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Sei in: webAmbiente / numero 3 - 2011 / Pulizie a basso impatto ambientale

Servizi ecocompatibili

di Andrea Maurizio Campo

Pulizie a basso impatto ambientale

Sono tante le soluzioni che consentono di ridurre i consumi di acqua e di detergenti quando si parla di servizi di pulizia. Grazie all’uso, ad esempio, del “sistema preimpregnato” o all’eliminazione dei contenitori di plastica, sostituiti dai distributori automatici, ogni operazione assume un aspetto più ecologico.

Consumo d'acqua, di energia elettrica, e soprattutto, l’utilizzo di detergenti chimici inquinanti. Non ultimi recipienti e imballaggi di vario tipo. Anche i servizi di pulizia ed igiene hanno un impatto ambientale non trascurabile. È quindi possibile studiare e mettere in atto soluzioni in grado di rendere anche il cleaning industriale (così come del resto anche quello domestico) più sostenibile. Ovviamente l’impatto, ad esempio in termini di minori consumi, non è, a livello globale, paragonabile a quello di interventi impiantistici o simili ma qualcosa si può fare.

“i due ambiti in cui possiamo proporre ai clienti soluzioni migliorative e che impattano maggiormente sono i consumi idrici, ovvero l’acqua utilizzata per pulire, ed il consumo dei prodotti chimici”

Due gli elementi che impattano maggiormente: i consumi idrici ovvero l’acqua utilizzata per pulire ed i prodotti chimici utilizzati. “Sono effettivamente i due ambiti su cui possiamo proporre ai clienti soluzioni migliorative – spiega Imer Bassini, dell’Ufficio Innovazione e Progettazione Servizi – per quanto riguarda invece i mezzi utilizzati, penso ad esempio alle lavasciuga, di norma vengono già utilizzate macchine elettriche, quello che possiamo fare è proporre al cliente i modelli che consumano meno”.

Nelle pulizie industriali invece il consumo di acqua, se si utilizzano per cosi dire “metodi tradizionali” è estremamente elevato: “Tradizionalmente per il lavaggio dei pavimenti si utilizza il classico carrello con due secchi l’uno con l’acqua e l’altro con una soluzione di acqua e detergente. Per ridurre i consumi da tempo proponiamo il cosiddetto sistema “preimpregnato”. I secchi, che richiedono almeno 35 litri di acqua, sono sostituiti da vaschette che contengono i panni già inumiditi e con la dose necessaria di detergente: in questo modo è possibile risparmiare circa il 40% di acqua e, parallelamente, ridurre la quantità utilizzata del detergente”. In particolare in ambienti sanitari, dove sono necessarie pulizie frequenti, con il sistema preimpegnato il risparmio annuale è nell’ordine di 25 metri cubi di acqua per ogni 1.000 metri quadrati di pavimenti. Sul versante dei prodotti chimici si tratta, invece, di scegliere e proporre ai clienti i prodotti a più basso impatto ambientale: “In questo ambito – dice Bassini - esiste da tempo una sensibilità dei produttori di detergenti che cercano di sviluppare prodotti più sostenibili. Esistono già vari marchi che identificano detergenti ecocompatibili a livello europeo come ad esempio Ecolabel. L’utilizzo di prodotti di questo tipo è ormai la norma nel settore sanitario e ospedaliero”.

Last but not least, come si dice, gli imballaggi: “Eliminare flaconi o contenitori può sembrare un accorgimento banale – aggiunge Bassini – ma invece, in ambito industriale, i rifiuti determinati dal cosiddetto imballaggio dei detersivi non sono una quantità trascurabile”. Manutencoop cerca, quindi, di proporre ai clienti l’adozione di distributori automatici dei detergenti presso i quali l’addetto alle pulizie può di volta in volta ricaricare, con la dose predefinita di detersivo, un medesimo contenitore.

“Oppure molto pratiche – chiude Bassini - si sono rivelate le “Ecocaps”, capsule monodose idrosolubili contenenti il prodotto detergente. I contenitori vengono sostituiti da sacchetti in plastica riciclabile al cui interno sono le capsule con dosi singole per la lavasciuga o per i vaporizzatori: a contatto con l’acqua le capsule si sciolgono lasciando come unico rifiuto da smaltire il sacchetto contenitivo”.

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