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Sei in: webAmbiente / numero 1 - 2012 / La forza che batte la crisi

Vita aziendale

traduzione: eng | عربي

di Chiara Filippi

La forza che batte la crisi

La prima assemblea dei soci di Manutencoop fuori dai confini emiliano-romagnoli ha decretato un ulteriore risultato positivo nonostante il perdurare della tendenza recessiva della nostra economia. Uno stato di crisi che ha consigliato di mantenere in “cassa” l'utile di Manutencoop Facility Management, ma che sta sollecitando un nuovo piano di rilancio fatto di riqualificazione energetica degli edifici, in linea con i risparmi richiesti dalla pa, e anche di internazionalizzazione.

Internazionalizzazione, consolidamento delle società controllate, sviluppo dell’offerta con particolare attenzione ai servizi finalizzati alla riqualificazione energetica degli edifici. C’è tutto questo all’orizzonte per il Gruppo Manutencoop. E soprattutto, pur nel persistente contesto di crisi, c’è anche una ripresa della crescita sebbene a tassi contenuti. É il quadro delle prospettive future delineato dal presidente di Manutencoop Società Cooperativa, Claudio Levorato, nel corso dell’annuale Assemblea dei soci, svoltasi quest’anno (per la prima volta nella storia di Manutencoop) fuori dall’Emilia-Romagna, a Piazzola sul Brenta, in Veneto, nella suggestiva Villa Contarini.

Già i risultati del 2011, comunque, permettono di guardare al futuro con rinnovata serenità, pur con tutte le prudenze del caso: “Sono leggermente diminuiti i ricavi per effetto dell’abbandono di alcune aree di attività ma è migliorata la redditività lorda – ha spiegato Levorato - anche se l’utile netto, sebbene in crescita, è stato comunque inferiore alle previsioni”. Da qui la scelta di Manutencoop Facility Management (la principale società del Gruppo dalla quale dipendono pressochè totalmente i risultati consolidati) di non distribuire dividendi. “L’aggravarsi della crisi finanziaria – ha sottolineato Levorato - ha consigliato a MFM di non distribuire dividendi alla controllante Manutencoop Società Cooperativa e agli altri azionisti (i fondi di private equity), non si è generato pertanto alcun avanzo di gestione per la Cooperativa e di conseguenza non è stato possibile distribuire quest’anno remunerazione e ristorno ai soci”. In altre parole: MFM pur registrando un utile di 11 milioni di euro ha deciso di mantenere il tutto nella propria “cassa” per non impoverire l’azienda in un momento difficile per i mercati finanziari e non incrementare il ricorso ulteriore all’indebitamento finanziario.

Il 2011 chiude comunque con un netto miglioramento degli indicatori rispetto al quadriennio precedente: sono migliorati gli indici patrimoniali ovvero la solidità del Gruppo, gli indici finanziari pur in una situazione pesante come quella attuale, e si è ridotta la Posizione finanziaria netta ovvero l’indebitamento oneroso verso le banche. É cresciuta la redditività lorda, vale a dire la capacità dell’azienda di produrre reddito ed è migliorato il Risultato operativo netto (Ebit) per effetto di minori accantonamenti resisi necessari negli anni scorsi per il processo di ristrutturazione (completato lo scorso anno) con positivi effetti sull’utile, anch’esso in crescita.

SE FOSSE
UN FILM...

“Si può fare” (2008)

di Giulio Manfredonia
con Claudio Bisio
e Anita Caprioli

Una piccola storia di cooperazione e riscatto all’indomani dell’approvazione della legge Basaglia.

“Con il 2011 – ha aggiunto Il presidente – abbiamo assorbito le conseguenze delle scelte di abbandonare aree di affari che negli anni scorsi avevano portato negatività rilevanti come il settore del fotovoltaico, del property, del project management e l’attività di Manutencoop Immobiliare che ora gestirà solo il patrimonio del Gruppo senza più sviluppare nuove iniziative immobiliari visto lo stallo del mercato. E abbiamo, infine, ammortizzato anche l’uscita dal nostro portafoglio di un cliente “pesante” quale il Gruppo Fiat che ha scelto di reinternalizzare i servizi prima affidati a noi”. Poche altre aziende e nessuna nel mercato del facility management, ha aggiunto Levorato, “hanno saputo cogliere, come noi, occasioni di crescita pur in un periodo difficile come l’attuale, dal 1999 ad oggi i nostri ricavi hanno avuto un incremento medio annuo del 15,7%”. Bene anche la dinamica degli occupati che hanno superato ormai quota 18.000: “Continuiamo a creare occupazione anche per la scelta nostra esplicita di produrre servizi con nostra manodopera diretta”. E sempre più consolidata la presenza in tutta Italia: “Ora abbiamo anche 5 colleghi in Val d’Aosta – ha puntualizzato sorridendo Levorato – manca solo la Basilicata per esser precisi. Ma ormai siamo una impresa nazionale, italiana, non nascondiamo le nostre origini in Emilia, base della formazione e della cultura della nostra cooperativa, ma siamo molto veneti e molto toscani e anche molto romani grazie alla nostra partecipata Roma Multiservizi”.

