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Innovazione

di Andrea Campo

La doppia vita del kit

Si chiama LOWaste Market Place il progetto europeo per il recupero dei rifiuti attraverso la realizzazione di prodotti riciclati a cui ha aderito Servizi Ospedalieri S.p.A.. in questo modo i kit sterili utilizzati in ambito sanitario rivivono in tappetini e giochi morbidi per bambini, porta tablet o gadget per fiere e convegni. un modo ecologico ed intelligente per recuperare materiale di scarto e alimentare la cultura del riuso e del non-spreco.

Lunghi camici, casacche e pantaloni, teli e lenzuola dai toni pastello si trasformano in oggetti e giochi per bambini o ancora in custodie per pc e tablet, in coprisella per biciclette o in tappetini: è stato presentato a Ferrara a fine maggio lo stato di avanzamento del progetto LOWaste (iniziato a settembre 2011) per la produzione di articoli ottenuti dal riciclo di vari materiali tra cui anche scarti tessili dei kit sterili da sala operatoria forniti da Servizi Ospedalieri S.p.A., la società del Gruppo Manutencoop attiva nel settore del lavaggio, noleggio e sterilizzazione di materiali tessili per il mondo della sanità.

L’iniziativa sperimentale è stata realizzata nell’ambito del piano di lavoro di LOWaste - Local Waste Market for second life products, progetto europeo per il recupero dei rifiuti attraverso lo sviluppo di un mercato di prodotti riciclati che può consentire insieme una riduzione effettiva dei rifiuti prodotti a livello locale, un risparmio delle risorse e un generale aumento della percentuale di materiali riciclati. Il Comune di Ferrara è uno dei membri attivi del progetto LOWaste, insieme a La Città Verde, Impronta Etica, Hera e RReuse. L’Assessore all’ambiente del Comune, Rossella Zadro, coordinatrice del progetto, ha introdotto i lavori, presentando gli obiettivi del progetto LOWaste e del tavolo di lavoro, che vuole essere un luogo di confronto e di concreta realizzazione di opportunità di creazione di un mercato locale nel settore dei riprodotti tra cui anche il tessile, in particolare ospedaliero. “Con il tessuto di Servizi Ospedalieri riciclato vorrei riuscire a riprodurre oggetti da proporre come gadget nei nostri musei cittadini” ha spiegato l’Assessore.

Realizzato con il contributo della Commissione Europea, il progetto prevede la realizzazione di quattro filiere locali a ciclo chiuso in grado di consentire il riuso e il riutilizzo di materiali destinati a diventare rifiuti (tessile, olio alimentare e altri scarti alimentari, inerti e arredo urbano/attrezzature ludiche). Obiettivo del progetto Lowaste è appunto l’individuazione di filiere ancora senza sbocco nel recupero al fine di intercettare e valorizzare i materiali che possono essere riutilizzati, riciclati e rimessi sul mercato. Il progetto si propone di intervenire sia sul fronte della domanda, sia su quello dell’offerta: da un lato stimolando l’attenzione verso i cosiddetti “acquisti verdi” sia da parte della Pubblica Amministrazione che di singoli e imprese, dall’altro creando le condizioni necessarie per intercettare e valorizzare i materiali che possono essere riutilizzati, riciclati e rimessi sul mercato. A questo si aggiungono alcuni obiettivi specifici: ad esempio sviluppare un sistema di mercato per i prodotti di seconda vita che possa essere replicabile anche in altri contesti o diffondere conoscenze ed informazioni in tema di prevenzione, riuso e riciclo.

SE FOSSE
UNA CANZONE...

“Fake Plastic Trees”
(1995)

dei Radiohead

Singolo dalle venature pop-rock estratto dall’album The Bends.

L’iniziativa punta, inoltre, a creare benefici sociali attraverso il coinvolgimento di cooperative che operano nel settore del trattamento dei rifiuti e della costruzione di prodotti di eco-design e realizzano programmi riabilitativi e di inserimento lavorativo per le persone in difficoltà. Servizi Ospedalieri S.p.A., da sempre interessata alla sperimentazione ed alla ricerca di soluzioni per il riciclo dei materiali tessili utilizzati nell’ambito della propria attività di lavaggio e noleggio della biancheria sanitaria, ha scelto di aderire al progetto LOWaste, attraverso il conferimento dei materiali di scarto del T.T.R. (acronimo che sta per Tessuto Tecnico Riutilizzabile), materiale utilizzato per i kit sterili utilizzati in sala operatoria. Il T.T.R. è un composto di fibre di nuova generazione (trilaminato e microfibra) in grado di garantire, come spiega Alberto Franceschini, responsabile Ricerca & Sviluppo della società con sede a Ferrara, “un’elevata impermeabilità ai liquidi, rilascio ridotto di particelle, traspirabilità e che grazie alle sue caratteristiche fisiche, dopo ogni ciclo di sterilizzazione è perfettamente riutilizzabile, mantenendo inalterate le proprie caratteristiche. Poi dopo 80 lavaggi il tessuto, come da normativa europea, diviene inutilizzabile e viene quindi iniziato alle procedure di smaltimento come rifiuto”.

Con il progetto LOWaste, il materiale a fine ciclo può avere nuova vita: viene inviato per il suo recupero a laboratori artigianali come “La Bottega di Utilla” dell’Associazione Awalè, associazione culturale di promozione sociale che ha tra gli obiettivi della propria attività la promozione della cultura del riuso. Il tessuto tecnico riutilizzabile viene lavorato seguendo l’intero procedimento: dalla suddivisione del materiale secondo la tipologia e il colore fino al ricondizionamento del tessuto con taglio e cucitura dando vita a una linea di oggetti di riciclo creativo con piccoli oggetti di eco design. Ad esempio tappetini e giochi morbidi per bambini, porta tablet o gadget per fiere, convegni e musei e tutti avranno l’etichetta con il brand LOWaste e il simbolo della Comunità Europea che certifica i prodotti. Nell’ambito del progetto e delle attività di animazione sul territorio verrà lanciato nei prossimi mesi “LOWaste for ideas” un vero e proprio concorso di idee per l’ideazione e la sperimentazione di prodotti ricavati dai materiali recuperati, tra cui il tessile di Servizi Ospedalieri.

“Il progetto – spiega Franceschini – ha dimostrato che la possibilità di recuperare i materiali esiste e che esiste un mercato potenziale tutto da esplorare, ora si tratta di capire se quanto messo in atto in modo sperimentale è replicabile su larga scala. Auspichiamo, ovviamente che sia possibile e sarebbe un risultato molto positivo per Servizi Ospedalieri e un passo avanti nel miglioramento del bilancio ambientale della nostra impresa”.

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