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Sei in: webAmbiente / numero 1 - 2012 / La Cooperazione che “Libera”

Iniziative speciali

di Andrea M. Campo

La Cooperazione che “Libera”

Nonostante i continui atti di intimidazione, l’associazione Libera Terra non rinuncia a diffondere, attraverso il recupero delle terre confiscate alle organizzazioni criminali, una autentica cultura della legalità. Al loro fianco da sei anni si è schierato il gruppo di “cooperare con libera terra”, di cui fa parte anche manutencoop, che si è fatto promotore di un “protocollo di legalità” che ha definito una white list di imprese virtuose. “Ci assumiamo questo impegno – ha ribadito il presidente di Cooperare con Libera Terra Gianpiero Calzolari – perché la legalità e la giustizia convengono a tutti”.

É la prova evidente di una sconfittaa, testimonianza di un crescente desiderio di legalità e giustizia, e al tempo stesso, una manovra per intimidire le cooperative che hanno scelto di investire risorse sulle terre confiscate alla mafia. Dai primi giugno con frequenza crescente, alla vigilia di un raccolto o di una consegna, le organizzazioni criminali danno alle fiamme le produzioni agricole o i campi coltivati dalle società consortili di Libera Terra, l’associazione fondata da Don Luigi Ciotti, che riunisce le cooperative che gestiscono strutture produttive e terreni sottratti alle organizzazioni mafiose: in pochi giorni sono andati in fumo oltre di 2.000 piante di agrumi e 100 ulivi della cooperativa Beppe Montana Libera Terra nel catanese, 6,5 ettari di grano e 1.500 piante di pomodoro della cooperativa Terre di Puglia Libera Terra nel brindisino e 35 ettari di uliveti secolari (circa 3.800 ulivi), per un danno complessivo di oltre 500.000 euro.

SE FOSSE
UN FILM...

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di Marco Tullio Giordana
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La vera storia di Peppino Impastato vittima della mafia nella Cinisi omertosa di Tano Badalamenti.

“Risulta evidente il tentativo, da parte delle mafie, di rendere il più difficile possibile e di arrestare il processo di crescita e sviluppo delle cooperative di Libera Terra che stanno dando lavoro a oltre 150 famiglie e stanno raggiungendo importanti livelli di qualità produttiva e aziendale – ha dichiarato Gianpiero Calzolari, Presidente di Cooperare con Libera Terra - abbiamo sempre predicato la normalità e la quotidianità del nostro agire e del nostro sostenere con discrezione e con continuità Libera e i giovani cooperatori di Libera Terra, ma di fronte ad atti straordinari come quelli accaduti in queste settimane occorre uno sforzo straordinario della nostra rete e del movimento cooperativo tutto come risposta netta e ferma ad un tentativo di aggressione delle mafie”.

Per sostenere Libera Terra, sei anni fa, Manutencoop e altre grandi realtà cooperative del bolognese, hanno dato vita a Cooperare con Libera Terra, un’agenzia per lo sviluppo cooperativo e la legalità. Scopo del gruppo è quello di “consolidare e supportare lo sviluppo imprenditoriale delle cooperative che gestiscono beni e terreni confiscati al crimine organizzato”, tramite il trasferimento di competenze e di professionalità e attraverso la creazione di percorsi comuni tra imprese, associazioni e istituzioni di territori diversi. A questo scopo all’inizio di giugno a Castel Volturno, nella sede della cooperativa Le Terre di Don Peppe Diana, si è tenuta la Sesta Assemblea dei Soci di Cooperare con Libera Terra dove è stato presentato un “Protocollo di Legalità” di Legacoop Bologna. Il Protocollo, ancora in via sperimentale (e sostenuto dal ministro Anna Maria Cancellieri), si fonda sul principio della white list: un elenco di imprese virtuose che possano garantire i principi di legalità, libera concorrenza e tutela dei diritti dei lavoratori ed evitare, così, i fenomeni di contatto con imprese mafiose bonificando il mercato.

“Il Protocollo di Legalità si fonda sul principio della white list: un elenco di imprese che possano garantire i principi di legalità, libera concorrenza e tutela dei diritti dei lavoratori.”

“Quando tutti si rendono disponibili a fare la loro parte non come atto straordinario, ma come atto ordinario, nella normalità e quotidianità del loro lavoro. Ecco allora, assumersi l’impegno, fare la propria parte, con continuità e umiltà perché la legalità e la giustizia convengono a tutti” ha detto Gianpiero Calzolari durante i lavori dell’assemblea dove Manutencoop è stata rappresentata da Luca Stanzani responsabile del Servizio Comunicazione e Responsabilità Sociale.

Ma già diverso tempo, Manutencoop, ha aperto le porte alla politica di legalità e promozione del lavoro di Libera Terra; risale a dicembre, infatti, l’inaugurazione del GAS nella sede centrale dell’azienda a Bologna. Il Gruppo di acquisto Solidale ha portato all’acquisto di prodotti agricoli con marchio Libera Terra che garantisce, in fase di produzione, solidarietà, promozione di tradizioni gastronomiche locali e sostegno della biodiversità: il ricavato della vendita di questi prodotti supporta tutte quelle piccole cooperative che ogni giorno “contendono il consenso alle mafie e creano lavoro pulito” e nella legalità. Manutencoop, inoltre, ripeterà anche quest’anno il progetto per un itinerario turistico in Sicilia nelle terre confiscate alla mafia: un suggestivo percorso – il cui costo resterà in quota parte a carico di Manutencoop - nelle località siciliane, per visitare le realtà in cui operano i cooperatori, per incontrare alcuni dei protagonisti della lotta antimafia e ripercorrere quei luoghi che hanno segnato la storia siciliana.

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