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Un sincero Grazie


GRAZIE

di Riccardo Staglianò
Collana Principio Attivo
Pagine 240
Prezzo 14,60 €

Sito web

Un libro che finalmente rende un tributo ragionato al contributo offerto al nostro paese da migliaia di immigrati. Un lavoro documentato realizzato da un giornalista de la repubblica che “sorvola” l’universo umano di questi nuovi cittadini italiani.

Un racconto, ora per ora, di una giornata di lavoro “da immigrato” in Italia. E una conclusione: la verità sugli immigrati è che, senza di loro, nel nostro paese si fermerebbe tutto. È il nuovo libro di Riccardo Staglianò “Grazie. Ecco perché senza gli immigrati saremmo perduti” edito da Chiarelettere. Il giornalista di Repubblica percorre l’Italia dalle Alpi alla Sicilia raccontando 24 vicende economiche ed umane, tante quante le ore del giorno. “Una giornata italiana, gentilmente offerta dagli stranieri” per dirla come l’autore. Si inizia all’una con le bandanti (attive in realtà 24 ore su 24) per proseguire con i senegalesi che raccolgono le mele in Val di Non, i nigeriani delle concerie in Veneto che “scarnificano i tappeti di carne destinati alla concia di giubbetti da vendere a Hollywood, i sikh che allevano le bufale in Campania, i pescatori tunisini a Mazara del Vallo per finire con le star straniere del calcio che giocano in prima serata e le prostitute cinesi ad Ostia.


PROFILO
Riccardo Staglianò

Giornalista de La Repubblica.
Nel 2001 ha vinto il Premio Ischia di giornalismo, sezione giovani.
È autore anche di “Bill Gates. Una biografia non autorizzata” (Feltrinelli, 2000) e “L’impero dei falsi” (Laterza, 2006).
Per Chiarelettere ha pubblicato con Raffaele Oriani “I cinesi non muoiono mai” (2008) e “Miss Little China”, che accompagna l’omonimo documentario di Riccardo Cremona e Vincenzo de Cecco (2009).

Il risultato al termine del viaggio è chiaro: senza gli immigrati (clandestini compresi) l’Italia finirebbe davvero a rotoli. Le famiglie andrebbero in tilt senza babysitter e badanti. I ristoranti sarebbero infrequentabili in assenza di lavapiatti. Chiuderebbero padiglioni interi di ospedali. Si svuoterebbero i confessionali se non ci fossero “preti di importazione”. Il calcio sarebbe molto più triste al netto degli stranieri. Gli uffici sarebbero inagibili senza pulizie.

E proprio il capitolo dedicato agli addetti alle pulizie (ore 5 del mattino) vede protagonista Manutencoop: è il frutto dell’incontro dell’autore con i colleghi di Modena, all’Ospedale di Baggiovara e in cliniche e scuole materne della città. Staglianò ha visitato i cantieri, dialogato con i lavoratori: con Afida, algerina, Marcella, filippina, Aziza, coordinatrice marocchina e poi Emilia Araha, Ernestina e Nezha. Ha incontrato anche il direttore del personale, Guido Dealessi che ha fornito i numeri sulla presenza di cittadini stranieri nel nostro Gruppo. E interrogato su cosa succederebbe se improvvisamente in Manutencoop non ci fossero più lavoratori stranieri ha risposto: “È un’evenienza che neanche consideriamo, sarebbe una tragedia senza questo esercito, prevalentemente femminile che viene da oltre 85 paesi”. Quasi il 10 per cento del Pil italiano, sottolinea Staglianò, arriva dagli immigrati, una famiglia su dieci dipende, ad esempio, da una badante straniera. E, soprattutto, è quanto emerge dal lungo viaggio, gli immigrati non vengono “a rubarci il lavoro” ma a fare i mestieri che gli italiani ormai spesso rifiutano. Permettendo a molti italiani imprenditori di continuare a lavorare e a guadagnare.

"Gli immigrati non vengono a rubarci il lavoro ma fanno i mestieri che gli italiani oramai spesso rifiutano"

“Lo scopo immodesto di questo libro – afferma in premessa l’autore – è contribuire a superare le secche in cui si dibatte la politica in tema di immigrazione. Non proverò neanche a convincere qualcuno cui non viene già spontaneo che un nero, un giallo, un olivastro va trattato bene in quanto essere umano. Non parlerò quindi tanto al cuore del lettore quanto al suo portafogli. E per farlo descriverò, molto prosaicamente, come e quanto gli immigrati contribuiscono al nostro tenore di vita. Per arrivare a immaginare come staremmo se di colpo non ci fossero più”. Manutencoop è orgogliosa di aver potuto dare, attraverso i suoi lavoratori, un piccolo, modesto, contributo.

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