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Sei in: webAmbiente / numero 3 - 2009 / Il verde visto dall’alto

Levorato

traduzione: eng | عربي

di Laila Bernardi

Il verde visto dall’alto

Potrebbero definirsi degli “acrobati del verde”. Sono i tree climber, potatori professionisti, a stretto contatto con quelle meravigliose creature vegetali che sono gli alberi, per loro dei veri compagni di avventura.

Si arrampicano come scoiattoli, attaccati alle funi, ancorati a terra o all’albero, imbracati con i moschettoni come alpinisti, protetti da un casco e da un tuta di materiale antistrappo. Questo è il sistema migliore per la potatura degli alberi. Lo dicono i tree climber (traduzione dall’inglese ‘coloro che si arrampicano sugli alberi’) del Servizio Verde di MFM, che fanno parte di un progetto sperimentale per la potatura degli alberi ad alto fusto, gente che conosce il mestiere e che ha un rapporto con le piante molto particolare. Rinaldo Rossi e Cristian Stan, arrampicatori già esperti di una delle squadre del Verde, hanno molto da dire su questo “rapporto”.

“È nei boschi, e soprattutto sugli alberi – racconta Rinaldo – che ho imparato come si comporta la natura. Se poi stai dentro la pianta impari anche a conoscere il tuo mestiere”. Abruzzese, 37 anni, nato a 1300 metri sul livello del mare, Rinaldo ha cominciato a potare gli ulivi nelle campagne intorno a casa fin da ragazzo. Suo padre gli ha insegnato tre parole: passione, rispetto e fatica, e ora non vorrebbe fare nessun altro mestiere. “Lavoro nel verde come dipendente da oltre 15 anni – continua - già prima di entrare a Manutencoop. Sono gli alberi i miei compagni di vita e di lavoro, esseri viventi superiori a noi”. Cristian Stan invece è rumeno e ha 31 anni. Questo è il mestiere che faceva anche nel suo paese, per lui la cosa affascinante è stare in alto, guardare il mondo da almeno 15 metri d’altezza. Entrambi, dopo aver manifestato in azienda la loro predisposizione per la potatura delle piante e per l’”altezza”, hanno seguito un corso di formazione professionale specifico per tree climber. Uno degli appalti per cui lavorano è il Global Verde del Comune di Bologna, che comprende tutti gli interventi da eseguire nelle aree verdi della città: dallo sfalcio dell’erba all’installazione di arredi, dall’ingegneria naturalistica alla costruzione di viottoli e pavimentazioni, le fontane, gli impianti di irrigazione, dalla messa a dimora di piante fino alla raccolta dei rifiuti secchi, comprensivi della potatura di siepi, arbusti e naturalmente, degli alberi. Il tutto su una superficie verde di circa 11 milioni di metri quadri.

“È nei boschi che ho imparato come si comporta la natura. Se poi sei dentro la pianta conosci il tuo mestiere”

La potatura degli alberi si fa ancora in massima parte dalle autoscale, metodo utilizzato per il 90 per cento del lavoro, perché quella del tree climbing è un’attività molto complessa, che richiede una preparazione specifica. Roberto Candi, responsabile del Verde Verticale del Servizio, e responsabile di alcuni appalti, la vede come un’opportunità da perseguire.

“Per il momento dice - quando vendiamo un lavoro di tree climbing, ci affidiamo ancora a professionisti esterni; i nostri ragazzi si stanno formando e non sono ancora così produttivi come richiederebbe il mercato, ma abbiamo fatto molta strada, tanto che per il prossimo anno conterei di avere pronte due squadre da tre persone”. “L’aspetto più importante nella formazione del tree climber – continua Candi – oltre all’insegnamento degli aspetti tecnici, riguarda tutti gli accorgimenti per la messa in sicurezza della persona che lavora, dei suoi compagni e del contesto circostante, visto che gran parte del lavoro si svolge in luoghi pubblici. Ma occorre anche un grosso affiatamento fra i componenti della squadra, senza il quale il lavoro può diventare molto pericoloso”. Quando operano in tree climbing infatti, gli operai devono essere almeno in tre: per tenere le funi, per controllare lo stato dell’albero dall’alto e dal basso, per intervenire in caso di fragilità della pianta e per verificare lo stato di sicurezza del cantiere di intervento.

