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di Giancarlo Strocchia

And the winner is...Augusto-Renato!

In questa intervista la vita di Augusto Amicucci e la sua passione per l’autore di tanti successi discografici.

AUGUSTO AMICUCCI? Buongiorno, vorremmo conoscerla un po’ di più e raccontare la sua storia”. “Ciao, volentieri...”.

Anche solo al telefono l’impatto è impressionante. Il tono, l’inflessione, la sonorità sono proprio quelle di Renato, e invece è Augusto. A questo punto la curiosità di conoscere il “protagonista” del talent show “The winner is”, andato in onda su Canale 5 e condotto con la proverbiale giovialità da Gerry Scotti, aumenta. Appuntamento a Roma, nei giardini antitanti l’ospedale S.Giovanni, dove Augusto lavora come addetto al trasporto pazienti. La simpatia e lo scintillio negli occhi azzurri denunciano una personalità cordiale e espansiva, nonostante la canicola estiva che ci avvolge.

“Lavoro per Manutencoop da circa due anni, ovvero da quando l’azienda è arrivata a gestire i servizi all’interno di questo ospedale. Per molti anni ho prestato servizio in uno specifico reparto, oggi invece ho scelto di offrire la mia disponibilità a fare da jolly, e muovermi tra le varie strutture del nosocomio”. L’ospedale S.Giovanni, per chi non avesse dimestichezza con la sanità capitolina, è uno dei più grandi e dinamici presidi romani, alle spalle della grande cattedrale di S.Giovanni e del Vicariato.

Mi racconta come è nata la passione per Renato Zero e quando ha iniziato a esibirsi?
La passione c’è sempre stata, sin da bambino, ovvero da quando mia madre, a merenda, mi offriva pane e canzoni di Renato Zero. Poi, una quindicina di anni fa, nel corso di una festa di compleanno, quasi per gioco mi misero una parrucca e mi diedero un microfono e così è iniziata questa meravigliosa avventura. Io mi considero un interprete di Zero e non un imitatore. E sono contento che questa caratteristica mi sia stata riconosciuta spesso, anche dallo stesso Gerry Scotti nel corso del talent “The winner is”.

Il canto ha sempre fatto parte della sua vita?
Ho seguito una scuola di canto e ho fatto parte di un coro lirico come tenore. Poi il maestro un giorno, con tono austero, mi fece osservare che non potevo intonare le arie di Donizzetti o Verdi con la voce di Renato. Ma io non potevo snaturarmi, questa è la mia voce, e decisi quindi di seguire la mia vocazione e la mia passione.

Ha mai incontrato Renato?
L’ho incrociato in tempi non sospetti, quando ancora non lo interpretavo, poi mai più, anche se so per certo che lui mi segue, soprattutto attraverso i social media. Il suo silenzio per me è comunque il segno che lui, in qualche modo, approva il mio modo di rappresentarlo e portarlo sulla scena. Infatti, per quello che mi risulta, se ritiene che qualcuno lo prende in giro, fa arrivare puntuali e inesorabili le sue bacchettate, ma se tace vuol dire che rispetta e guarda con benevolenza alla sincera passione che guida le mie esibizioni.

È cresciuto con le canzoni del grande artista romano, e di Renato Zero possiede naturalmente la stessa vocalità. Quasi un dono, quello ricevuto da Augusto Amicucci, addetto al trasporto pazienti per Manutencoop presso l’Ospedale S. Giovanni di Roma, e protagonista del talent show di Canale 5 “The winner is” durante il quale ha ricevuto i complimenti spassionati di Mara Maionchi, Alfonso Signorini e il conduttore Gerry Scotti.

E ora parliamo dell’avventura di “The winner is”. Come è iniziata?
Non sono stato io a ricercarla, è stata lei a venire a trovare me. Un giorno mi squilla il telefono, un numero sconosciuto. In questi casi, normalmente, non rispondo, ma fortuna ha voluto che decidessi di sentire chi mi stesse cercando e dall’altra parte, sorprendentemente, una voce mi preannunciava che ero stato selezionato, attraverso una ricerca fatta su Internet, dal casting di Mediaset per i provini di questo nuovo show con Gerry Scotti. All’inizio pensai ad uno scherzo ma poi mi resi conto che era tutto vero. Arrivai al primo appuntamento, qui a Roma, già vestito da Renato Zero, destando la curiosità della persone presenti che mi scambiarono veramente per l’artista. Il primo test andò bene, poi arrivò anche la seconda fase del provino, anch’essa superata fino all’approdo a Cologno Monzese, dove questa straordinaria avventura ha avuto inizio.

Quali sono state le cose che più l’hanno emozionata?
La prima cosa, oltre alla generale soddisfazione e ai complimenti, sicuramente il giudizio entusiasta di Mara Maionchi. Lei, che è sempre così severa e tranchant, mi ha detto che dopo il vero Zero, a suo avviso, ci sono io, non sono una sua copia ma un suo interprete. E poi ancora il fatto che, attraverso questa meravigliosa esperienza televisiva, ho avuto modo di essere conosciuto anche oltre i confini della capitale, così oggi potrei avere l’occasione di nuove opportunità.

Anche perché Renato-Augusto continua ad esibirsi al di là delle telecamere di Mediaset
Si, anche e soprattutto per beneficienza. Questa estate ho partecipato ad uno spettacolo su una spiaggia di Anzio, sul litorale a sud di Roma, all’interno di una struttura che ospita ragazzi disabili, e presto mi esibirò per una raccolta fondi a sostegno di un canile. Io ho un armadio con dieci cambi d’abito e la mia immancabile parrucca. Dovrei cambiare il colore degli occhi ma non ci riesco, perché se metto le lenti a contatto marroni sugli occhi azzurri il risultato è che diventano verdi.

Hai mai pensato di fare diventare questa la tua prima attività?
Io rimango molto legato a Manutencoop, che comunque mi garantisce un’occupazione e un’entrata economica regolare, cosa fondamentale quando si hanno scadenze fisse. Per il momento la passione per Renato Zero, e le mie performance nei suoi panni, rimangono un’attività secondaria, ma nel futuro chissà, mai dire mai.

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