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Vita aziendale

traduzione: eng | عربي

di Marcello Comellini

Un’Alleanza per tutti

Superati alcuni impedimenti di natura organizzativa e “culturale”, nasce una rappresentanza unica per le tre grandi centrali cooperative. L’alleanza delle cooperative italiane è un’unica “voce”, nata per incrementare il dialogo con le istituzioni senza, peraltro, sconfessare la storia individuale di ognuno dei tre soggetti. A presentare l’iniziativa il presidente di Legacoop Giuliano Poletti.

Poletti, di una possibile alleanza tra le centrali cooperative si parlava da tempo. Cosa è che ha determinato il via libera al progetto?

Innanzitutto il consolidarsi delle relazioni esistenti da tempo tra le Centrali cooperative, tradottesi in posizioni omogenee e condivise su una serie di questioni. La “molla” sarebbe potuta scattare anche prima, ma abbiamo preferito aspettare per non essere “fraintesi”, per evitare l’equivoco di una possibile interpretazione di consequenzialità della nostra scelta rispetto ad un analogo processo di semplificazione avvenuto sul piano politico. In realtà, siamo convinti che costruire una rappresentanza comune sia un fatto positivo per le cooperative italiane. Adesso i tempi erano davvero maturi, il contesto era quello giusto, e la decisione è stata favorita anche dall’analoga scelta compiuta dalle organizzazioni della piccola impresa, del commercio, dell’artigianato che hanno dato vita a Rete Imprese Italia.

Quali sono i benefici che potranno derivare per le cooperative da questa decisione?

Pensiamo che le nostre associate apprezzino il fatto che le loro organizzazioni riescano a superare delle diversità ancora esistenti, in particolare rispetto alla loro storia ed ai loro modelli organizzativi, ed abbiano rinunciato ad un pezzo della propria funzione a favore di un’idea più moderna e più dinamica della rappresentanza.

Dal punto di vista sostanziale, è immaginabile che le cooperative possano trovare, grazie a questa semplificazione del sistema relazionale, una maggiore efficacia nel rapporto con le istituzioni a livello locale. Il nostro auspicio, inoltre, è che le cooperative aderenti alla tre organizzazioni possano trovare, lungo le filiere, delle collaborazioni tra di loro, acquisendo vantaggi sul piano imprenditoriale. Un ragionamento che, probabilmente, vale anche per i settori, nel senso di un’opportunità di relazione tra settori diversidel mondo cooperativo che si possono integrare ed avere migliori opportunità dal punto di vista imprenditoriale.

Qual è stata, finora, la reazione della base delle organizzazioni?

Nel momento in cui questa scelta è stata compiuta e nelle settimane successive abbiamo registrato solo consensi, abbiamo trovato una larga adesione e condivisione. Ci siamo insomma sentiti confermati nella bontà di questa scelta da parte dei nostri associati, perché a livello territoriale e settoriale questa esperienza l’avevano già significativamente maturata. Un apprezzamento che, crediamo, verrà confermato anche in futuro.

In occasione della nascita dell’Alleanza, avete inviato una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dove si afferma che il coordinamento non mette in discussione l’identità e l’autonomia delle tre Centrali cooperative. Come sarà possibile nel concreto?

L’atto costitutivo dell’Alleanza sancisce l’accettazione comune della storia, delle radici, dei riferimenti culturali e valoriali di ogni singola centrale cooperativa. Il percorso che abbiamo scelto di costruire considera le diversità e la pluralità delle esperienze non come vincoli o impedimenti, bensì come motore propulsivo di un miglioramento comune. Naturalmente, in questa fase le organizzazioni sono ancora tre e quindi mantengono ancora i loro gruppi dirigenti ed i loro modelli organizzativi. È chiaro, però, che avendo deciso di dare vita all’Alleanza, tutti noi, negli atti che autonomamente compiremo come singola centrale, ci sentiremo vincolati dall’appartenenza all’Alleanza e, quindi, terremo conto di questa condizione. Le eventuali diversità di vedute saranno gestite nella consapevolezza che l’autonomia e l’indipendenza della singola organizzazione debbono essere esercitate, sulla base di un atto di responsabilità comune, nel contesto dell’Alleanza delle Cooperative.

ALLEANZE 1

La nuova Alleanza delle Cooperative Italiane

L’Alleanza delle Cooperative Italiane è il coordinamento nazionale costituito il 27 gennaio di quest’anno da Agci, Confcooperative e Legacoop, le tre principali associazioni del mondo cooperativo che rappresentano, insieme, oltre il 90% del settore, per persone occupate (1.100.000) e fatturato realizzato (127 miliardi di euro). Le imprese rappresentate sono 43.000, con oltre 12 milioni di soci. Scopo essenziale dell’organismo è quello di dare più forza alle imprese cooperative nel dialogo esterno, coordinando l’azione di rappresentanza nei confronti del Governo, del Parlamento, delle istituzioni europee e delle parti sociali. L’Alleanza è un coordinamento stabile, ma senza strutture permanenti, che si esprime attraverso il portavoce unico, rinnovabile annualmente, individuato dai presidenti delle tre centrali. Il primo mandato è stato conferito al presidente di Confcooperative, Luigi Marino. Nella prima fase l’attività dell’Alleanza punta a consolidare il progetto a livello nazionale. Nel giro di tre anni l’obiettivo è quello di estendere l’attività di coordinamento ai settori e ai territori. L’Alleanza non cancella la storia, né mette in discussione l’identità e l’autonomia di nessuna delle tre centrali, che restano distinte nella governance
interna e nei patrimoni.

ALLEANZE 2

Come funziona l’Alleanza

I presidenti sono affiancati da un gruppo di lavoro che si avvale di informazioni e di dati forniti dalle organizzazioni per valutare l’andamento delle imprese cooperative aderenti, simulare impatti delle normative di riferimento ed elaborare proposte. L’Alleanza delle Cooperative Italiane produrrà un Rapporto annuale sulla cooperazione italiana che analizzi aspetti qualitativi e quantitativi e metta a fuoco evoluzioni e tendenze. Nel coordinamento sono coinvolti anche gli organismi collegiali nazionali delle organizzazioni attraverso l’Assemblea dell’Alleanza, che si
riunirà almeno una volta all’anno.

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