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Sei in: webAmbiente / numero 3 - 2011 / Più Ambiente nei servizi

Intervista

traduzione: eng | عربي

Più Ambiente nei servizi

Se “Carbon Management” vi riporta alla mente la fuliggine che anneriva i visi degli spazzacamini, allora siete fuori strada. Siamo invece alle prese con la nuova frontiera della sostenibilità ambientale, quella che pesa la produzione di gas serra per ridurne quantità ed effetti nocivi, anche nel settore dei servizi. Gabriele Cesari, responsabile ufficio innovazione e progettazione servizi, ci illustra attività e novità su cui l’azienda è impegnata.

Carbon Management, una definizione che potrebbe far pensare a vecchi sistemi di riscaldamento, ma che invece si proietta in un futuro di sostenibilità ambientale, non è così? ce lo illustra?

Con la sottoscrizione del protocollo di Kyoto i paesi firmatari hanno condiviso l’idea che il gas serra emesso in un luogo può raggiungere ogni altro luogo del mondo, così come un’attività che produce l’assorbimento di gas serra può contribuire a compensarne, a livello globale, il valore presente. Ma come si fa a calcolare la quantità di gas serra di cui siamo responsabili? E come agire affinché le scelte di tutti i giorni possano tradursi in un processo virtuoso di riduzione delle emissioni? Noi ce lo siamo chiesti e abbiamo cercato in questi anni di agire trovando soluzioni per i nostri clienti (e anche per noi). Innanzitutto studiando soluzioni che favorissero, attraverso la riqualificazione degli impianti, la riduzione dei consumi energetici degli immobili gestiti. Abbiamo anche progettato e realizzato impianti di cogenerazione, impianti fotovoltaici e di produzione di acqua calda sanitaria da pannelli solari. Abbiamo investito per progettare e realizzare nuovi edifici a basso impatto ambientale e abbiamo intrapreso numerose iniziative per ridurre i consumi di carta e di plastica e la razionalizzazione sull’uso dei mezzi di trasporto, tanto per citare alcuni esempi, azioni mai concluse e sempre attive.

Come si è arrivati ad elaborare una strategia di salvaguardia ambientale legata ai servizi?

A dir il vero siamo stati sollecitati soprattutto dal mercato pubblico, essendo aumentato il numero di gare nelle quali l’attenzione all’ambiente è stata valorizzata con un punteggio. Per dare coerenza alla nostra “impronta” aziendale abbiamo intrapreso un percorso formativo sul mercato della carbon neutrality, ed in particolare sul ciclo di vita dei nostri servizi, dandoci la possibilità di analizzare e rendicontare le diverse variabili ambientali che li caratterizzano: consumi energetici, consumi idrici, produzione di rifiuti, ecc. Questo anche per essere in grado di predisporre offerte con soluzioni a bassa intensità di carbonio. Attivare un percorso interno all’azienda di formazione e familiarizzazione dei dipendenti al tema delle emissioni di gas serra ha aiutato l’azienda a controllare in modo più analitico i parametri ambientali nel ciclo degli acquisti, nella progettazione dei servizi, nella comunicazione, e supportare le decisioni aziendali con indicatori di sintesi che sappiano mettere a confronto i benefici ambientali con quelli economici

È vero che si può calcolare l’esatto “peso” di emissioni nocive che si possono neutralizzare attraverso l’adozione di misure di prevenzione e protezione?

In questo percorso di approfondimento del ciclo di vita dei nostri servizi abbiamo incontrato aziende che ci hanno fornito soluzioni per ridurre l’esposizione del lavoratore ed, in generale, dell’utenza ai rischi a cui sono esposti. Nostro compito è quello di verificare se tali soluzioni vanno, oltre che a vantaggio della sicurezza e dell’ambiente, anche della nostra competitività.

“il nostro obiettivo è portare avanti il progetto di soluzioni competitive realmente low carbon o carbon neutral per noi e per i nostri clienti attraverso l’innovazione”

Un esperienza in questo senso la stiamo affrontando con il servizio di cura del verde. Dallo studio che abbiamo condotto la potatura degli alberi è risultata tra le azioni più impattanti dal punto di vista delle emissioni di gas serra di tutto il servizio; questo ha portato a valutare l’utilizzo di attrezzature a batteria al posto di attrezzature a miscela che risultano anche più efficaci dal punto di vista della sicurezza.

Manutencoop si è anche dotata di uno strumento di gestione delle emissioni di gas serra per consentire valutazioni oggettive delle alternative e delle riduzioni ottenibili. In quale dei settori di competenza di Manutencoop si è inciso di più e in che modo?

È mio parere che sino ad oggi Manutencoop abbia dato con i propri servizi un maggior contributo al traguardo degli obiettivi di miglioramento dell’efficienza energetica dei fabbricati gestiti. Negli ultimi anni, con la spinta della strategia europea e grazie anche alla collaborazione con aziende del settore delle pulizie virtuose, l’azienda si è impegnata nella ricerca di prodotti e soluzioni per la minimizzazione dei consumi e degli sprechi (in particolare di acqua, di prodotti e di rifiuti) e su questa spinta sta riuscendo ad acquisire successi su tutto il mercato nazionale.

Facciamo un esempio concreto di come si può aiutare l’ambiente e noi a stare meglio mentre si prestano i servizi?

Di esempi ce ne sono tanti. Quello che mi viene da proporre riguarda l’uso di prodotti concentrati per la pulizia. Nel settore dei prodotti per la cura della casa sono apparsi, a fianco dei tradizionali flaconi, contenitori vuoti con inserita una capsula colorata. Nel nostro ambito di impiego questi prodotti sono contenuti in confezioni che contengono 25 capsule. Il loro peso è di 400 gr e normalmente sono consegnati in cartoni da 6 confezioni. Il peso del cartone è quindi di 2,4 kg. Un equivalente quantitativo di detergenti in confezioni tradizionali già in soluzione (prodotto+acqua), per il quale è necessario un idoneo imballaggio, pesa circa 75 kg ! Ottengo quindi anche un risparmio di cartone e conseguentemente di rifiuti (plastica e cartone) e naturalmente di gas serra (stimato dal produttore in -93%).

Quali sono le prospettive per il futuro? Quali progetti ci attendono?

Il nostro obiettivo è portare avanti il progetto di soluzioni competitive realmente low carbon o carbon neutral per noi e per i nostri clienti. Per traguardare l’obiettivo di ottimizzazione in ottica di ciclo di vita, attraverso l’innovazione, non potremo prescindere da un coinvolgimento dei principali stakeholder con cui è auspicabile l’avviamento di un percorso di “impegno” che porti alla diffusione della conoscenza della nostra strategia e l’attivazione di percorsi di co-progettazione. Mi immagino una filiera in cui un prodotto sia progettato in modo tale che, al momento del suo smaltimento, si biodegradi totalmente in composti che la natura possa riutilizzare oppure che possa tornare ad alimentare la filiera, riciclato in altri prodotti.

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