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Iniziative speciali

di Giancarlo Strocchia

Riflettori puntati sulla Sicurezza

Sul Lago di Garda, lo scorso maggio, oltre 500 rappresentanti di aziende, enti, società di consulenza e controllo hanno parlato di tutti gli aspetti che riguardano la sicurezza sui luoghi di lavoro. L’occasione è stata offerta dell’edizione 2012 del Sicuraday, manifestazione organizzata dal Gruppo Sicura con l’obiettivo, come ribadito dall’AD dell’azienda Massimo Cocco, “di rispondere a come si possa garantire la tutela dei lavoratori e allo stesso tempo far quadrare i conti aziendali”.

Le sponde del Lago di Garda hanno ospitato, gli scorsi 8 e 9 maggio, il più importante evento italiano in tema di sicurezza negli ambienti di lavoro. Un argomento che le cronache hanno reso spesso di stretta attualità e su cui è opportuno mantenere elevato il livello di guardia. Per questo il Gruppo Sicura, società del Gruppo Manutencoop che fornisce in tutta Italia sistemi, prodotti e servizi per la prevenzione degli incendi, per la protezione dei macchinari e per la sicurezza di beni e persone, ha voluto riunire i principali attori del settore all’edizione 2012 del SicuraDay. Oltre 500 i partecipanti che hanno portato il proprio contributo in termini di esperienza e competenza nei vari momenti di confronto, a partire dalla presentazione delle 16 case history di aziende leader nei propri settori.

SE FOSSE
UN LIBRO...

“Una solitudine troppo rumorosa” (1987)

scritto da Bohumil Hrabal

Breve storia di Hanta,
manovale senza cultura
che suo malgrado trascorre
i suoi giorni tra i libri.

Appuntamento centrale dell’evento è stata la tavola rotonda dal titolo “I costi della sicurezza in Italia”, durante la quale gli intervenuti hanno cercato di definire modalità e strategie per conciliare l’imprescindibile tutela dei lavoratori e, necessariamente, il controllo dei conti aziendali, introducendo il concetto che la sicurezza può rappresentare un’opportunità e non solo una voce di spesa.

L’incontro, introdotto da Massimo Cocco, Amministratore Delegato di Gruppo Sicura, ha offerto l’occasione per un confronto aperto fra i vari soggetti che concorrono a perseguire un obiettivo comune: il miglioramento delle condizioni di sicurezza all’interno dell’ambiente di lavoro. A discutere dell’argomento un panel di illustri relatori tra i quali: Franco Polosa, Direttore Inail - sede di Verona, Lorenzo Fantini del Ministero del Lavoro, Angelo Algieri, Responsabile Nazionale Sicurezza, Ambiente, Qualità di Legacoop Nazionale e Fabio Pontrandolfi, Responsabile sicurezza e affari sociali Area Relazioni industriali di Confindustria.

Dopo il doveroso benvenuto, Cocco ha aperto i lavori sottolineando come SicuraDay rappresenti un momento importante di verifica del settore con l’obiettivo di dimostrare, dati concreti alla mano, quanto investire in sicurezza e prevenzione sul posto di lavoro, non solo sia obbligatorio, ma consenta reali benefici economici alle aziende.

Franco Polosa, Direttore Inail della sede di Verona, ha invece illustrato nel suo intervento un’analisi dell’Inail in merito agli infortuni e alle malattie professionali. In particolare si evince che il trend degli infortuni sul lavoro, nel periodo di riferimento 2004-2011, ha registrato una flessione, soprattutto nel settore industriale, nell’ordine del 25% circa, grazie ad un costante impegno e ad un miglioramento in termini di prevenzione da parte delle aziende stesse. Per quanto riguarda gli infortuni mortali, sempre nel periodo di riferimento 2004-2011, si è registrato un calo importante del 30% e nel periodo 2010-2011 di circa il 4%.

Risulta invece sensibilmente in ascesa, nel periodo 2006-2011, il numero di casi di malattie professionali, che ha registrato un aumento del 70%, con particolare riferimento al settore dell’agricoltura. Tale fenomeno può essere ricondotto ad una serie di fattori che negli anni precedenti non erano stati valutati. Basti pensare che storicamente le malattie professionali erano sempre state sottovalutate sia per il lungo periodo di latenza di alcune patologie, sia per il difficile accertamento del nesso di causa effetto tra lavoro svolto e malattia riscontrata.

Nel corso del dibattito è emerso come il costo dovuto a infortuni e malattie sul lavoro, tra i costi assicurativi, costi di prevenzione e costi post infortunio, sia pari, nel nostro Paese, al 3% del PIL. Intervenire in prevenzione conviene per ridurre questo ammontare, essendo stato stimato che 1 euro investito in sicurezza consente alle imprese un ritorno di circa 2,2 euro di benefici (per impiegato ogni anno).
Una corretta cultura della sicurezza, quindi, può concretamente determinare una reale flessione del numero degli incidenti sul lavoro, tramite cinque elementi fondamentali: il Controllo (management control delle attività – gestione), le Competenze (attenzione derivante dal controllo), la Cooperazione tra tutti gli attori (Inail), la Comunicazione (comunicare tutti gli aspetti inerenti la sicurezza) e il Committment (la testa dell’organizzazione deve trasmettere il senso dell’impegno di tutti). Un vademecum che deve necessariamente essere applicato in tutte le sue componenti per risultare produttivo ma soprattutto efficace per portare sempre più vicino al livello “zero” il numero di incidenti nei luoghi di lavoro.

 

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