““L’aspetto più importante riguarda la messa in sicurezza della persona che lavora, dei suoi compagni e del contesto”

Sono oltre tre anni che il Servizio Verde di Manutencoop ha avviato la sperimentazione di potatura in tree climbing, e determinanti sono state persone come Rinaldo Rossi e coloro che avevano un po’ di esperienza e molta passione. Una volta “radunato” un numero sufficiente di operai interessati, il Servizio Formazione ha predisposto il corso e si è partiti. Da otto mesi sono iniziati i primi interventi. è un lavoro che per il cliente ha un costo maggiore rispetto a quello fatto in autoscala. è più complesso, comprende dei rischi e delle professionalità ben avviate, e va remunerato in modo diverso. “Per esempio – spiega Roberto Candi - quando il cliente si rivolge a professionisti esterni il costo orario va dai 65 agli 80 euro all’ora. Capisci bene che se devi fare cento ore di potatura in questo modo diventa un esborso notevole”. “Ma questo è uno dei motivi – aggiunge - per i quali ho insistito per avere una squadra nostra, perché una volta attivi e operativi potremo essere in grado di essere anche competitivi, proponendo dei costi di molto inferiori a quelli del mercato attuale”. Il valore aggiunto sta nel fatto che quando si impara ad arrampicarsi sulla pianta e ci si è dentro, ci si può muovere senza invaderla dall’esterno, tagliando solo quello che serve, evitando i danni al terreno circostante provocati dall’autoscala, soprattutto nelle stagioni piovose. “E poi – continua Candi - il mercato c’è, ed è tutto da esplorare. Occorre solo attrezzarsi e farsi conoscere. Per ora ci chiamano solo quelli che ci hanno visto al lavoro, ed è un peccato, perché in realtà come Servizio siamo in grado di fornire il massimo per quel che riguarda l’alberatura, e non credo di esagerare”.

Rinaldo Rossi e
cristian STAN

Anche Roberto Candi ha almeno due decenni di esperienza nel verde. “Ho iniziato come avventizio in Agricover – racconta – dopo un episodio giovanile poi abbandonato in un’altra cooperativa agricola. Ero al livello più basso, ma ho avuto dei compagni di lavoro che mi hanno insegnato tutto e mi hanno trasmesso una passione tale da stimolarmi a perfezionarmi, a studiare anche per conto mio. E fra tutte le cose che si possono fare nel verde, sono gli alberi le creature che preferisco. Io ho bisogno di un lavoro creativo, se falcio un prato dopo un po’ mi annoio, mentre ogni albero è diverso dall’altro e averci a che fare ti mette in circolo molta adrenalina”.

Oggi che coordina il Servizio, Roberto Candi non ha smesso di studiare e di progettare. Talvolta gli vengono richieste delle consulenze esterne, perché nel suo mondo è un professionista conosciuto. Ogni tanto scrive, e quando, nell’elenco di tutte le attività, si arriva al capitolo “Potatura Alberi”, si leggono queste parole: ”Questa è sicuramente l’operazione di maggior fascino, oltre ad essere la più complessa e delicata. Dall’esecuzione dei tagli spesso dipende la vita stessa di un albero, la sua crescita e il suo benessere”. Passione pura, come quella di Rinaldo Rossi, che nelle giornate festive va ai raduni internazionali di tree climbing, per parlare di alberi e potature con altri appassionati, anche dopo una settimana di lavoro. O Cristian Stan, che riesce a non soffrire troppo di nostalgia per il suo paese, grazie al fatto che può salire sugli alberi per mestiere.

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