chiesto a Riccardo Bombardini, Responsabile Investor Relations, Pianificazione Strategica di Gruppo e M&A di spiegarci nel modo più semplice possibile qualcosa in più sul bond, questo sconosciuto.

“Per cominciare una obbligazione – spiega Bombardini – è un contratto che obbliga, da qui il nome, l’emittente, nel nostro caso MFM, a restituire un prestito con un certo interesse ad uno o più investitori. In modo estremamente semplificato: per un’impresa emettere un’obbligazione corrisponde a chiedere un prestito solo che invece di chiederlo ad un banca, come abbiamo fatto sinora, lo abbiamo chiesto ad un insieme di investitori sul mercato finanziario”.

In termini corretti Manutencoop ha emesso “un prestito obbligazionario a tasso fisso, senior secured dell’importo complessivo di 425 milioni di euro, con scadenza 2020, offerto ad investitori istituzionali – spiega Bombardini – vale a dire, ripeto semplificando moltissimo, che Manutencoop ha emesso un’obbligazione per un importo complessivo pari a 425 milioni di euro a 7 anni con un rendimento del 8,5%. Significa che tra 7 anni i vari investitori che ci hanno ‘prestato i soldi’ verranno rimborsati dall’impresa ricevendo indietro i 425 milioni e, nel frattempo, realizzeranno ogni anno per questi 7 anni un rendimento dell’8,5%. In questo modo adesso il nostro debito è quasi interamente finanziato tramite il bond e non più dalle banche”.

Il perché non siamo andati, come è successo finora, a chiedere un finanziamento ad un istituto bancario è presto detto e spiega anche perché è stato necessario portare avanti l’operazione: “Manutencoop ha crescenti problemi di approvvigionamento finanziario dovuti ad una principale causa: i nostri clienti, il pubblico in particolare ma anche i privati, pagano le nostre prestazioni con tempi molto lunghi, che arrivano anche oltre i 300 giorni (all’estero, ad esempio, non superano i 60 giorni). Noi però – prosegue Bombardini – paghiamo puntualmente gli stipendi ogni 30 giorni a migliaia di dipendenti. C’è quindi una grande scarto temporale tra le uscite in favore dei dipendenti e le entrate da parte dei clienti. Facendo un parallelo con la nostra vita quotidiana è come se ricevessimo lo stipendio relativo al mese di gennaio in settembre, nel frattempo però ciascuno di noi il 31 di ogni mese deve comunque pagare affitto/mutuo, bollette e tutte le spese correnti”. Per avere la liquidità necessaria per pagare gli stipendi (e anche per i fornitori e per tutti gli investimenti necessari alla nostra attività) Manutencoop ha dovuto negli anni scorsi chiedere, quindi, prestiti alle banche. Successivamente, però, è arrivata la crisi economica che tutt’ora attanaglia il nostro Paese ed “è diventato sempre più difficile – spiega Bombardini - ottenere credito dagli istituti bancari. Non solo: alcune banche hanno chiesto di rimborsare i prestiti accordati. Da qui la necessità di trovare una diversa forma di finanziamento”.

LA NOMINA

Milva Carletti è il nuovo CFO

Milva Carletti è il nuovo Chief Financial Officer di Manutencoop Facility Management.
Originaria di Mirabello in provincia di Ferrara è in Manutencoop dal 2001, ha lavorato nel Gruppo Unipol e in Centostazioni, la società che si occupa della gestione delle 103 Medie Stazioni italiane. In MFM ha ricoperto finora il ruolo di Direttore Amministrazione e Controllo coordinando un gruppo di oltre 100 persone. Con il nuovo incarico assumerà la responsabilità della gestione di tutte le attività finanziarie del Gruppo.

A partire in particolare dal 2011, infatti l’acuirsi della crisi finanziaria ha reso sempre più difficile l’accesso al credito bancario da parte delle imprese: la ridotta disponibilità di fonti esterne di finanziamento non solo ha influenzato negativamente le scelte di investimento e di crescita degli imprenditori, ma si è, in molti casi, tradotta nel vero e proprio fallimento dell’impresa. In questo contesto il ricorso ad un prestito obbligazionario per Manutencoop non è stata tanto una opzione quanto una necessità: “L’alternativa – aggiunge Bombardini - sarebbe stato ‘navigare a vista’ in balia della turbolenza finanziaria degli istituti di credito, il bond invece ci garantisce la dotazione di risorse sufficiente per affrontare il futuro senza il timore di crisi di liquidità”.

La formula del prestito obbligazionario assicura infatti più stabilità (7 anni) a fronte, ovviamente, dell’impegno da parte del Gruppo a garantire i rendimenti previsti. “Certo non è stato semplice ottenere la fiducia degli investitori, principalmente stranieri – racconta Bombardini – la nostra azienda è stata passata al microscopio, abbiamo dovuto fornire tutte le informazioni utili per chiarire qualsiasi dubbio sulle nostre capacità, sulle performance attese dal mercato in cui operiamo, sui rischi a cui può essere sottoposto il nostro business. Abbiamo incontrato centinaia di investitori in un difficile ‘roadshow’ in giro per l’Europa”. Alla fine però il risultato è stato raggiunto: “Abbiamo sicuramente scontato la scarsa fiducia che gli investitori stranieri hanno nel nostro ‘sistema-paese’, ma la nostra azienda è stata apprezzata. Possiamo dire che il “prezzo” del denaro che ci è stato prestato (per intenderci quell’8,5% che è tanto più alto quanto più alto è stimato il rischio che l’emittente non riesca a restituire il prestito) non è basso, ma questo, a nostro avviso, non è dipeso tanto dal fatto che gli investitori non hanno avuto fiducia in noi o nelle potenzialità del mercato in cui operiamo. È stato dovuto, piuttosto e in larga parte, alla scarsa fiducia che nutrono nella capacità di ripresa dell’Italia stessa. Faccio solo un esempio: Atalian, impresa di facility management francese analoga a Manutencoop ha ottenuto per il proprio bond, emesso in questo stesso anno, un tasso del 7,25%. Lo scarto tra il nostro e il loro tasso è dell’1,25% e corrisponde proprio alla differenza tra lo spread dell’Italia e quello della Francia”.

SE FOSSE
UN FILM...

“Agente 007 Licenza di uccidere”

di Terence Young

Primo capitolo della saga dedicata all’agente segreto più famoso del mondo creato dallo scrittore Ian Fleming.

 

Certo è che con il nuovo prestito obbligazionario, chiude Bombardini, “possiamo guardare al futuro con maggiore tranquillità. Dobbiamo, è ovvio, impegnarci a garantire gli standard di redditività e crescita che abbiamo promesso e non sarà semplice visto il perdurare del contesto di crisi, ma possiamo tirare un sospiro di sollievo. Il bond, e il confronto diretto con interlocutori stranieri, è stato un bel banco di prova per l’azienda che ci rende ancor più fiduciosi nelle potenzialità del Gruppo e nella sua capacità di traguardare l’orizzonte dell’internazionalizzazione: ampliare la nostra offerta all’estero resta, l’infatti, uno dei nostri principali obiettivi.

 

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