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Qualità a rete

Mp facility è la società del gruppo che si occupa della gestione dei clienti che posseggono una serie di strutture a rete diffuse sul territorio. “Il nostro impegno è quello di assicurare lo stesso livello di qualità dei servizi erogati in ogni singola unità – ci spiega l’amministratore delegato Pasquale Turi – evitando al cliente di affidarsi ad una miriade di fornitori locali”.

Una Società operativa espressamente dedicata al facility management per i clienti con immobili strutturati a rete. Ovvero filiali bancarie, catene di negozi e, in generale, tutte quelle imprese con un patrimonio immobiliare diffuso sul territorio. Dal 1 gennaio di quest’anno MP Facility S.p.A., società nata nel 2004 da una joint venture tra Manutencoop Falility e l’allora Pirelli RE Facility per gestire gli immobili di Telecom Italia, è l’impresa del Gruppo chiamata a presidiare questo specifico segmento di mercato. In MP Facility è infatti stata fusa MCB S.p.A., controllata al 100% sempre da MFM, proprio dedicata al facility a rete. La società è affidata a Pasquale Turi (Amministratore delegato) e a Stefano Donati (Direttore generale).

Ma che differenza c’è, viene da chiedersi, tra un cliente a rete e un cliente “tradizionale”, un’azienda ospedaliera piuttosto che gli immobili di un Comune o uno stabilimento industriale? Ci risponde direttamente Pasquale Turi, lunga esperienza nel Gruppo Telecom prima (dove ha affiancato, occupandosi della gestione sedi, la lunga serie di presidenti e AD da Agnes a Tronchetti Provera passando per Colaninno, Rossi e Bernabè) e nella stessa MP Facility poi. “Innanzitutto ci sono delle differenze evidenti a livello di localizzazione geografica – spiega – le filiali di un grande gruppo bancario sono immobili di piccola taglia distribuiti su un territorio vasto, il patrimonio di un Comune o di una Asl è invece più o meno concentrato in un’area territoriale più ridotta. Questo comporta modalità di gestione necessariamente diverse”.

Che cosa in particolare?

Possiamo dire che la nostra l’attività principale è alla fine, più sbilanciata verso la governance della commessa piuttosto che verso l’erogazione diretta delle attività operative. Il nostro principale obiettivo è garantire al cliente lo stesso livello di servizio ovunque si trovi l’immobile che ci è affidato. A livello operativo, poi, ci avvaliamo per le attività (pulizie, manutenzioni etc.) direttamente di MFM quando è possibile, oppure, in alternativa, selezioniamo sub fornitori.

PASQUALE TURI

AMMINISTRATORE DELEGATO MPF
(DIREZIONE OPERATION CLIENTI A RETE)

62 anni, è stato Responsabile servizi Corporate del Gruppo Telecom Italia occupandosi della gestione degli immobili più prestigiosi nell’ambito della Direzione Generale. In precedenza ha ricoperto vari incarichi di livello dirigenziale anche in ambito organizzativo.

Non c’è però qualche differenza tra il patrimonio Telecom e le filiali tradizionalmente gestite dalla ex MCB?

Fatte salve le particolarità degli immobili industriali di Telecom con tutte le problematiche legate alla reperibilità e al presidio degli immobili strategici o critici, cambia soprattutto la dimensione del patrimonio da gestire; ad oggi ovviamente la commessa Telecom rappresenta larga parte del fatturato della società ma, concettualmente, l’approccio che dobbiamo avere è il medesimo. Cambia la taglia dei singoli immobili, la loro consistenza numerica, la destinazione d’uso e spesso il numero delle persone che usufruiscono dei servizi, ma si tratta sempre di strutture diffuse sul territorio. E quanto ci chiede il cliente è la stessa cosa: la garanzia di avere i medesimi standard di servizio ovunque senza le complicazioni che comporterebbe l’affidarsi ad un interminabile elenco di fornitori locali diversi. Semmai con la fusione di MCB abbiamo integrato l’offerta con l’attività di realizzazione chiavi in mano di nuovi spazi.

Vale a dire?

Qualora il cliente abbia necessità di ristrutturare una sede o di realizzarne una nuova, siamo in grado di curare la progettazione, l’allestimento e tutte le pratiche necessarie fino alla messa in esercizio dell’opera.

 

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