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Sei in: webAmbiente / numero 1 - 2013 / Uguali

UGUALI

Tutti i sentieri dello spirito
Giovani “dentro”

Nicolini

Di Don Giovanni Nicolini
biografia

Uguali

Difficile oggi definire dei confini per la giovinezza: quando comincia? Quando finisce? Rispetto all’adolescenza, l’età della giovinezza tende ad anticiparsi: dalla foggia degli abiti all’interpretazione dei tempi e dei luoghi, dall’esercizio della sessualità alla tipologia degli svaghi, dell’uso del tempo libero.

Peraltro, l’età della giovinezza tende a prolungarsi: dal doloroso problema dell’ingresso nel mondo del lavoro alla difficoltà ad entrare in rapporti sentimentali stabili in direzione della famiglia fino al timore della vecchiaia e a quello più profondo e cupo della morte, tutto concorre a consigliare e a cercare una specie di perpetua giovinezza. Prepotentemente l’estetica si è collocata nella giovinezza, per cui solo la giovinezza è bella! Dal prete al senatore, tutti i volti della vita che, a partire dal significato del loro nome, dovrebbero esprimere la maturità dell’esistenza e la saggezza dell’anzianità sono guardati con molto sospetto e riluttanza. I capelli femminili sono in gran parte omologati in un marroncino-rosso, o in un eterno biondo, drammaticamente contrastanti con la decrescente possibilità di custodire giovani la struttura fisica, il passo e l’incarnato.

La salita dei portici bolognesi verso la Madonna di S.Luca è percorsa meno dalla preghiera del rosario cui è dedicata la loro origine e la loro secolare tradizione, e più frequentata dal bisogno di tener contenuta con il jogging una corposità insidiosamente aggredita dalla nostra grande cucina. Tuttavia, un nonno vecchio, ma anche questa parola è severamente censurata, come è chi scrive, non invidia la giovinezza ma la ama nelle persone giovani, nella loro fragilità e nella loro speranza, nell’affacciarsi talvolta rischioso alle scelte di una maturità responsabile, nel custodire nel profondo e nel segreto della mente e del cuore anche le paure e le angosce che segnano ogni esistenza umana, passaggi delicati e dolorosi che noi anziani troppo spesso ignoriamo o vogliamo ignorare, ma nei quali anche noi, tutti, siamo passati. La definizione di giovinezza spensierata è superficiale e soprattutto ingiusta. Piuttosto dovremmo essere più affettuosamente vicini a chi, non sempre del tutto consapevole, sta per giocare le scelte irreversibili della sua vita.

SE FOSSE
UN LIBRO...

““I ragazzi
della via Pál”
(1906)

scritto da Ferenc Molnár

Due gruppi di adolescenti duellano nei quartieri isolati di Budapest scoprendo di essere destinati a una guerra molto più dura.

E c’è anche un prezioso scambio tra giovinezza e anzianità che qui mi piace rilevare. Una preghiera delle tradizione ebraico-cristiana mette sulle labbra di un giovane queste parole: ”Sono più saggio di tutti i miei maestri perché medito i tuoi insegnamenti. Ho più intelligenza degli anziani perché custodisco i tuoi precetti”. E ancora: ”Vecchiaia veneranda non è quella longeva, né si misura con il numero degli anni; ma canizie per gli uomini è la saggezza, età senile è una vita senza macchia”. In cambio, un vecchio si teneva giovane nell’aspettare di poter vedere il bambino Figlio di Dio, perché gli era stato promesso che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Sono parole che mi tornano in mente quando osservo certi vecchi meravigliosi, come un po’il nostro Presidente della Repubblica. Anche il Papa che se ne andava mi ricordava un fanciullo sapiente non trattato bene. Tutti abbiamo in mente certi professoroni che hanno vinto la cattedra universitaria a trent’anni, ma poi hanno annoiato generazioni e generazioni di studenti passando per altri quarant’anni la stessa minestra riscaldata.

E ricordiamo volentieri alcuni vecchi grandi maestri che fino alla fine si sono mantenuti curiosi, interessati e appassionati come ragazzi. Hanno sempre preferito essere discepoli più che maestri, e ci hanno insegnato che è vero maestro chi appunto non cessa mai di essere discepolo. E non chiude mai la partita della vita, perché sa che la vita è un cammino che non finisce mai se non per entrare in una vita nuova e diversa.

Oggi il vero scienziato non è quello che pensa di sapere tutto, ma è quello che più ricerca e trova, più è convinto di non sapere quasi niente. Chi più entra nell’orizzonte del sapere, più si accorge che quell’orizzonte si dilata. È cattiva una vecchiaia vissuta con cinica saccenteria. È giovinezza sempre più luminosa quella di chi vive con meraviglia ogni giorno, scoprendo sino alla fine che Qualcuno ha fatto grandi cose per lui, e tutti i tempi per questo lo diranno beato.

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