di Chiara Filippi
MSA verso un nuovo futuro
Anche se preceduta da ragionevoli incertezze, la cessione di Msa al Gruppo Biancamano rappresenta una decisione storica per la Manutencoop che esce definitivamente dal settore dei servizi ambientali per focalizzarsi interamente sul mercato dell’Integrated Facility Management. Una scelta valutata positivamente dai soci rispetto alle garanzie di stabilità occupazionale e piani di crescita prefigurati dalla nuova proprietà.
È stata una scelta importante, per molti sofferta, da alcuni contestata, alla fine però la maggioranza dei soci della Cooperativa ha scelto e deciso: Manutencoop Servizi Ambientali S.p.A., la società del Gruppo Manutencoop attiva nel settore della gestione rifiuti, oltre 1500 dipendenti, 83 soci e un giro di affari di oltre 100 milioni di euro, verrà ceduta ad Aimeri Ambiente S.r.l. del Gruppo Biancamano, società quotata in Borsa, principale competitor di MSA. Una decisione per molti aspetti storica per il Gruppo e per la Cooperativa che esce definitivamente dal settore dei servizi ambientali per focalizzarsi interamente sul mercato dell’Integrated Facility Management dove già oggi, con Manutencoop Facility Management S.p.A., realizza il 92% del fatturato e rappresenta il primo operatore italiano del settore.
“Il Gruppo Biancamano può rispondere alle necessità di crescita di Msa attraverso le innovazioni nel settore della gestione rifiuti”
Il corrispettivo della cessione è stato pari a circa 28 milioni di euro, mentre l’effetto complessivo dell’operazione per il Gruppo Manutencoop, derivante dalla liquidazione di alcuni asset non ceduti (ad esempio debiti e crediti commerciali) sarà pari a circa 87 milioni di euro.
La scelta di procedere alla cessione di una “costola” del Gruppo è stata approvata dai soci di Manutencoop Società Cooperativa (che controlla al 100% Manutencoop Servizi Ambientali) riunitisi in Assemblea venerdì 4 settembre con 571 voti favorevoli dei soci lavoratori, 31 contrari e 16 astenuti.
“Si è trattato di una decisione importante per la vita della Cooperativa – ha commentato il presidente Claudio Levorato - perché MSA è una parte della storia, del lavoro e anche del volume d’affari di Manutencoop”. Una scelta, sebbene per certi aspetti dolorosa, comunque inevitabile: “Come sapete – ha spiegato Levorato in assemblea - nei mesi scorsi abbiamo acquisito la società ex Pirelli RE Facility Management, abbiamo portato a termine alcune ulteriori acquisizioni, altre erano state concluse l’anno precedente. Questo ha generato una crescita esponenziale del Gruppo nel settore del facility management mentre Msa è cresciuta a ritmi più lenti anche se comunque significativi”. La crescita nel mercato del facility rende necessario concentrare meglio le risorse manageriali, imprenditoriali e finanziarie in questo settore: “Un settore con importanti possibilità di crescita, - prosegue il presidente - con ampi spazi di consolidamento nel mercato nazionale e significative prospettive di sviluppo in ambito internazionale”. La medesima attenzione e la disponibilità di risorse che sarebbero necessarie per far crescere Manutencoop Servizi Ambientali in un mercato, quello dei rifiuti, completamente diverso dal facility: “Ma non è possibile – spiega Levorato - per Manutencoop, per il Gruppo e per la Cooperativa gestire politiche di crescita in entrambi i settori contemporaneamente, poiché le risorse non sono illimitate né possiamo indebitarci oltre parametri di prudenza”.
Per questo il Consiglio di Amministrazione della Cooperativa ha deciso di portare all’attenzione della Assemblea dei soci la proposta di cedere Msa ad un altro soggetto imprenditoriale. “Si è valutato che il Gruppo Biancamano – continua il presidente - principale concorrente di MSA, primario operatore del settore, quotato alla Borsa di Milano, con grandi ambizioni di crescita e attivo esclusivamente nella gestione dei rifiuti, potesse rispondere con maggiore prontezza alle necessità di crescita proprie di Msa. Pensiamo abbia le necessarie risorse per allargarne i confini e progettare quelle innovazioni necessarie anche nel settore della gestione rifiuti”.
Dai risultati di MFM e MSA dipendono, ovviamente, il bilancio civilistico e quindi gli utili della capogruppo, Manutencoop Società Cooperativa. Le entrate della Cooperativa, infatti, derivano dall’attività di somministrazione lavoro e, soprattutto, dai dividendi delle controllate mentre le uscite sono costituite dal costo dei dipendenti, dagli oneri finanziari e, a fronte dei dividendi, anche dalle svalutazioni delle partecipazioni detenute. Pur in presenza di risultati a livello consolidato estremamente positivi, il 2008 per la Coop si è chiuso con un risultato negativo per circa 600.000 euro a fronte di ricavi per 45,1 milioni ed un Ebit pari a – 3,1 milioni.
