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Sei in: webAmbiente / numero 2 - 2011 / Uguali

UGUALI

Tutti i sentieri dello spirito
Una libertà da amare

Nicolini

Di Don Giovanni Nicolini
biografia

La sua repressione ha ispirato storiche rivoluzioni. Nel tempo è stata meta ambita di affrancamento dalla sudditanza del potere. Oggi sembra che la libertà sia una condizione acquisita, ma nuove “schiavitù” incombono sulla società moderna. Nella visione spirituale e umana, è la principale via di crescita.

Libertà. É una parola importante, tra le più importanti, ed è una parola delicata. Mi sento intimidito davanti ai lettori di questa bella rivista. Davanti all’esperienza, positiva e negativa, che ognuno ha della parola libertà. Per provare a dire qualcosa, chiedo aiuto alla strada ormai lunga della mia vita e al regalo che ogni giorno ricevo dal mio piccolo incontro con la tradizione ebraica e cristiana della Bibbia. Mi sembra possiamo individuare tre “capitoli” di questo argomento: la “libertà da”, la “libertà di” e la “libertà per”.

Uguali

Per un ebreo la libertà è prima di tutto la “libertà da”. Sono sempre stati il più piccolo popolo della terra. Esposti ad ogni dominio imperiale, dall’antico dominio del faraone egiziano al terribile sterminio del dittatore nazista, hanno incontrato e conosciuto Dio come il loro Liberatore. Per loro Dio è il liberatore e il salvatore. Quello che li libera “da” un dominatore infinitamente più forte di loro. Sono loro, gli Ebrei, ad aver scoperto la liberazione come il bene più grande e la condizione di una vita veramente umana. Per questo il vero ebreo è nemico di tutti gli idoli che ingannano e imprigionano l’umanità, oggi non meno di ieri: idoli di potere e di ricchezza, idoli di bellezza e di paura, idoli di morte e di successo. Per loro Dio è il grande abbattitore degli idoli che in ogni tempo, dai faraoni al nazismo, seducono e violentano la vita dell’uomo. La libertà, dunque, come liberazione da questi falsi “dei” ingannatori e oppressori della vita umana.

Il secondo titolo del nostro piccolo ragionamento è la “libertà di”. Libertà di pensare e di fare. Libertà di incontrare e di costruire. Libertà di studiare e di capire. Libertà di comunicare e di contestare. Per un vecchio come me è stato il grande sogno e la grande storia dei “sessanttottini”. Uscire da schemi rigidi e stupidi. Riscoprire la ricchezza della propria vita e la possibilità di costruirla secondo le proprie inclinazioni e i propri desideri. Contestare tutto quello che era accettato passivamente. Esprimere liberamente il proprio pensiero. Dare un primato di scelta a quello che ognuno sente come più vero, come più bello, come più buono. Fascino di una speranza che molto spesso si è rivelata illusione. Contestazione globale che molto spesso il “sistema” ha inghiottito e vanificato. Abbiamo sperimentato che questa meravigliosa libertà di vivere e di agire, non sempre aveva la forza di una vera sapienza e di una reale possibilità di convocare tutti.

Oggi guardiamo con sgomento ad una illusione di libertà che non ha saputo valutare le grandi povertà del mondo e ha edificato il crudele privilegio di una cultura “occidentale” impaurita e “leghista”, incapace di proporre questa libertà come libertà di tutti. Per questo mi permetto di proporre un terzo “capitolo” della “libertà”, che amerebbe proporsi come amabile per tutti, al di là di ogni ideologia, e fede. È la “libertà per”. Vorremmo saperla proporre in termini di vera laicità come pensabile ed esaminabile da tutti. Ed è la libertà per volerci bene. È la speranza che un incessante movimento di libertà da tutte le nostre idolatriche schiavitù ci consenta di essere liberi di pensare e di fare per il bene di tutti. Una libertà che ci colga non come una massa di individui preoccupati ciascuno di sopravvivere e magari di vivere e forse anche di dominare, ma come un popolo nuovo, dove, secondo anche lo spirito della nostra Costituzione, ognuno riconosca che abbiamo bisogno gli uni degli altri. Che ognuno cresce perché riceve il molto di cui ha bisogno e restituisce a tutti il frutto di quello che ha ricevuto. Una “rivoluzione” del pensiero occidentale naufragato nel pensare che “ogni uomo è lupo per l’altro uomo”. Invece “l’uomo è uomo per l’altro uomo”. Per alcuni, addirittura, a motivo di Gesù di Nazaret, l’uomo, per l’uomo, è Dio.

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