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Speciale CoronaVirus

di Giancarlo Strocchia

traduzione: eng | عربي

Gli eroi silenziosi “dietro le quinte”

Nel pieno del dramma della pandemia gli operatori di servizi ospedalieri non hanno fatto mancare impegno e competenza, tra le corsie degli ospedali di molte zone d’Italia e in tutti gli stabilimenti del Gruppo, da Ferrara a Lucca, per garantire quotidianamente la sanificazione di quintali di materiale tessile utile all’operato delle migliaia di operatori sanitari.

A sconvolgere la quotidianità di migliaia di persone, a volte purtroppo in maniera dolorosa e dirompente, più spesso sovvertendo equilibri di vita e di lavoro che sembravano consolidati.

A macchia d’olio si è diffusa l’esigenza, impellente, di rivedere consuetudini e procedure, e l’essenzialità di alcune funzioni è divenuta improvvisamente evidente. È quello che è successo “dietro le quinte” dei grandi ospedali dove i sanitari esponevano la loro stessa vita al rischio di contagio per salvaguardare la salute dei pazienti affetti dal virus, e dove il bisogno di poter contare su un processo costante e rapido di sanificazione profonda di biancheria e divise è divenuto fondamentale. Per questo la macchina di Servizi Ospedalieri, guidata da operatori altrettanto efficienti e, senza retorica, coraggiosi, non ha mai smesso di funzionare, muovendosi a ritmi e in condizioni che fino a qualche settimana prima del dilagare dell’epidemia potevano sembrare inimmaginabili. Ma tant’è, abbiamo assistito alla dimostrazione pratica che quando entrano in gioco la competenza, l’esperienza, l’innovazione e lo spirito di sacrificio anche la sfida più impensabile diventa possibile. Il coinvolgimento e l’impegno sono stati trasversali, e ognuno è stato chiamato a uno sforzo senza soluzione di continuità.

Quintali di lenzuola, camici, asciugamani, teli e divise, provenienti dai reparti Covid hanno fatto la spola tra gli ospedali in cui l’azienda è presente con i suoi operatori, la prima linea di quella che è stata una battaglia senza quartiere, e le retrovie, si fa per dire, all’interno di tutti gli stabilimenti del Gruppo, a Ferrara così come negli altri presidi dell’azienda, a Lucca, Teramo e Marcellinara, in provincia di Catanzaro. Una catena costante, perché i sanitari avevano bisogno di cambiare il proprio abbigliamento anche più volte al giorno. “Dobbiamo confessare che all’inizio abbiamo avuto un po’ di paura, nonostante l’abitudine a trattare materiale proveniente da reparti di malattie infettive - sottolinea Sandra Cavallini, direttrice dello stabilimento di Servizi Ospedalieri a Ferrara, dove operano 160 persone (400 persone in totale tra uffici e amministrazione) - perché avevamo a che fare con una epidemia la cui portata e la cui gravità erano inconsuete. Poi al timore è subentrato l’orgoglio di poter contribuire, con il nostro lavoro, alla tutela di chi si prodigava, e continua a farlo, per salvare molte vite umane”.

Lo stabilimento di Ferrara di Servizi Ospedalieri è un centro nevralgico di raccolta e di smistamento di materiale tessile destinato ai presidi ospedalieri dell’azienda sanitaria di Bologna, e poi Imola, Lugo, Faenza, Ravenna, e alcune aree del ferrarese. Oltre 300 quintali tra teli per ambulanze, divise, camici, biancheria piana sono stati sanificati e trasportati quotidianamente sedi condo una procedura che prevedeva il caricamento in un doppio sacco, il primo dei quali idrosolubile così che il materiale non potesse venire in contatto con gli operatori. Trattamenti ad altissima temperatura e prodotti a base di cloro, lavatrici in movimento dall’alba al pomeriggio, stoccaggi specifici e poi continui rifornimenti presso gli ospedali. Nello stabilimento, ovviamente, tutti gli operatori hanno lavorato muniti rigorosamente di dispositivi di protezione ma, soprattutto, sostenuti dal pensiero che tutti insieme stavano contribuendo a superare uno dei momenti più drammatici della storia del Paese. In modo analogo hanno operato gli altri centri di SO. Ad esempio, lo stabilimento di Lucca ha rifornito tutti gli ospedali del Nord-Ovest della Toscana, parte di quelli del Sud-Est, oltre ad una serie di strutture sanitarie liguri, in particolare il San Martino e il Gaslini di Genova.

Per l’emergenza Covid19 Servizi Ospedalieri ha costituito squadre di emergenza, sviluppando un sistema di turnazioni che consentisse di non far lavorare tutte le persone nello stesso momento così da preservare gli addetti da eventuali contagi e, comunque, poter contare su “riserve disponibili” per poter continuare ad operare costantemente, trattandosi di un servizio essenziale. Considerando che, in generale, l’attività di sanificazione delle divise del personale in questa situazione di emergenza è cresciuta di oltre il 50% si comprende a quale carico siano stati chiamati tutti gli operatori di Servizi Ospedalieri. Come sottolinea il presidente di Servizi Ospedalieri Massimiliano De Marco: “La nostra società e le nostre persone, a cui va il nostro più sincero ringraziamento, si sono trovate ad affrontare una mole di lavoro enorme, che ha cambiato radicalmente tutte le normali abitudini e organizzazioni aziendali.

Nel periodo della crisi sanitaria abbiamo adottato protocolli ad hoc che sono stati costantemente aggiornati sulla base delle linee guida ministeriali. Per fare qualche esempio: laddove non sia stato possibile mantenere il metro di distanza, abbiamo assegnato a ciascuno dei nostri operatori mascherine, occhiali, camici di protezione individuali, guanti e gel di sanificazione. In questo modo, abbiamo potuto evitare il contatto tra operatori e tra questi e il materiale infetto” - spiega De Marco - “Il nostro obiettivo, infatti, è stato quello di tutelare tutti i nostri lavoratori che sono la nostra forza più grande e che in questo periodo hanno dimostrato, una volta ancora, un attaccamento all’azienda ed uno spirito altruistico di sacrificio senza pari”. Non si tratta di eroismo, ma di coscienza e responsabilità, quelle espressa da tanti italiani in questa epidemia, persone considerate invisibili, ma il cui contributo è stato cruciale, oggi più di ieri, e che in silenzio proseguiranno a garantire sicurezza e protezione.

Luglio 2020

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