Questo vorrà dire che Msa, (che nell’ambito del Gruppo e nella stessa sensazione dei suoi lavoratori sembrava fosse quasi destinata ad un ruolo di Cenerentola) potrà essere il fulcro della crescita e dello sviluppo di una società diversa: “Con una diversa proprietà che tuttavia – asserisce il presidente - saprà assicurare crescita e sviluppo ai lavoratori, ai quadri, ai dirigenti”.
Seppure non semplice e per molti estremamente controversa, la scelta dei soci di votare a favore della cessione è stata sicuramente un atto di responsabilità: “Quando le decisioni che si devono assumere – è ancora il commento del presidente - coinvolgono sentimenti, emozioni, ricordi diventa tutto più difficile, noi tutti soci lo abbiamo sperimentato al momento del voto. Ma il ragionamento che ha riguardato la larga maggioranza è stato quello di pensare che quella che è la nostra ‘creatura’ è una ‘creatura’ già adulta, che ha necessita di crescere indipendentemente da noi. Quel 92% per cento che ha votato a favore della cessione ha, alla fine dei conti, deciso di comportarsi come quel genitore che cresciuto un figlio non pretende di soffocarlo con il suo amore ma lo lascia andare per le strade della vita. Questa scelta potrà consentire, in definitiva, alla persone di Msa di avere prospettive dal punto di vista professionale ed economico senz’altro positive, mentre MFM potrà percorrere, anche grazie alle disponibilità finanziarie rese disponibili dalla vendita di Msa, strade di sviluppo che per ora ci sono ignote ma che sappiamo essere alla nostra portata anche in altri paesi d’Europa”. “Questo è sicuramente un momento che ci lascia nostalgia e rimpianto per tanto lavoro fatto insieme, per lo spirito di solidarietà che ci ha sempre animato – chiude Levorato - ma nello stesso tempo dobbiamo essere tranquilli e fiduciosi perché l’avvenire, un avvenire positivo per tutti è più alla nostra portata di quanto non lo fosse ieri”.
CHI È IL GRUPPO BIANCAMANO
Biancamano S.p.A. è una Holding di partecipazioni nel campo dell’igiene ambientale che svolge la sua attività attraverso due società controllate: Aimeri Ambiente, specializzata nei servizi di igiene urbana, e Ponticelli, che realizza e gestisce impianti di stoccaggio e smaltimento rifiuti non pericolosi. è quotata sul mercato Expandi di Borsa Italiana dal 7 marzo 2007.
Il Gruppo Biancamano, con circa 1400 dipendenti e più di 1250 automezzi industriali, è uno dei principali operatori nel settore dei servizi ambientali in Italia e svolge la sua attività in Liguria, Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Toscana, Lazio, Calabria, Sicilia e Sardegna.
Il Gruppo è stato fondato nel 2004, ma le due società operative, che da anni offrono i propri servizi a enti pubblici e privati, possono vantare un’esperienza ventennale nel settore.
Ma il 2008 non si spiega né si comprende solo guardando ai numeri. Oltre alla consistente “campagna acquisti” ci sono state l’adozione di un nuovo modello di governance, il sistema dualistico, in MFM e l’introduzione di modifiche importanti nella governance della Cooperativa, nuove modalità per l’elezione del C.d.A. e innovazioni nel sistema di accesso della base sociale supportata da iniziative formative. Tutto questo, precisa Levorato, “con il fine di supportare l’autogestione di un grande gruppo industriale. Innovando e sperimentando stiamo cercando di garantire nel tempo l’autogestione per perseguire lo scopo mutualistico attraverso la crescita e la creazione di nuova ricchezza”.
Ma perché le innovazioni funzionino è necessario “lavorare anche sulla cultura”. L’attenzione, quasi al termine della relazione, torna a rivolgersi ai nuovi compagni di strada di Altair e delle società acquisite ma anche alle nuove generazioni di dipendenti del Gruppo: i tempi sono cambiati e molte delle spinte sociali, ideali o ideologiche che motivavano i vecchi cooperatori degli anni passati non esistono più, ci sono però spinte, sempre attuali, che possono motivare i nuovi giovani cooperatori. “Persone per cui la cooperativa, non sarà più la patria del socialismo, ma potrà essere il luogo in cui veder valorizzato il proprio lavoro, in cui costruire relazioni solidali, un luogo in cui non prevale la competizione degli uni e la prevalenza sugli altri”.
Questo è e vuole continuare ad essere la Cooperativa per quel vero “melting pot” di nazionalità, provenienza sociale, livello culturale e culture aziendali che è oggi il Gruppo Manutencoop: “La comunità di tante etnie – chiosa Levorato - in cui l’elemento distintivo è rappresentato dalla volontà di migliorare se stessi e contribuire al miglioramento della vita degli altri nella consapevolezza che il bene proprio si realizza solo perseguendo il bene comune. Perché solo su questa base si deve accedere alla cooperazione”. Quindi, in chiusura, quasi un appello: “Al grande numero di lavoratori di Altair e ai gruppi più contenuti delle altre società, le etnie di più recente provenienza, noi chiediamo se sono interessati ad aderire, a questo principio. E solo a questo prezzo siamo disponibili ad offrire tutto quello che abbiamo. La Cooperativa sarà anche loro, non solo nostra”.
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