Insomma risultati, quelli del 2011, di cui, per usare ancora le parole di Levorato, “possiamo essere orgogliosi” anche perché portati a casa in tempi di recessione, crisi di liquidità complessiva e in un mercato del facility management in sofferenza, caratterizzato da una decisa contrazione della domanda (soprattutto nel privato), dalla tendenza alla riduzione dei costi e da un inasprimento della competizione che porta anche al riemergere di pratiche scorrette ed illecite, in particolare, per quanto riguarda i diritti dei lavoratori.
Manutencoop è stata “brava” ma tuttavia le “previsioni rimangono cupe – precisa Levorato - non possiamo dimenticare che dopo 4 anni di crisi tutto il sistema economico si è logorato e che questo può determinare effetti domino di caduta di imprese, rimane davanti a noi una situazione pesante”. La crisi del debito pubblico è ancora attuale e serviranno ulteriori interventi, oltre a quanto già avviato con affanno dal Governo Monti, per sbloccare i vizi profondi della economia italiana. Non saranno sufficienti per uscire dalla crisi complessiva “misure da intraprendere solo nel nostro Paese – ha spiegato Levorato inquadrando la situazione di Manutencoop nel contesto macroeconomico più generale - solo una soluzione europea condivisa potrà dare risultati”.

Tra gli interventi più urgenti, secondo Levorato, misure per ridurre i tempi di pagamento da parte della Pubblica Amministrazione e conseguentemente anche da parte dei privati: solo per fare un esempio, l’indebitamento di Manutencoop è dovuto, quasi esclusivamente, non alle attività di investimento per sviluppo dell’azienda ma al capitale circolante ovvero quel capitale che deve far fronte al differenziale dei tempi tra il momento in cui l’azienda spende per produrre i servizi al momento in cui incassa dai suoi clienti.

Risultati
consolidati

(DATI IN MLN DI EURO)

1.148,10Ricavi 2010

1.081,30Ricavi 2011

43,2Ebit 2010

68,9Ebit 2011

2,2Risultato Netto 2010

7,5Risultato Netto 2011

16.511Dipendenti 2010

18.282Dipendenti 2011

“Se Manutencoop parlasse tedesco e operasse in Germania – ha esemplificato il Presidente - i tempi di pagamento sarebbero in media di 40 giorni, Manutencoop potrebbe indebitarsi esclusivamente per fare sviluppo economico, per creare occupazione”. Insomma avremo davanti ancora “mesi e anni difficili, in cui dovremo superare le negatività e le emergenze della crisi. Però dal 2008 ad oggi abbiamo compiuto un
lavoro importante: ci siamo rafforzati, siamo più pronti alla sfida che le difficoltà oltre che la normale concorrenza ci pongono di fronte”. Merito in larga parte del gruppo dirigente di MFM che ha saputo mettere a punto strumenti organizzativi, tecnologici e know how realizzando il potenziale per poter giocare la partita dei prossimi anni in modo efficace. Anni per cui si prevede “una ripresa della crescita anche se inizialmente a un tasso contenuto, una ulteriore ripresa della redditività lorda e, nonostante la previsione di una pressione fiscale che si manterrà elevata, anche un incremento dell’utile. La nostra forza continuano ad essere le persone sia nelle strutture di staff, sia nelle strutture di linea, in operation cosi come nelle nostre società controllate, anche in quelle nuove come Mia e Smail che stanno iniziando a consolidare la loro posizione”. Il potenziale di sviluppo messo a punto consentirà di portare avanti i progetti futuri: il rilancio dell’offerta verso il settore privato e le attività di efficientamento energetico degli immobili che potrebbero andare incontro alle pressanti esigenze di riduzione della spesa da parte della Pubblica Amministrazione. “Partnership pubblico-privato possono portarci – spiega Levorato - a farci carico di investimenti
finalizzati a produrre risparmi con risvolti positivi anche a livello macro economico, stiamo mettendo a punto un progetto articolato in questo ambito che intendiamo proporre alle Istituzioni”. A questo si aggiungeranno le prospettive internazionali: MFM sta, da un lato, partecipando a gare internazionali bandite da multinazionali e creando alleanze con operatori stranieri, dall’altro resta realistico l’obiettivo dell’internazionalizzazione attraverso acquisizioni di aziende fuori dai confini italiani.

“Si tratta di obiettivi reali, di cui non possiamo fare a meno, non di progetti fantasiosi: se vogliamo dominare la crisi dobbiamo alzare la posta e crescere – chiude Levorato– Sono obiettivi ambiziosi ma abbiamo le competenze per portarli avanti. Ce la faremo se l’attuale gruppo dirigente, competente, motivato, generoso, saprà anche agire ispirandosi ai valori di solidarietà che hanno sempre distinto Manutencoop: con la consapevolezza di svolgere il proprio ruolo in azienda per la complessità dei lavoratori, per i quali Manutencoop è occasione di riscatto, libertà, crescita. Solo se saremo in grado di individuare e perseguire il bene comune riusciremo a soddisfare gli interessi legittimi di ciascuno di noi”.

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